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Cancro al cervello: svolta nella diagnosi precoce

Gli esperti dell'Università di Strathclyde Dxcover, hanno elaborato una nuova tecnologia, la biopsia liquida Dxcover che si è mostrata particolarmente efficace nella fase iniziale del cancro al cervello; essa è infatti capace di identificare anche il più piccolo dei tumori cerebrali, prolungando di conseguenza la vita dei pazienti e la loro qualità della vita. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Cancers

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Grazie ad una nuova tecnologia, la diagnosi del cancro al cervello subisce una svolta. Il merito va alla società di diagnostica del cancro e della società spin-out dell’Università di Strathclyde Dxcover. L’azienda ha infatti lanciato la biopsia liquida Dxcover, che è risultata efficace anche nei primi giorni di crescita del cancro, a un volume più piccolo e in una fase più precoce.

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La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Cancers.

Cancro al cervello: ecco i vantaggi della biopsia liquida Dxcover

Secondo Cancer Research UK, a 12.000 persone in Gran Bretagna viene diagnosticato ogni anno il  cancro al cervello e le percentuali di sopravvivenza sono del 12% a cinque anni dalla diagnosi.

Cancro al cervello

La diagnosi precoce, quando un tumore presenta dimensioni ridotte, riduce i danni derivanti da interventi chirurgici e altri trattamenti, in modo che i pazienti possano godere di una qualità e prolungamento della vita migliori. Nel momento in cui si rintracciano neoplasie di piccole, il nuovo studio fornisce la prova che il test diagnostico di Dxcover può avere un impatto significativo nell’accorciare il tempo dall’insorgenza dei sintomi alla diagnosi per i pazienti, supportando i medici di base nel loro processo decisionale.

Il dott. Matt Baker, direttore e co-fondatore di Dxcover Limited, ha dichiarato: “Questa svolta è un momento spartiacque nello sviluppo della diagnosi precoce del cancro. Lo studio dimostra l’efficacia della nostra biopsia liquida Dxcover Brain Cancer nel rilevare anche il più piccolo tumori cerebrali, che è un’ottima notizia per la cura dei futuri malati di cancro al cervello, aumentando le opzioni di trattamento e potenzialmente estendendo l’aspettativa di vita”.

Test clinici come questo sono una parte cruciale del viaggio di Dxcover per sviluppare e commercializzare una piattaforma di rilevamento precoce multi-cancro ampiamente accettata per aiutare a salvare vite umane“.

il test per il cancro al cervello Dxcover è efficace nell’identificare gliomi piccoli e di fase precoce. Lo studio ha coinvolto 177 pazienti con cancro al cervello di varie dimensioni, fornendo campioni per l’analisi da parte di Dxcover.

Successivamente, i campioni sono stati sottoposti all’analisi spettroscopica sotto luce infrarossa ed elaborati utilizzando un software di apprendimento automatico. Il test e l’analisi si sono rivelati efficaci nell’identificare i tumori cerebrali in pazienti con gliomi piccoli fino a 0,2 cm 3 .

Dxcover Limited ha raccolto 5,1 milioni di sterline in finanziamenti per sviluppare la sua tecnologia di spettroscopia e intelligenza artificiale come piattaforma Multi Cancer Early Detection (MCED), per aiutare a diagnosticare il cancro al cervello e altri tumori in modo rapido e accurato da un semplice esame del sangue.

I test diagnostici precoci altamente efficaci di Dxcover potrebbero rivoluzionare l’indagine diagnostica del cancro, salvando potenzialmente la vita dei pazienti che possono essere trattati in modo più efficace nelle prime fasi del cancro.

L’ultima svolta coincide con l’annuncio dell’azienda di aver acquisito interamente tutti i diritti di proprietà intellettuale(IP) per la sua piattaforma di rilevamento precoce multi-cancro in un accordo con Strathclyde. L’accordo IP significa che Dxcover ora possiede tutti i brevetti per la sua piattaforma tecnologica MCED e non ha alcun obbligo di pagare le royalty.

Il Dr. Mark Hegarty, CEO e co-fondatore di Dxcover, ha dichiarato: “Abbiamo sviluppato un ampio portafoglio di brevetti per proteggere la commercializzazione della nostra tecnologia. I brevetti principali sono stati concessi in Europa, negli Stati Uniti e in Cina e ci consentono di sviluppare test per tutti i tipi di cancro”.

Cancro al cervello: anche un semplice test delle urine può aiutare la diagnosi precoce dei tumori cerebrali

Un gruppo di ricerca della Nagoya University ha scoperto che i microRNA nelle urine potrebbero essere un promettente biomarcatore per diagnosticare il cancro al cervello. Le loro scoperte, pubblicate sulla rivista ACS Applied Materials & Interfaces, hanno rivelato che i test regolari delle urine potrebbero aiutare la diagnosi precoce e il trattamento dei tumori cerebrali, portando forse a una migliore sopravvivenza del paziente.

La diagnosi precoce dei tumori cerebrali è purtroppo ostica, in parte perché la maggior parte delle persone si sottopone a una TC cerebrale o a una risonanza magnetica solo dopo l’insorgenza di deficit neurologici, come l’immobilità degli arti e l’incapacità di parlare. Quando i tumori cerebrali vengono rilevati dalla TC o dalla risonanza magnetica, in molti casi, sono già diventati troppo grandi per essere completamente rimossi, il che potrebbe ridurre il tasso di sopravvivenza dei pazienti. Da questo punto di vista, sono fortemente desiderati metodi accurati, facili ed economici per l’ individuazione precoce dei tumori cerebrali.

Come biomarcatore diagnostico di tumori cancerosi, i microRNA (minuscole molecole di acido nucleico) si sono dimostrati particolarmente interessanti. I microRNA sono secreti da varie cellule ed esistono in condizioni stabili e non danneggiate all’interno di vescicole extracellulari in fluidi biologici come sangue e urina. I ricercatori della Nagoya University si sono concentrati sui microRNA nelle urine come biomarcatori dei tumori cerebrali. “L’urina può essere raccolta facilmente senza gravare sull’organismo umano “, ha spiegato il professore associato della Nagoya University Atsushi Natsume, autore corrispondente dello studio.

“La biopsia liquida a base di urina non era stata completamente studiata per i pazienti con tumori cerebrali, perché nessuna delle metodologie convenzionali può estrarre i microRNA dall’urina in modo efficiente in termini di varietà e quantità. Quindi, abbiamo deciso di sviluppare un dispositivo in grado di farlo. “

Il nuovo dispositivo è equipaggiato con 100 milioni di nanofili di ossido di zinco, che possono essere sterilizzati e prodotti in serie, ed è quindi adatto per un uso medico effettivo. Il dispositivo può estrarre una varietà e una quantità significativamente maggiori di microRNA da solo un millilitro di urina rispetto ai metodi convenzionali.

Le analisi dei microRNA raccolti utilizzando il dispositivo dall’urina di pazienti con tumori cerebrali e individui sani, ha rivelato che molti microRNA derivati ​​da tumori cerebrali esistono effettivamente nelle urine in condizioni stabili.

In un secondo step, gli scienziati hanno esaminato se i microRNA urinari possono fungere da biomarcatore del cancro al cervello, utilizzando il loro modello diagnostico basato sull’espressione di microRNA in campioni di urina di pazienti con tumori cerebrali e individui non oncologici.

 I risultati hanno rivelato che il modello è in grado di distinguere i pazienti da individui non cancerosi con una sensibilità del 100% e una specificità del 97%, indipendentemente dalla malignità e dalle dimensioni dei tumori. Gli studiosi hanno successivamente concluso che i microRNA nelle urine sono un promettente biomarcatore dei tumori cerebrali.

La speranza dei ricercatori è che i loro risultati contribuiscano alla diagnosi precoce di tipi aggressivi di cancro al cervello, come i glioblastomi, così come altri tipi di cancro. Il dottor Natsume afferma: “In futuro, grazie a una combinazione di intelligenza artificiale e telemedicina, le persone saranno in grado di conoscere la presenza del cancro, mentre i medici saranno in grado di conoscere lo stato dei malati di cancro solo con una piccola quantità del loro quotidiano urina “.

Cancro al cervello

Secondo l’AIRC: “I tumori del sistema nervoso centrale sono abbastanza rari e rappresentano circa l’1,6 per cento di tutti i tumori. Nel 2020 sono stati registrati 6.122 i nuovi casi in Italia, più comuni negli uomini (3.533 casi) che nelle donne (2.589 casi) secondo i dati riportati nel volume I numeri del cancro in Italia 2020 (AIOM-AIRTUM). La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per questo tipo di tumori resta ancora bassa e si attesta attorno al 25 per cento”.

Più frequenti sono invece i tumori che si formano all’interno del cervello, ma che hanno origine da cellule metastatiche provenienti da altri distretti, come per esempio il seno, la cute e il polmone. In questo caso la massa tumorale è composta da cellule che non originano dal sistema nervoso, ma che interferiscono comunque con il suo funzionamento”.

L’indagine diagnostica in Italia si attiva quando, si manifestano segnali o sintomi che possano ricondurre ad un cancro al cervello. Successivamente si effettua un esame neurologico completo, che valuti il sia l’eventuale deficit cognitivo che motorio. L’indagine diagnostica viene completata con la tomografia computerizzata (TC), la risonanza magnetica (RM) o la tomografia a emissione di positroni (PET). La RM è considerata l’esame più utile per valutare  le neoplasie di questa particolare area del corpo umano.

Si ricorre al la biopsia or riuscire ad individuare nel dettaglio il tipo di tumore e consiste nel prelievo di una piccola porzione di tessuto in anestesia locale (cranio e cervello non sentono dolore) che successivamente verrà studiato in laboratorio per riuscire a riconosce il tipo di cellule da cui la malattia ha avuto origine e per ricercare eventuali mutazioni a livello molecolare.

Infine, attraverso la puntura lombare è possibile prelevare una piccola quantità di liquor per verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali; questo esame non viene in genere utilizzato per la diagnosi ma soprattutto per determinare se la malattia si è estesa.

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Riuscire a sviluppare una diagnosi precoce nella lotta contro il cancro al cervello è un risultato straordinario per l’oncologia. Pensi che l’Italia si debba allineare alle nuove scoperte? Conosci dei centri che già praticano queste nuove tecnologie? Parlacene nei commenti.

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Rodolfo
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Una meravigliosa scoperta

Vincenzo Presti

Si parla di due estensioni lunghe un Miliardo di anni di elettroni danzanti prodotti da due buchi n neri supermassivi nei loro centri. Mi sembra di dover evocare l’enta ngl-em- ent quantistico che fra queste estensioni vi sia un comune tessuto dove passa il messaggio perché intrecciati dalle due estensioni.

Dénise

Ciao Vincenzo, l’articolo che parla del dancing ghost è un altro. Saluti.
D.

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