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Ecco l’e-skin, la pelle elettronica con proprietà umane

Gli scienziati dell'Istituto Leibniz hanno intrapreso una ricerca pionieristica che ha come oggetto l'e-skin, ovvero la pelle elettronica

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Succede spesso che nella ricerca di nuove funzionalità dedicate alla robotica, si possa ottenere un risultato straordinario anche per la cura dell’uomo. È  il caso della e-skin, pelle elettronica composta da sensori magnetici e circuiti organici, la pelle umana artificiale .

L’e-skin è stata ideata dagli scienziati dell’Istituto Leibniz per la ricerca sui materiali solidi ed ha la caratteristica di essere flessibile e molto robusta. La robotica gioverebbe di un’innovazione così efficiente, permettendo ai dispositivi elettronici di essere completati con le funzioni tipiche della pelle umana che è l’organo più esteso e tra i più complessi che compongono il nostro organismo.

e-skin sensori

L’e-skin presenta attualmente dei limiti poiché per poterla avvicinare il più possibile alle funzioni della pelle umana è necessario interconnettere un significativo numero di singoli sensori,  che necessitano di un cablaggio importante.

Il progetto della pelle artificiale è stato definito pionieristico proprio perché si avvale di sensori magnetici a matrice attiva e nello studio pubblicato su Science Advances, l’e-skin viene descritta come un sistema  basato su dei transistor organici a pellicola sottile, il tutto integrato in una piattaforma unica.

Le caratteristiche che più avvicinano la pelle elettronica a quella umana sono la robustezza e la capacità di attorcigliarsi, in buona sostanza, promette una certa elasticità.

Oliver G. Schmidt, direttore dell’Istituto Leibniz, ha dichiarato: “Le nostre prime funzionalità magnetiche integrate dimostrano che i sensori magnetici flessibili a pellicola sottile possono essere integrati all’interno di circuiti organici complessi. E la natura flessibile di questi dispositivi è una caratteristica indispensabile per le applicazioni moderne e future come la robotica leggera, gli impianti e le protesi. Il passo successivo è aumentare il numero di sensori per superficie, nonché espandere la pelle elettronica per adattarsi a superfici più grandi”.

Questa affermazione fa ben sperare che l’e-skin in un futuro sarà disponibile anche per gli esseri viventi. Si pensi ai grandi ustionati, alla piaga delle donne che in alcune culture vengono sfigurate con l’acido, a tutte le patologie dermatologiche deformante.

Ad oggi per risolvere i problemi inerenti gravi ferite o patologie riguardanti il derma si è proceduto utilizzando innesti della pelle stessa del paziente, che però presenta diverse difficoltà. L’augurio è che chi di dovere dia la giusta importanza al progetto dell’e-skin.

Sei d’accordo sul fatto che il progetto sull’e-skin dovrebbe meritare più attenzione? Pensi che sarà in grado di salvare molte vite? Dicci cosa ne pensi nei commenti.

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