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Arriva Norman, l’intelligenza artificiale un po’ Psycho

Alcuni sviluppatori hanno studiato un algoritmo capace di generare esclusivamente pensieri violenti ogni qual volta gli venga presentata una determinata immagine

Norman
Norman

Avevi già sentito parlare di Norman? Vorresti confrontarti con lui? Parlacene nei commenti.

Quando si parla di Intelligenza artificiale si tende a pensare a qualche nuovo sistemi che analizzi determinati dati con rigore asettico. Non è il caso di Norman, l’algoritmo ispirato al celeberrimo Psycho di Alfred Hitchcock e sviluppato dal team del Media Lab del prestigioso Massachusetts Institute of Technology, composto da Iyad RahwanManuel Cebrian e Pinar Yanardag.

Norman: un algoritmo anticonvenzionale

Norman

Norman è un algoritmo di image captioning, capace creare descrizioni di testo analizzando delle immagini, solo che questa volta il sistema è stato addestrato per elaborare esclusivamente pensieri violenti. Il fine di questo esperimento è quello di dimostrare che la natura dei dati che vengono impiegati per programmare un algoritmo può influenzare in maniera importante i suoi risultati.

I ricercatori hanno sottoposto Norman e un’altra macchina programmata con sistemi comuni al test di Rorschach, il famigerato test psicologico che chiede ai soggetti di descrivere cosa intravedano in 10 tavole su cui sono rappresentate macchie d’inchiostro simmetriche: dove l’algoritmo programmato in maniera stsndard elaborava immagini di vita quotidiana come, ad esempio, una persona che tiene in mano un ombrello, Norman vedeva un uomo ucciso a colpi di pistola davanti alla moglie che urla.

Oppure, dove un sistema individuava uno scatto in bianco e nero di un piccolo uccellino, Norman vedeva un uomo spinto con la forza dentro una macchina da impasto.

Norman, come il suo ispiratore, si è mostrato affetto da una sofferenza mentale e grazie alle sue risposte truculente sarà possibile analizzare i pericoli che potrebbe causare l’intelligenza artificiale quando i suoi algoritmi sono programmati in maniera atipica o tendenziosa: capire quali dati utilizzare per insegnare a una macchina a riconoscere e analizzare immagini potrebbe essere un’operazione significativa forse più dell’algoritmo stesso e che, spesso, è proprio l’uso di dati non adatti in fase di addestramento a generare problemi.

Per quanti volessero introdursi nella mente psicopatica di Norman, è possibile visitare il sito internet a lui dedicato e sottoporsi in prima persona al test di Rorschach e confrontare le proprie risposte con quelle dell’algoritmo un po’ Psycho.

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