Un nuovo studio propone che i buchi neri, da quelli di massa stellare a quelli supermassicci, possano lanciare getti quando il flusso di accrescimento attraversa una soglia comune vicina al 2% del limite di Eddington. L’analisi, pubblicata su Nature Astronomy il 17 settembre 2026, usa eventi di distruzione mareale per osservare su scala di anni transizioni che nei nuclei galattici normali richiederebbero tempi molto più lunghi.
L’idea che l’accrescimento e i getti seguano regole simili per buchi neri di masse enormemente diverse esiste da tempo. Il problema è osservarla direttamente nei buchi neri supermassicci: i loro dischi evolvono troppo lentamente. Gli eventi di distruzione mareale, in cui una stella viene disgregata dalla gravità del buco nero, accelerano il film e permettono di seguire la nascita e l’evoluzione del disco in pochi anni.

La soglia del 2% del limite di Eddington
Gli autori hanno confrontato dati multi-banda di eventi di distruzione mareale con modelli dell’evoluzione del disco. Secondo il lavoro, questi sistemi possono produrre un primo deflusso durante la fase super-Eddington e un secondo deflusso, fisicamente distinto, quando il tasso di accrescimento scende fino a circa 0,02 volte il valore di Eddington.
Questa soglia è notevole perché coincide con quella osservata nelle transizioni di stato dei buchi neri di massa stellare nelle binarie X. Il risultato suggerisce quindi che lo stesso meccanismo di accoppiamento tra disco e getto possa funzionare su scale di massa molto diverse.
Perché gli eventi di distruzione mareale sono decisivi
Un nucleo galattico attivo può cambiare il proprio regime di accrescimento in migliaia di anni, un intervallo impossibile da seguire direttamente. Un evento di distruzione mareale, invece, alimenta improvvisamente il buco nero con il materiale di una stella e poi si attenua nel giro di anni. Questo crea un laboratorio naturale per vedere il sistema attraversare diverse fasi di accrescimento.
Su iCrewPlay Tech abbiamo già seguito sia gli eventi in cui una stella viene ripetutamente perturbata da un buco nero sia la fisica dei getti relativistici del buco nero di M87. Il nuovo studio prova a collegare questi fenomeni con una regola comune.

Una regola che potrebbe essere indipendente dalla massa
Se la soglia è davvero universale, la formazione dei getti dipenderebbe soprattutto dallo stato del flusso di accrescimento e non dalla massa assoluta del buco nero. Un buco nero stellare e uno supermassiccio sarebbero quindi versioni della stessa macchina fisica, con tempi di evoluzione diversi ma transizioni comparabili quando il tasso di accrescimento viene espresso rispetto al limite di Eddington.
Gli autori sottolineano che questo quadro può spiegare anche perché alcuni eventi di distruzione mareale mostrino emissione radio ritardata: il getto potrebbe accendersi non subito, ma quando il disco raggiunge la soglia critica durante il declino.
Cosa resta da verificare
Il lavoro combina osservazioni pubbliche e modellizzazione dei dischi, quindi la soglia proposta dovrà essere verificata su campioni più ampi di eventi di distruzione mareale. Anche geometria, campi magnetici e ambiente circostante possono modificare l’aspetto radio dei deflussi e rendere più difficile stabilire il momento esatto del lancio.
Il risultato principale non è che tutti i buchi neri producano sempre getti al 2% di Eddington, ma che i sistemi studiati sono coerenti con una soglia comune già nota nei buchi neri stellari. Se confermata, questa scala invariance offrirebbe una regola semplice per prevedere quando un buco nero supermassiccio può passare a uno stato dominato dal getto.
Fonte primaria: A universal critical accretion rate for black hole jet formation, Nature Astronomy, 17 settembre 2026.