iPhone Ultra pieghevole sarebbe entrato nella fase più concreta prima del lancio: Apple avrebbe chiesto ai fornitori asiatici di prepararsi a produrre circa 10 milioni di unità. Il debutto è atteso a settembre, insieme alla famiglia iPhone 18, ma al momento resta nel campo delle indiscrezioni industriali.
Il dato colpisce perché le stime precedenti parlavano di 7 o 8 milioni di dispositivi. Un aumento a 10 milioni indicherebbe una fiducia superiore al previsto verso un prodotto costoso, rischioso e destinato a misurarsi con anni di esperienza accumulata da Samsung, Motorola, Google, Huawei e Honor.
Apple non ha ancora presentato il dispositivo e non ha confermato il nome iPhone Ultra. Proprio per questo i dettagli vanno trattati con prudenza. Le catene di fornitura, però, raccontano spesso in anticipo le scelte di Cupertino, soprattutto quando si parla di pannelli, memoria, processori e volumi produttivi.
iPhone Ultra pieghevole: perché 10 milioni di unità contano

Se confermata, la produzione da 10 milioni di unità renderebbe l’iPhone Ultra pieghevole uno dei lanci più ambiziosi nel settore foldable. Apple non entrerebbe nel mercato con un test limitato, ma con un prodotto pensato per incidere subito su fornitori, schermi flessibili e fascia premium.
Il numero va letto dentro un piano più ampio. Le indiscrezioni parlano anche di circa 70 milioni di iPhone 18 Pro e Pro Max e di oltre 220 milioni di smartphone Apple complessivi entro fine anno. Il pieghevole sarebbe quindi una nicchia costosa, ma non marginale.
La strategia avrebbe senso se Apple volesse presidiare la parte più redditizia del mercato. I foldable non vendono ancora come gli smartphone tradizionali, ma hanno prezzi medi più alti e permettono ai produttori di proporre un dispositivo diverso senza dipendere soltanto da fotocamere e processori.
Il nodo dei prezzi non nasce con questo modello. Su tech.icrewplay.com abbiamo già raccontato il tema dell’aumento dei prezzi Apple su Mac e iPad, un segnale utile per leggere una strategia sempre più concentrata sulla fascia alta.
Design a libro, doppio display e ritorno del Touch ID
Il formato previsto sarebbe quello a libro, simile alla logica dei Galaxy Z Fold. Da chiuso, il dispositivo avrebbe uno schermo esterno da circa 5,5 pollici per messaggi, chiamate, notifiche e operazioni rapide. Da aperto, il pannello interno arriverebbe vicino agli 8 pollici.
Questa scelta trasformerebbe il telefono in un piccolo tablet. È il punto centrale dei foldable: non sostituire solo lo smartphone, ma offrire più spazio per multitasking, lettura, video, produttività leggera e app ottimizzate per display grandi.
Le indiscrezioni citano anche un lavoro avanzato sulla cerniera e sulla riduzione della piega centrale. È una delle criticità storiche degli smartphone pieghevoli. Un display quasi privo di segno visibile al centro sarebbe un vantaggio forte, ma andrà verificato solo con il prodotto reale.
Sul piano tecnico si parla di chip A20 Pro, 12 GB di RAM e possibile ritorno del Touch ID. La scelta del lettore di impronte avrebbe una logica pratica: su un pieghevole, il riconoscimento facciale può diventare meno lineare quando il dispositivo cambia forma, posizione e orientamento.
La parte software sarà decisiva. Un pannello interno più grande richiede interfacce elastiche, app capaci di adattarsi e funzioni pensate per passare dallo schermo esterno a quello interno senza interruzioni. È lo stesso terreno su cui Apple sta lavorando anche con iOS e Apple Intelligence, come abbiamo visto parlando di Siri AI su iOS 27.
- Produzione stimata a circa 10 milioni di unità
- Schermo esterno previsto da circa 5,5 pollici
- Display interno vicino agli 8 pollici
- Chip indicato come A20 Pro con 12 GB di RAM
- Prezzo atteso tra 2000 e 2500 dollari
Prezzo alto e mercato foldable: la sfida per Apple
Il prezzo resta il punto più delicato. Le stime parlano di una fascia tra 2000 e 2500 dollari, con versioni più capienti pronte ad avvicinarsi ai 3000 dollari. Sarebbe uno degli iPhone più costosi di sempre, e non un prodotto pensato per il grande pubblico.
Un listino simile avrebbe due effetti. Da una parte renderebbe l’iPhone Ultra pieghevole un oggetto di status, vicino al mondo dei dispositivi di lusso tecnologico. Dall’altra restringerebbe il pubblico potenziale, soprattutto nei mercati dove gli smartphone premium sono già aumentati molto negli ultimi anni.
Il mercato dei pieghevoli è cresciuto, ma resta competitivo e difficile. Samsung ha costruito generazioni di Z Fold e Z Flip, Google ha spinto sui Pixel Fold, mentre Huawei e Honor hanno lavorato su design sottili e batterie importanti. Apple arriverebbe tardi, ma con un potere enorme su supply chain, sviluppatori e marketing.
L’ingresso di Cupertino potrebbe anche modificare il prezzo medio della categoria. Le analisi citate dalle indiscrezioni indicano un possibile aumento del 18% del prezzo medio dei foldable entro l’anno, proprio per il peso di un modello Apple posizionato così in alto.
Il confronto con i Mac è utile anche sul piano dei chip. Apple sta già ragionando su cicli hardware molto aggressivi, come mostrano le indiscrezioni su Apple M7 e il possibile salto dei chip M6 Pro e Max. Nel pieghevole, però, la sfida non sarà solo potenza: serviranno autonomia, resistenza della cerniera, peso accettabile e app davvero pronte.
Per ora il quadro resta prudente: molte informazioni sono credibili perché arrivano dall’area produttiva, ma il prodotto non esiste ufficialmente. Se Apple lo presenterà davvero a settembre, l’iPhone Ultra pieghevole non sarà soltanto un nuovo modello. Sarà il test più netto sulla capacità di Cupertino di entrare tardi in una categoria e cambiarne subito le regole economiche.