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Falcon 9 colpirà la Luna, ma l’impatto sarà difficile da vedere

Lo stadio superiore arriverà vicino al cratere Einstein il 5 agosto, offrendo un test per telescopi e tracciamento orbitale.

Massimo 1 ora fa 6
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Uno stadio superiore del Falcon 9 colpirà la Luna il 5 agosto 2026, intorno alle 06:35 UTC, corrispondenti alle 08:35 in Italia. L’oggetto dovrebbe raggiungere una zona vicina al cratere Einstein, sul bordo del disco lunare visibile dalla Terra.

Contenuti di questo articolo
Si potrà vedere il Falcon 9 colpire la Luna?Da quale missione arriva lo stadio del Falcon 9Velocità, cratere e valore scientifico dell’impatto

Non si tratta di un esperimento organizzato da SpaceX o dalla NASA. Il razzo è un detrito rimasto nello spazio dopo una missione lunare del gennaio 2025, ma l’impatto offrirà agli astronomi un’occasione per osservare in tempo reale la formazione di un cratere artificiale e la dispersione del materiale lunare.

Si potrà vedere il Falcon 9 colpire la Luna?

Falcon 9 colpirà la luna, ma l’impatto sarà difficile da vedere

L’impatto potrebbe produrre un lampo e una nube di materiale espulso, ma la visibilità dalla Terra non è garantita. Il punto previsto si trova su una regione illuminata e molto vicina al bordo lunare, condizioni che rendono difficile distinguere un segnale breve e poco luminoso.

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Il momento previsto non è particolarmente favorevole per una normale osservazione dall’Italia. Alle 08:35 sarà già giorno e la Luna sarà vicina all’orizzonte o non facilmente osservabile, a seconda della località. Le possibilità migliori riguarderanno osservatori professionali, telescopi automatizzati e strutture collocate nelle aree in cui la Luna sarà alta in un cielo ancora scuro.

Un gruppo internazionale di ricercatori ha preparato un piano osservativo per l’impatto lunare del Falcon 9. Lo studio invita anche gli astrofili dotati di strumenti adeguati a registrare immagini e video, perché osservazioni indipendenti potrebbero aiutare a confermare l’orario e le caratteristiche dell’evento.

Il lampo potrebbe essere troppo debole per essere rilevato. Qualche possibilità in più riguarda la nube di detriti, che potrebbe sollevarsi oltre il profilo della Luna e apparire per pochi istanti contro il fondo scuro dello spazio. Anche questo scenario resta incerto.

Da quale missione arriva lo stadio del Falcon 9

Falcon 9 colpirà la luna, ma l’impatto sarà difficile da vedere

Il detrito è identificato con la sigla 2025-010D. È lo stadio superiore usato il 15 gennaio 2025 per inviare verso la Luna il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace e Hakuto-R Mission 2 della società giapponese ispace.

Dopo aver completato la spinta necessaria, lo stadio non è rientrato nell’atmosfera e non è stato trasferito su un’orbita stabile intorno al Sole. Ha continuato a muoversi nel sistema Terra-Luna, effettuando diversi passaggi ravvicinati prima che la sua traiettoria convergesse verso la superficie lunare.

Il caso mostra una differenza importante rispetto alle missioni più comuni del lanciatore. Il Falcon 9 utilizza un primo stadio recuperabile, mentre il secondo stadio viene normalmente abbandonato dopo il rilascio del carico. La sua destinazione finale dipende dall’energia e dalla traiettoria richieste dalla missione.

SpaceX impiega frequentemente il vettore anche per missioni condivise, come il lancio di CAS500-2 insieme a 44 payload. Il numero crescente di voli rende sempre più importante pianificare non soltanto la messa in orbita, ma anche la gestione delle parti non recuperabili.

La previsione aggiornata è mantenuta attraverso il tracciamento orbitale dell’oggetto 2025-010D. La pressione della radiazione solare e la rotazione irregolare dello stadio possono ancora spostare di alcuni secondi l’orario e di alcuni chilometri il punto esatto dell’impatto.

Velocità, cratere e valore scientifico dell’impatto

Falcon 9 colpirà la luna, ma l’impatto sarà difficile da vedere

Lo stadio ha una massa stimata di circa 4.900 chilogrammi e dovrebbe raggiungere la Luna a 2,43 chilometri al secondo, pari a circa 8.700 chilometri orari. L’energia liberata sarà vicina a 14,5 miliardi di joule, confrontabile con quella prodotta da circa tre tonnellate di TNT.

Le stime indicano la possibile formazione di un cratere largo circa 17 metri. Le dimensioni effettive dipenderanno dall’angolo di arrivo, dalla struttura dello stadio e dalle proprietà del terreno vicino al cratere Einstein.

Telescopi terrestri e sonde in orbita potranno cercare il nuovo cratere e confrontare le immagini raccolte prima e dopo l’impatto. I dati potrebbero migliorare i modelli sulla dinamica della polvere lunare, sulla formazione dei crateri e sulla capacità di localizzare collisioni artificiali o naturali.

Il precedente più noto risale alla missione LCROSS della NASA, che nel 2009 fece impattare deliberatamente uno stadio di razzo vicino al polo sud lunare per analizzare il materiale sollevato. In quel caso, nonostante la preparazione dell’esperimento, il lampo risultò difficile da osservare con gli strumenti terrestri.

Il Falcon 9 ha accumulato un numero elevato di missioni e atterraggi del primo stadio, anche se il sistema non è immune dagli imprevisti, come dimostra il fallimento registrato dopo 267 atterraggi riusciti. L’evento lunare riguarda invece ciò che accade all’hardware dopo la fine della missione.

L’impatto del 5 agosto non rappresenta un pericolo per la Terra e non dovrebbe minacciare mezzi operativi sulla Luna. Resta però un caso utile per capire come gestire i detriti nello spazio cislunare, una regione destinata a diventare più trafficata con l’aumento di lander, satelliti e future missioni con equipaggio.

La domanda non riguarda quindi soltanto la possibilità di vedere un breve lampo. Se l’attività intorno alla Luna continuerà a crescere, agenzie e aziende dovranno decidere con maggiore precisione dove indirizzare gli stadi esauriti, evitando che collisioni non controllate diventino un elemento abituale delle missioni lunari.

TAGGED:SpaceXastronomiaFalcon 9Lunadetriti spaziali
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