Il 2025 è stato un anno complicato per la ricerca scientifica statunitense. Molti settori hanno vissuto cancellazioni di grant e incertezza di bilancio. Eppure, due ambiti sembrano aver evitato il peggio: intelligenza artificiale e scienza dell’informazione quantistica. Entrambi occupano stabilmente i primi posti tra le priorità scientifiche dell’amministrazione del presidente Donald Trump.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso. Rendere gli Stati Uniti il leader mondiale incontrastato in IA e tecnologie quantistiche. Ma dietro le dichiarazioni, il quadro che emerge è più sfumato. L’attenzione politica non si traduce in un aumento sostanziale dei finanziamenti, e secondo diversi ricercatori questa strategia rischia di essere indebolita da altre scelte di politica scientifica.
Priorità politiche e ordini esecutivi
IA e quantistica figurano al primo e al secondo posto nella lista ufficiale delle priorità di ricerca e sviluppo dell’amministrazione. A rafforzare il messaggio è arrivato, l’11 dicembre, un ordine esecutivo che impedisce agli Stati di regolamentare autonomamente l’intelligenza artificiale, con l’intento di accelerarne lo sviluppo su scala nazionale.
La mossa ha suscitato reazioni contrastanti. Da un lato promette meno frammentazione normativa. Dall’altro solleva interrogativi su sicurezza, etica e controllo pubblico di tecnologie sempre più pervasive.
Fondi salvati, ma senza svolte
Nel bilancio proposto per il 2026, la National Science Foundation ha risparmiato IA e quantistica dai tagli più drastici. I numeri parlano di un aumento del 3% per l’IA e dello 0,4% per la scienza quantistica. Un trattamento di favore rispetto ad altri settori, ma lontano da un investimento trasformativo.
Nel corso del 2025, NSF e Department of Energy hanno annunciato nuovi investimenti mirati, tra cui 100 milioni di dollari per progetti di IA in cinque università statunitensi. Tuttavia, il quadro generale resta fragile.
Secondo i dati del sito indipendente Grant Witness, la NSF ha cancellato 101 grant che menzionavano l’intelligenza artificiale e 68 legati alla ricerca quantistica. Anche questi settori, quindi, non sono stati immuni ai tagli.
Una disparità che si sente nei laboratori
La differenza tra discipline è evidente sul campo. Steven Rolston, fisico quantistico dell’Università del Maryland, descrive un clima di forte incertezza per ambiti come l’astrofisica delle particelle. Nel suo settore, invece, il problema principale è stato il rallentamento dei cicli di finanziamento, causato da shutdown governativi e carenze di personale nelle agenzie.
Rolston parla apertamente di una sensazione di “senso di colpa da sopravvissuto”, un’espressione che rende bene il clima diseguale che attraversa la ricerca statunitense.
Critiche sulla reale portata degli investimenti
Per alcuni esperti, gli aumenti di bilancio sono più simbolici che sostanziali. David Schatsky, ricercatore di politiche sull’IA a Harvard, sostiene che i numeri del 2026 non mostrano un vero cambio di passo.
Secondo Schatsky, in termini reali non emerge un impegno finanziario coerente con l’enfasi politica. La White House Office of Science and Technology Policy non ha commentato ufficialmente, mentre la NSF ha evitato dichiarazioni pubbliche.
L’asse pubblico privato come leva principale
Una parte centrale della strategia dell’amministrazione è il rafforzamento delle partnership pubblico private. L’esempio più visibile è la Genesis Mission, annunciata a novembre e guidata dal Department of Energy.
L’iniziativa mette a disposizione delle aziende e del mondo accademico grandi set di dati scientifici provenienti dai 17 laboratori nazionali statunitensi. L’obiettivo è usarli per addestrare modelli di IA capaci di accelerare la ricerca scientifica.
Tra i partner figurano nomi di peso come Microsoft, IBM e OpenAI.
Quantistica tra continuità e nuovi fondi
Anche nella scienza quantistica l’approccio è simile. Il National Quantum Initiative, avviato durante il primo mandato Trump, collega centri di ricerca federali e aziende private per sviluppare prototipi e testare nuove tecnologie.
Nel 2025 il DoE ha aggiunto 625 milioni di dollari al programma. Secondo Constanza Vidal Bustamante, è atteso a breve un nuovo ordine esecutivo che definirà la strategia complessiva degli Stati Uniti sulla quantistica.
Una strategia che divide
Il quadro che emerge è fatto di priorità dichiarate, investimenti selettivi e forte affidamento sul settore privato. Per i sostenitori, questo modello favorisce velocità e trasferimento tecnologico. Per i critici, rischia di creare squilibri, dipendenze industriali e di lasciare indietro la ricerca di base.
IA e quantistica restano al centro della scena. Ma la domanda che attraversa i laboratori è una sola: l’attenzione politica sarà sufficiente senza un vero aumento strutturale dei fondi?
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