Gemini potrà ricordare dove hai lasciato oggetti che non hanno un tracker, come passaporto, chiavi di riserva o documenti. La nuova funzione salva la posizione in Find Hub e permette di recuperarla chiedendo direttamente all’assistente oppure aprendo l’elenco degli elementi ricordati.
Google l’ha annunciata nell’Android Drop di settembre 2026. Il requisito indicato è Android 16 o successivo, nei Paesi in cui Gemini e Find Hub sono supportati. Il rilascio è indicato come imminente, perciò la voce potrebbe non essere ancora presente su tutti gli smartphone compatibili.
Come funziona la memoria degli oggetti in Find Hub
L’idea è diversa da quella di un localizzatore Bluetooth. Find Hub non rileva fisicamente la posizione del passaporto o delle chiavi: memorizza il posto che gli comunichi. Puoi dire a Gemini che hai messo un oggetto in un determinato cassetto, stanza o contenitore e aggiungere, quando serve, anche una foto.

Quando non ricordi più dove si trova quell’oggetto, puoi chiedere a Gemini di recuperare l’informazione oppure controllare la scheda dedicata agli elementi ricordati dentro Find Hub. Google mostra come esempio proprio un passaporto riposto nel cassetto della camera.
Cosa puoi salvare e cosa cambia rispetto a un tracker
| Funzione | Oggetto ricordato con Gemini | Tracker compatibile con Find Hub |
|---|---|---|
| Serve un dispositivo fisico | No | Sì |
| Posizione aggiornata automaticamente | No | Sì, quando la rete riesce a rilevarlo |
| Puoi aggiungere una foto | Sì | Non è la funzione principale |
| Ideale per documenti e oggetti fermi | Sì | Possibile, ma richiede un tag |
| Può aiutare con un oggetto perso fuori casa | Solo se avevi salvato manualmente il luogo | Sì, se il tracker viene localizzato |
La differenza è importante. Se dici a Gemini che hai messo le chiavi di riserva nel mobile dell’ingresso e poi qualcuno le sposta, Find Hub non può sapere autonomamente che la posizione è cambiata. Per bagagli, biciclette o oggetti che si muovono, un tracker resta molto più adatto.
Come chiedere a Gemini di ricordare un oggetto
Google descrive una procedura basata sul linguaggio naturale. Non serve compilare una scheda tecnica: basta indicare a Gemini l’oggetto e il posto in cui lo hai lasciato, specificando che l’informazione deve essere ricordata in Find Hub.
- Apri Gemini o richiamalo con il metodo disponibile sul tuo smartphone.
- Indica chiaramente quale oggetto vuoi ricordare.
- Specifica dove lo hai riposto.
- Chiedi di salvare l’informazione in Find Hub.
- Se utile, associa una foto del posto.
Quando ne avrai bisogno, potrai chiedere a Gemini dove si trova l’oggetto oppure aprire Find Hub. La pagina ufficiale dell’Android Drop di settembre specifica che le informazioni finiscono nella sezione dedicata agli elementi ricordati.
Quali smartphone sono compatibili
Per questa funzione Google indica Android 16 o una versione successiva. Non è quindi necessario Android 17, a differenza di Motion Assist, l’altra novità dell’Android Drop di settembre pensata per chi usa il telefono come passeggero in un veicolo.

Esiste però un secondo requisito: la funzione viene proposta nei Paesi in cui sono disponibili sia Gemini sia Find Hub. Google non pubblica nell’annuncio una lista separata di modelli né una data unica valida per tutti i dispositivi.
Find Hub non mostra gli oggetti ricordati: cosa controllare
Se hai Android 16 o 17 ma non trovi ancora la funzione, non significa che il telefono non sia compatibile. Google usa la formula “coming soon”, perciò il rilascio può arrivare in momenti differenti.
- controlla la versione Android installata;
- aggiorna l’app Gemini e i componenti Google disponibili dal Play Store;
- verifica di poter usare normalmente Find Hub;
- non installare APK non ufficiali per forzare una funzione non ancora abilitata sul tuo account;
- ricontrolla dopo gli aggiornamenti distribuiti da Google.
Per capire quali funzioni dipendono invece dalla versione più recente del sistema, puoi consultare anche il nostro riepilogo delle novità di Android 17.
Privacy: che tipo di informazione stai salvando
La funzione può contenere informazioni sensibili sulla posizione di documenti, chiavi e altri oggetti personali. Prima di salvarle conviene considerare quanto è delicata l’informazione e proteggere il telefono e l’account Google con un metodo di sblocco adeguato e le verifiche di sicurezza disponibili.
È utile anche evitare descrizioni più dettagliate del necessario. Per ritrovare un caricatore può bastare ricordare il nome del cassetto, mentre per documenti o oggetti di valore è sensato valutare con maggiore attenzione quali dati memorizzare.
Quando conviene usare Gemini e quando serve un tracker
Gemini e Find Hub sono adatti soprattutto agli oggetti che tendi a riporre e dimenticare. Documenti, chiavi di riserva, adattatori, telecomandi o piccoli accessori sono esempi coerenti con il funzionamento annunciato da Google.
Per un oggetto che può essere perso durante uno spostamento, invece, la memoria manuale non sostituisce il tracciamento. La nuova funzione non trasforma un passaporto o una valigia in un dispositivo localizzabile: rende più semplice ricordare l’ultima posizione che hai scelto di salvare.