Non possiamo dire che i bambini siano sempre più creativi degli adulti. In uno studio su 92 bambini in età prescolare e 70 adulti, gli adulti hanno ottenuto valutazioni migliori in diversi compiti creativi, soprattutto quelli con un obiettivo preciso. I bambini hanno però mostrato un’esperienza più positiva in varie misure di fiducia, motivazione e piacere di creare. Sono dimensioni diverse.
Il lavoro di Janika Saretzki, Ines Fratzl, Baptiste Barbot e Mathias Benedek, pubblicato il 21 ottobre 2026 su PLOS One, è un articolo di ricerca peer reviewed. Confronta gruppi in un momento specifico: non segue le stesse persone dall’infanzia all’età adulta e non dimostra che crescere causi una perdita di immaginazione.
Che cosa hanno fatto bambini e adulti
I ricercatori hanno proposto tre attività nello stesso ordine: immaginare usi alternativi per una lattina, disegnare liberamente e disegnare un animale fantastico inesistente. Il primo compito aveva un limite di tre minuti; il disegno strutturato ne prevedeva otto.
Cinque valutatori hanno esaminato le produzioni considerando novità, efficacia e creatività complessiva. Separatamente, i partecipanti hanno risposto a domande sulla propria esperienza: quanto si erano divertiti, quanto erano motivati, quanto si sentivano sicuri e quanto temevano di non riuscire bene.
La distinzione è essenziale: una cosa è il giudizio su un’idea o un disegno; un’altra è la disponibilità a mettersi in gioco. Anche la ricerca sulla curiosità riguarda un aspetto della vita mentale che non coincide automaticamente con una valutazione del prodotto creativo.
In quali compiti gli adulti hanno ottenuto risultati migliori
Gli adulti hanno ricevuto giudizi superiori per novità, efficacia e creatività nel compito degli usi alternativi e nel disegno dell’animale fantastico. Nel disegno libero hanno ottenuto risultati migliori per efficacia e creatività complessiva, mentre la novità non differiva fra i gruppi.
Quell’eccezione impedisce di ridurre il risultato a “gli adulti vincono in tutto”. Cambiando la consegna cambia anche il confronto. Inoltre, un compito che richiede un prodotto riconoscibile può beneficiare di conoscenze e abilità che un adulto ha avuto più tempo per sviluppare.
Perché i bambini possono apparire più creativi
I bambini mostravano un maggiore coinvolgimento creativo quotidiano, riferito dai genitori, e un’autopercezione creativa più alta. Durante i compiti risultavano più motivati in alcune attività, più sicuri nei disegni e meno ansiosi nel compito degli usi alternativi. Il piacere del disegno strutturato, invece, non differiva fra gruppi.
L’interpretazione proposta dagli autori è che entusiasmo e frequenza delle attività possano contribuire alla percezione comune di una maggiore creatività infantile. È un’interpretazione del quadro osservato, non una causa dimostrata. Chi crea spesso e con evidente piacere può sembrarci più creativo anche quando un prodotto specifico riceve una valutazione inferiore.
I limiti: cosa non dimostra questa ricerca
- Il confronto riguarda soprattutto bambini prescolari e adulti, in gran parte giovani: non rappresenta ogni età.
- I valutatori erano adulti; il loro giudizio non è l’unico modo possibile di interpretare un disegno.
- Le risposte soggettive dei bambini richiedono cautela, anche per differenze nella comprensione delle domande.
- L’ordine dei compiti era fisso e non sono state misurate tutte le forme di creatività, come quella collaborativa.
- Il disegno trasversale non permette conclusioni causali sullo sviluppo individuale.
Gli autori segnalano anche che non è stata rilevata sistematicamente l’esperienza creativa professionale. Le medie di gruppo non sono quindi un test con cui classificare il talento del singolo bambino o adulto.
Come leggere il risultato senza trasformarlo in una gara
La domanda utile è: stiamo valutando il risultato, il processo o il desiderio di creare? Uno stesso individuo può produrre un disegno tecnicamente semplice, divertirsi molto e voler continuare. Questi aspetti meritano descrizioni separate.
È una distinzione utile anche quando si discute di creatività percepita nell’intelligenza artificiale: quello è un altro ambito di ricerca, ma ricorda quanto conti esplicitare il criterio di giudizio. Lo studio sui bambini non offre una ricetta educativa universale; invita a non scambiare una misura della prestazione per l’intera esperienza creativa.




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