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Salute · Scienza

Bambini americani esposti a decine di sostanze chimiche: lo studio che allarma anche il mondo tech

Uno studio nazionale pubblicato su Environmental Science & Technology rileva che i bambini statunitensi tra i 2 e i 4 anni sono regolarmente esposti a un'ampia gamma di sostanze chimiche potenzialmente dannose. Molte di queste sostanze non vengono monitorate regolarmente e potrebbero comportare rischi per la salute.

4 min di lettura
Bambini

Un recente studio pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology e finanziato dal National Institutes of Health (NIH) ha rivelato un dato inquietante: i bambini statunitensi tra i 2 e i 4 anni sono regolarmente esposti a una vasta gamma di sostanze chimiche potenzialmente dannose, spesso nemmeno monitorate dalle autorità sanitarie.

Bambini americani esposti a decine di sostanze chimiche: lo studio che allarma anche il mondo tech

La ricerca è stata condotta nell’ambito del programma ECHO (Environmental influences on Child Health Outcomes), e ha analizzato i campioni di urina di 201 bambini provenienti da quattro Stati (California, Georgia, New York e Washington), rilevando la presenza di ben 111 composti chimici.

Sostanze ovunque: giocattoli, plastica, aria e cosmetici

Dei 111 composti analizzati:

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  • 96 sono stati trovati in almeno cinque bambini.
  • 48 erano presenti in oltre la metà dei partecipanti.
  • 34 sono stati riscontrati in più del 90% del campione, di cui nove non vengono neanche tracciati dai principali programmi di sorveglianza sanitaria come l’NHANES.

Parliamo di ftalati, parabeni, bisfenoli, ritardanti di fiamma, pesticidi e idrocarburi policiclici aromatici. Sostanze comuni nei giocattoli, negli imballaggi alimentari, nei prodotti per l’igiene personale, nei mobili e perfino nell’aria che respiriamo.

“L’esposizione precoce a queste sostanze è pericolosa perché l’infanzia è un periodo chiave per lo sviluppo del cervello e del sistema immunitario“, spiega Deborah H. Bennett, professoressa alla UC Davis e autrice principale dello studio.

Perché interessa anche chi lavora nella tecnologia

Se ti occupi di tecnologia, elettronica o sviluppo software, potresti pensare che questo studio non ti riguardi, ma non è così. Ecco perché:

  • I materiali plastici contenenti ftalati e bisfenoli sono ancora ampiamente utilizzati in componenti elettronici, dispositivi indossabili e gadget per bambini.
  • Alcuni ritardanti di fiamma usati nei dispositivi elettronici possono rilasciare residui pericolosi nell’ambiente domestico, contribuendo alla contaminazione dell’aria e della polvere.
  • Gli scontrini termici, comunemente usati anche per l’acquisto di prodotti tech, contengono bisfenolo A o S, entrambi potenzialmente tossici.
Bambini americani esposti a decine di sostanze chimiche: lo studio che allarma anche il mondo tech

Chi lavora nel settore dovrebbe quindi considerare anche l’aspetto etico e di sostenibilità nella scelta dei materiali, soprattutto per i dispositivi destinati a un pubblico giovane o sensibile.

Tendenze in evoluzione: c’è del buono, ma anche nuovi rischi

L’analisi dei dati raccolti tra il 2010 e il 2021 ha mostrato alcune tendenze interessanti:

  • Diminuzione nei livelli di triclosan, parabeni, IPA e ftalati tradizionali.
  • Aumento di sostanze alternative come il plastificante DINCH, pesticidi neonici (es. acetamiprid), piretroidi e l’erbicida 2,4-D.
  • I primogeniti mostravano livelli più bassi rispetto ai fratelli minori.
  • I bambini di 2 anni erano più contaminati rispetto ai 3-4enni.
  • I bambini di etnie minoritarie avevano esposizioni più elevate ad alcune sostanze, suggerendo una disuguaglianza ambientale anche su base socio-culturale.

I bambini erano più contaminati delle loro stesse madri

Una parte significativa delle madri aveva fornito campioni di urina durante la gravidanza, permettendo un confronto diretto. Risultato? I figli, a distanza di appena 2-4 anni, mostravano livelli più alti di diverse sostanze chimiche rispetto a quanto le madri avevano durante la gestazione. In particolare: ftalati, bisfenolo S e marcatori di pesticidi come 3-PBA e trans-DCCA.

Servono più controlli e normative più forti

“Alcuni di questi composti sono legati a ritardi nello sviluppo, disfunzioni ormonali e altri problemi di salute a lungo termine,” spiega Jiwon Oh, coautore dello studio.

Bambini americani esposti a decine di sostanze chimiche: lo studio che allarma anche il mondo tech

I ricercatori lanciano un appello chiaro: serve un biomonitoraggio più esteso, ma soprattutto regole più severe su ciò che può entrare in contatto con bambini e famiglie.

Cosa si può fare? Alcuni consigli pratici

Eliminare completamente l’esposizione chimica è impossibile, ma ecco alcune buone pratiche che puoi adottare (soprattutto se sei un genitore tech-consapevole):

  • Scegli prodotti etichettati “senza ftalati”, “senza parabeni”, “senza profumo”.
  • Evita plastiche contrassegnate con i codici #3, #6 e #7.
  • Lava spesso le mani, soprattutto prima dei pasti.
  • Arieggia gli ambienti e usa filtri HEPA, se possibile.
  • Pulisci con un panno umido, che trattiene meglio la polvere contaminata.
  • Lava frutta e verdura con cura e, se puoi, scegli prodotti biologici.

Conclusione

La tecnologia e la scienza non vivono in compartimenti stagni. Anche chi lavora o si appassiona di elettronica, gaming, robotica o informatica dovrebbe restare vigile su ciò che tocca la salute e lo sviluppo delle nuove generazioni. La consapevolezza è il primo passo per cambiare il futuro.

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