La missione Hera dell’ESA raggiungerà il sistema binario Didymos-Dimorphos nel novembre 2026. Il suo obiettivo è misurare direttamente ciò che la missione DART della NASA ha cambiato colpendo Dimorphos nel 2022, trasformando il primo test di deviazione di un asteroide in una tecnica di difesa planetaria quantificabile e ripetibile.
Hera non cercherà un nuovo asteroide pericoloso: volerà verso l’unico sistema asteroidale la cui orbita è già stata modificata intenzionalmente dall’uomo. L’ESA indica il rendezvous nel novembre 2026; a bordo ci sono 12 payload scientifici e due CubeSat, Milani e Juventas.

Quando arriva Hera su Dimorphos
La pagina ufficiale della missione ESA indica l’arrivo nel sistema Didymos-Dimorphos per novembre 2026. Hera è stata lanciata il 7 ottobre 2024 e nel marzo 2026 ha completato il secondo grande aggiustamento di traiettoria, mettendosi sulla rotta finale verso il sistema binario.
Didymos è l’asteroide principale; Dimorphos è la sua piccola luna, larga circa 150 metri. Il 26 settembre 2022 DART ha colpito Dimorphos e ne ha cambiato il periodo orbitale. Il test ha dimostrato che un impattatore cinetico può modificare il moto di un piccolo corpo, ma da Terra restano incertezze sulla massa, sulla struttura interna e sulla geometria esatta lasciata dall’impatto.
Cosa misurerà Hera dopo DART
Hera mapperà Dimorphos in dettaglio e cercherà di determinare massa, densità, forma e struttura superficiale. Queste misure sono essenziali per capire quanta parte della variazione orbitale prodotta da DART derivi dall’urto diretto e quanta dall’espulsione di materiale.
La missione analizzerà anche il sistema binario come ambiente dinamico: orbita di Dimorphos, campo gravitazionale estremamente debole, distribuzione dei detriti e caratteristiche del sito d’impatto. È questo insieme di dati che permetterà ai modelli di difesa planetaria di passare da una dimostrazione riuscita a una tecnica meglio calibrata.

A cosa servono Milani e Juventas
Hera porterà con sé due CubeSat. Milani studierà la composizione della superficie e l’ambiente di polveri attorno agli asteroidi. Juventas userà invece un radar per sondare l’interno di Dimorphos: l’ESA lo descrive come il più piccolo strumento radar mai inviato nello spazio. Il CubeSat dovrebbe anche tentare un atterraggio finale e misurare il campo gravitazionale del piccolo asteroide.
Perché la struttura interna di Dimorphos conta
Due asteroidi con le stesse dimensioni possono reagire in modo diverso a un impatto se uno è un blocco compatto e l’altro un aggregato poroso di rocce e detriti. Conoscere la struttura di Dimorphos aiuta quindi a interpretare correttamente il risultato di DART e a stimare come cambierebbe l’effetto su un altro oggetto.
Su iCrewPlay Tech avevamo seguito il lancio della missione Hera e, più di recente, il risultato secondo cui DART ha modificato anche l’orbita del sistema attorno al Sole. L’arrivo di Hera è il passaggio che permetterà di collegare queste misure remote alla struttura reale di Dimorphos.
Hera può dirci come deviare un asteroide pericoloso?
Può migliorare molto i modelli, ma non esiste una ricetta valida per ogni asteroide. Massa, forma, porosità, rotazione e composizione cambiano l’efficacia di un impatto cinetico. Hera serve proprio a ridurre una delle maggiori incertezze: quanto conosciamo davvero il bersaglio dopo averlo colpito.
Fonte primaria: European Space Agency, missione Hera, con rendezvous previsto nel novembre 2026.