Una PlayStation 5 modificata è stata utilizzata per eseguire modelli di intelligenza artificiale direttamente sulla sua GPU, senza inviare le richieste a un servizio cloud. L’esperimento si chiama PS5LM Plus e sfrutta una versione adattata di llama.cpp. Il suo sviluppatore dichiara circa 20 token generati al secondo con Qwen3.8 da 27 miliardi di parametri e fino a 124 token al secondo con il modello molto più piccolo Llama 3.2 3B. I numeri provengono dal progetto stesso e non costituiscono una prova indipendente.
Una console da gioco diventa un piccolo server AI
PS5LM Plus è una derivazione del progetto open source PS5LM di Mert Cobanov, pensato per portare il motore di inferenza llama.cpp sulle console PS5 sbloccate. Il lavoro successivo, pubblicato dal developer Abhiram nel repository di PS5LM Plus, trasforma l’esperimento in un’applicazione nativa che sfrutta la grafica AMD della PlayStation attraverso Vulkan e un porting del driver RADV.
È questo il salto tecnico più interessante. Nella versione iniziale, che funzionava come payload con elaborazione sulla CPU, le risorse accessibili erano più limitate. L’app nativa riesce invece a utilizzare la GPU e un’area di memoria dedicata di circa 11,44 GiB. I modelli linguistici possono così svolgere i loro calcoli sul processore grafico, lo stesso tipo di componente impiegato normalmente per il rendering dei videogiochi.
I benchmark dichiarati: 20 o 124 token al secondo?
Le due cifre circolate online descrivono modelli molto diversi. La pagina del progetto riporta i risultati seguenti, ottenuti dallo sviluppatore su una PS5 modificata:
| Modello AI | Dimensione indicativa | Generazione dichiarata |
|---|---|---|
| Qwen3.8-27B, quantizzazione UD-Q2_K_XL | 9,2 GiB | 20,3 token/s |
| Qwen3.8-27B, quantizzazione UD-IQ2_XXS | 6,8 GiB | 20,7 token/s |
| Gemma 4 E4B, QAT q4_0 | 4,8 GiB | 61 token/s |
| Llama 3.2 3B Instruct, Q4_K_M | 1,9 GiB | 124 token/s |
Un token non coincide necessariamente con una parola intera: è l’unità con cui il modello suddivide e genera il testo. Inoltre questi valori descrivono la velocità di generazione, non l’intero tempo necessario per caricare un modello e analizzare una richiesta lunga. I benchmark riguardano configurazioni e quantizzazioni specifiche.
Il dato da non confondere: la PS5 non sta eseguendo Qwen 27B a 124 token al secondo. La velocità superiore a 100 è stata ottenuta con Llama 3.2 3B, molto più piccolo. Per il modello da 27 miliardi di parametri, la misurazione dichiarata è vicina ai 20 token al secondo. Presentare questi valori come un unico benchmark sarebbe fuorviante.
Come fa un modello da 27 miliardi di parametri a entrare nella memoria?
La parola chiave è quantizzazione. Una rete neurale può richiedere una quantità enorme di memoria quando tutti i parametri vengono conservati con precisione elevata. Riducendo il numero di bit necessari a rappresentare i pesi, il file diventa molto più piccolo, al prezzo di possibili compromessi nella qualità delle risposte.
Il Qwen3.8-27B citato nella dimostrazione non è quindi una versione a precisione piena che occupa soltanto pochi gigabyte per magia: è una variante fortemente compressa. A influenzare la memoria necessaria contribuiscono anche il contesto massimo e la cache utilizzata durante l’inferenza. Il progetto indica configurazioni differenti proprio perché, su hardware con risorse fisse, ogni gigabyte conta.
Funziona su qualsiasi PS5? No, e Sony non c’entra
PS5LM Plus non è una funzione ufficiale di PlayStation e non si installa su una normale console aggiornata attraverso il PlayStation Store. Si tratta di software homebrew per console già sottoposte a jailbreak e dotate di un ambiente compatibile. Non esiste un annuncio Sony che prometta l’esecuzione locale di questi modelli per tutti gli utenti.
Le modifiche alla console comportano limiti e potenziali problemi di stabilità, compatibilità, aggiornamenti e accesso ai servizi online. Chi vuole soltanto usare un assistente AI non dovrebbe interpretare questa dimostrazione come un invito a modificare la propria PS5: l’esperimento è rivolto a un pubblico tecnico, non è una nuova capacità commerciale della console.
Perché l’esperimento interessa anche fuori dal gaming
Le console moderne combinano CPU, GPU e memoria veloce in un unico sistema. PS5LM Plus mostra che, quando un progetto riesce ad accedere alle API grafiche giuste, lo stesso hardware può affrontare carichi diversi dai videogiochi. Non dimostra però che una PS5 sia migliore o più economica di un PC dedicato all’intelligenza artificiale: mancano test indipendenti comparabili su tempi complessivi, qualità dell’output, consumi e affidabilità.
Su iCrewPlay Tech avevamo già raccontato l’estensione del supporto Linux ad alcune revisioni di PS5. Il nuovo caso è distinto: non riguarda l’avvio di un sistema operativo alternativo, ma la capacità di usare l’accelerazione grafica per generare testo con modelli locali. È un altro esempio di come l’hardware da gioco possa essere studiato e riutilizzato dalla comunità.
Il tema si collega anche al lavoro dei produttori per portare l’elaborazione AI sui dispositivi degli utenti. Nella nostra analisi di Ryzen AI Max e Perplexity in locale, l’interesse è simile: ridurre la dipendenza dal cloud per alcuni carichi, pur restando entro i limiti della memoria e della potenza di calcolo disponibili.
Per il momento PS5LM Plus rimane un risultato sperimentale dichiarato dallo sviluppatore. Il passo successivo davvero significativo sarebbe una verifica indipendente con modelli identici, misure ripetibili e confronto con altre piattaforme. Ma il punto che rende questa storia interessante è già chiaro: una console pensata per i giochi è diventata, nelle mani di uno sviluppatore, una piattaforma di ricerca per l’AI locale.




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