Huawei: situazione complicata

Il braccio diferro fra due nazioni si gioca anche sulla tecnologia

Huawei
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Recentemente sono apparsi su quasi tutti gli organi di informazione notizie riguardanti Huawei, in particolare la cessazione degli aggiornamenti, da parte di Google, del sistema operativo Android presente sugli smartphone Huawei. Forse questo è il problema più appariscente ma non il più importante, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’argomento. Trump ha dichiarato guerra a Huawei per motivi di sicurezza relativi ai dispositivi e alla tecnologia impiegata per le reti di telecomunicazione. La Huawei è il secondo produttore mondiale di smartphone e il più grande produttore di apparecchiature per le telecomunicazioni. Gli Stati Uniti ritengono che l’azienda cinese utilizzi i suoi prodotti per spiare o tenere sotto controllo l’attività dei governi e dei Paesi occidentali. Huawei è inoltre accusata di aver trattato con l’Iran, violando le sanzioni americane contro questo Paese. L’iscrizione nella “lista nera” comporta che le imprese Statunitensi avranno bisogno di un’apposita licenza per vendere prodotti o tecnologia alla Huawei. La replica dell’azienda cinese: “La decisione danneggia i consumatori e le imprese americane”. Tra i principali fornitori ricordiamo Intel, Qualcomm, Micron, Seagate, Western Digital e Broadcom. Oltre a Huawei è stata sottoposta in precedenza a restrizioni anche Zte. Quest’ultima ha lanciato in questi giorni il primo smartphone 5G in Cina ed è un colosso nel settore dell’alta velocità di navigazione in rete, diventando nel mese di marzo 2019 il primo produttore di telecomunicazioni a completare la connessione end-to-end 5G. In merito alle sanzioni, Trump ha dichiarato tra l’altro: “Gli Stati Uniti avrebbero dovuto gestire la cosa molto tempo fa, lo faremo ora“. Un primo segnale dell’inasprimento dei rapporti tra il colosso cinese e gli Stati Uniti si è verificato nel dicembre 2018, quando le autorità canadesi, su richiesta degli Stati Uniti, hanno arrestato Meng Wanzhou, direttrice finanziaria di Huawei e figlia di Ren Zhengfei, presidente della Huawei (la stessa ha mantenuto il cognome della madre, come gli altri figli di Ren Zhengfei). Al momento essa è agli arresti domiciliari in Canada. Poco tempo dopo la Cina ha arrestato due cittadini canadesi e li ha accusati di aver rubato segreti di Stato. Il fatto è apparso come una ritorsione, in merito il presidente della Huawei ha dichiarato: “È compito del governo cinese proteggere i suoi cittadini. Se gli Stati Uniti cercano di ottenere un vantaggio competitivo minando il migliore hi-tech della Cina, allora è comprensibile che il governo cinese, a sua volta, protegga le sue società hi-tech“. Huawei è stata fondata nel 1987 da Ren Zhengfei, nato a Guizhou il 25 ottobre 1944, e ha sede a Shenzhen, al sud della Cina, al confine con Hong Kong. Il fondatore e presidente, secondo Forbes, ha un patrimonio di circa 1,7 miliardi di dollari. Lo sviluppo dell’azienda è stato stupefacente, tenuto conto che essa è stata costituita con solo 5.000 dollari. Zhengfei detiene l’1,42% delle azioni, valutato circa 450 milioni di dollari già nel 2010. A pochi chilometri dalla sede di Huawei, in 12 villaggi nei pressi di Dongguan, lavorano 25 mila impiegati nel settore ricerca e sviluppo. Ogni villaggio richiama edifici e monumenti simili a quelli di alcune città europee come Parigi, Friburgo, Heidelberg, Oxford, Granada ed altre località. Lunghi corridoi di colonne romane e pittoreschi caffè francesi adornano la zona, con un treno che collega le diverse aree, attraversando giardini curati e un lago artificiale. Fin dal 2008 i legami di Zhengfei con il Partito comunista e con il settore militare, di cui ha fatto parte prima di diventare imprenditore, hanno impedito a Huawei di ottenere importanti acquisizioni nel modo occidentale. Anche i sospetti di spionaggio nonchè tantissimi indizi che Huawei usufruisse di aiuti finanziari da parte del Governo cinese e quindi sotto la sua influenza, hanno spesso gettato ombre sull’azienda Non è la prima volta che Huawei è stata accusata di spionaggio. Nel corso degli anni Cisco, Nortel e Motorola hanno puntato il dito contro l’azienda cinese. Le preoccupazioni degli Stati Uniti sono state portate alla ribalta con l’avvento della “quinta generazione” o Internet mobile 5G , che promette velocità di download 10 o 20 volte più veloce di quella attuale e una connettività molto maggiore tra i dispositivi. In qualità di maggiore fornitore di infrastrutture di telecomunicazione al mondo, Huawei è una delle società più adatte a costruire nuove reti 5G. Gli Stati Uniti hanno avvertito i partner occidentali che stipulare contratti con Huawei sarebbe come esporsi a operazioni di spionaggio, in particolare il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha recentemente ammonito Huawei, affermando: “Se ci sono nazioni che permettono a Huawei di inserirsi nei propri sistemi di informazioni critiche, non saremo in grado di condividere informazioni con loro“. Per questo, Regno Unito, Germania e Canada e Australia stanno riconsiderando i rapporti con Huawei e Zte. I problemi con Google costringeranno Huawei a sviluppare un nuovo sistema operativo (lo ha già promesso) così come la mancata fornitura di tecnologia occidentale verrà infine sostituita da prodotti cinesi o comunque non occidentali. Forse prima di arrivare a questo punto estremo era meglio considerare un famoso aforisma di Einstein: “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato“.

Cosa ne pensi di questo braccio di ferro fra il governo degli Stati Uniti e Huawei? Sei interessato direttamente da questo scontro?

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