ADA aiuta le persone disabili a nutrirsi in autonomia

Gli scienziati americani hanno sviluppato un braccio robotico che permette di aiutare i pazienti disabili

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Si stima che oltre milione di americani non possano nutrirsi in moto autonomo. Ciò lascia loro poca scelta e affidarsi a un’altra persona durante i pasti può essere oltre che imbarazzante anche dispendiosa in termini di tempo e di denaro.

In merito a questa disabilità i ricercatori del dipartimento Paul G. Allen School of Computer Science & Engineering dell’Università di Washington hanno progettato un dispositivo tecnologico denominato ADA, acronimo di “Assistive Dexterous Arm”. Si tratta di un braccio robot intelligente in grado di utilizzare una posata particolare per spostare il cibo dal piatto alla bocca di una persona. Questo è un altro esempio di come l’intelligenza artificiale e la robotica possono aiutare le persone con gravi problemi di movimento.

Il dispositivo funziona sulla base di algoritmi che permettono un movimento preciso, il primo, RetinaNet, è un sistema che rileva i cibi sulla tavola, creando una sorta di cornice virtuale attorno a ciascun tipo di cibo. Il secondo algoritmo, SPNet, analizza il cibo nella cornice e invia istruzioni al braccio del robot in modo che possa raccoglierlo per portarlo alla bocca della persona con accurata delicatezza. La cosa deve avvenire in modo preciso ma al contempo confortevole.

Il portare alla bocca del cibo può sembrare una cosa molto semplice da riprodurre ma non è assolutamente così per una macchina, che si deve adattare sia alla qualità dello stesso, sia al percorso che deve fare e infine alla posizione del soggetto che lo riceve. Il cibo deve essere raccolto nel modo corretto, diverso per esempio è il caso di un prodotto tenero da uno solido oppure soffice o liquido, infatti i ricercatori considerano questa fase la più difficoltosa del progetto.

Dai video diffusi, anche se limitati a pochi alimenti, sembra comunque che che ADA risolva abbastanza bene il proprio compito, ovviamente con una minima collaborazione del paziente. Le difficoltà da superare sono elevate e se si vuole dare una discreta varietà di alimenti disponibili dovranno essere ulteriormente affinati i sistemi di raccolta e avvicinamento alla bocca.

L’ing. Siddhartha Srinivasa, tra i principali responsabili del progetto ed esperto nell’ambito dei bracci robotici per persone disabili ha dichiarato: “Il nostro obiettivo con questo progetto è di dare alle persone un po ‘più di controllo sulle loro vite.

La tecnologia sta facendo passi da gigante in tutti i campi, grazie a sistemi come questo è possibile dare sempre più autonomia alle persone colpite da disabilità. Facci sapere cosa ne pensi nei commenti.

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