Il nucleosoma CENP-A del centromero umano ha una struttura prevalentemente ottamerica, molto simile nell’organizzazione di base a un nucleosoma canonico ma con caratteristiche specifiche che possono aiutare a spiegare come la cellula riconosce il punto in cui assemblare il cinetocore. È quanto mostra uno studio pubblicato il 29 settembre 2026 su Communications Biology, ottenuto osservando direttamente nucleosomi isolati da cellule umane con una combinazione di immunoprecipitazione della cromatina e microscopia crioelettronica.
Il risultato affronta una discussione che dura da anni: il nucleosoma CENP-A nel contesto cellulare è un ottamero, come i nucleosomi classici, oppure può assumere una forma non canonica più piccola? Le nuove strutture ad alta risoluzione supportano con forza il modello ottamerico, pur senza escludere che stati alternativi possano esistere in condizioni particolari o per brevi periodi del ciclo cellulare.

Che cos’è CENP-A e perché conta per i cromosomi
Durante la divisione cellulare, i cromosomi devono essere distribuiti correttamente alle cellule figlie. Il centromero è la regione su cui si organizza il cinetocore, la struttura che collega i cromosomi ai microtubuli del fuso mitotico. Una parte essenziale dell’identità del centromero non dipende soltanto dalla sequenza del DNA: dipende anche dalla presenza della variante istonica CENP-A.
Questo rende il centromero un caso importante di eredità epigenetica. Il tema si collega al più ampio problema di come le cellule leggono e mantengono informazioni che non sono scritte esclusivamente nella sequenza genetica, già affrontato su iCrewPlay Tech nell’approfondimento su 30 anni di scoperte sulla metilazione del DNA e l’epigenetica.
Come è stato osservato il nucleosoma nelle cellule umane
I ricercatori hanno combinato l’immunoprecipitazione della cromatina con la cryo-EM, una strategia indicata come ChIP-CryoEM. Invece di ricostruire il nucleosoma usando componenti purificati in provetta, il team ha isolato particelle contenenti CENP-A direttamente da cellule umane e le ha poi visualizzate senza ricorrere a reagenti di crosslinking o stabilizzatori del nucleosoma.
La ricostruzione tridimensionale ha prodotto due mappe principali, con risoluzioni complessive di 3,12 e 3,58 angstrom. La prima è compatibile con un nucleosoma omotipico contenente due copie di CENP-A; la seconda con una struttura eterotipica CENP-A/H3, nella quale una delle due posizioni è occupata dall’istone H3.

Perché il modello ottamerico è importante
Nella struttura a 3,12 angstrom il nucleo istonico contiene due copie ciascuna di CENP-A, H2A, H2B e H4: otto proteine in totale. È quindi un’organizzazione ottamerica. Il risultato è importante perché in passato erano stati proposti anche modelli tetramerici o emisomiali per il nucleosoma centromerico.
Lo studio mostra inoltre che caratteristiche già osservate nei sistemi ricostituiti in vitro restano visibili nel materiale proveniente dalle cellule. Tra queste ci sono un’elica N-terminale di CENP-A più corta rispetto a quella di H3 e un particolare RG loop esposto verso l’esterno, potenzialmente accessibile a proteine centromeriche come CENP-N.
Che cosa significa il nucleosoma CENP-A/H3
La seconda struttura contiene segnali compatibili con un nucleosoma asimmetrico formato da CENP-A e H3. Gli autori lo interpretano come una possibile rappresentazione delle particelle CENP-A presenti fuori dal centromero, sui bracci cromosomici, quando la proteina è prodotta in quantità elevate.
Questa distinzione è rilevante perché la posizione di CENP-A deve essere controllata con precisione. La struttura offre quindi un riferimento per capire meglio come il centromero conserva la propria identità e come particelle CENP-A ectopiche possano differire da quelle centromeriche.
Quali sono i limiti dello studio
I ricercatori hanno utilizzato cellule che sovraesprimevano CENP-A marcata con FLAG, una scelta utile per purificare abbastanza materiale ma che può aumentare la quota di nucleosomi CENP-A fuori dal centromero. Inoltre, le cellule non erano sincronizzate e la procedura di isolamento può favorire le particelle più stabili. Lo studio quindi non esclude l’esistenza di configurazioni transitorie o rare.
Il risultato è soprattutto strutturale: non dimostra da solo come cambino tutte le funzioni del centromero nelle diverse fasi del ciclo cellulare. Serviranno approcci più delicati, marcature endogene e analisi temporali per verificare eventuali stati alternativi.
Cosa cambia davvero
La novità è avere una fotografia strutturale ad alta risoluzione di nucleosomi CENP-A ottenuti da cromatina cellulare umana. Il lavoro rafforza l’idea che l’identità del centromero poggi su un nucleosoma ottamerico specializzato, non su una particella completamente diversa dal nucleosoma classico.
La ricerca si inserisce nel più ampio studio di come il genoma venga organizzato e regolato oltre la semplice sequenza delle basi. Su iCrewPlay Tech è disponibile anche l’approfondimento su AlphaGenome Atlas e miliardi di varianti del DNA, utile per il versante della regolazione genomica.
La fonte primaria è lo studio Cryo-EM structures of CENP-A nucleosomes isolated from human cells, pubblicato su Communications Biology il 29 settembre 2026.