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Barbagianni sempre più scuri: cosa rivela il DNA dopo 30 anni

Una popolazione svizzera seguita per tre decenni racconta l'evoluzione in tempo reale.

Barbagianni
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In trent’anni i barbagianni osservati in Svizzera sono diventati in media più scuri e con un piumaggio più maculato. Non è soltanto un cambiamento nell’aspetto: uno studio pubblicato il 12 ottobre 2026 su Nature Communications, basato sul sequenziamento del genoma di 3.102 individui, trova segnali che collegano l’evoluzione dei caratteri del piumaggio a poche regioni genetiche e, in almeno un caso, alla selezione naturale.

Cosa hanno osservato i ricercatori in trent’anni

Il gruppo di ricerca dell’Università di Losanna e dei partner svizzeri ha seguito una popolazione selvatica di barbagianni, Tyto alba, confrontando per circa tre decenni due caratteri legati alla melanina: la tonalità del piumaggio e la presenza di macchie. Il risultato è una tendenza nel tempo verso individui più scuri e più maculati.

Il dato va letto alla scala giusta: riguarda una popolazione studiata a lungo in Svizzera, non prova che tutti i barbagianni del mondo stiano cambiando colore nello stesso modo.

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Che cosa raccontano i 3.102 genomi

Gli scienziati hanno integrato le osservazioni sul campo con il sequenziamento completo del genoma di 3.102 barbagianni. Le differenze nel colore e nelle macchie risultano associate a un numero limitato di loci, ossia posizioni nel DNA, con effetti importanti sui caratteri studiati. Le basi genetiche dei due tratti si sovrappongono in parte, ma non sono identiche.

Nel corso degli anni sono cambiate anche le frequenze di alcune varianti genetiche. Questo è un elemento fondamentale: non si tratta solamente di uccelli fotografati con colori diversi, ma di variazioni ereditarie osservate lungo una serie temporale.

Selezione naturale o semplice casualità?

Le frequenze genetiche possono cambiare anche per deriva genetica, cioè per fluttuazioni casuali, soprattutto nelle popolazioni di dimensioni limitate. Per distinguere i meccanismi, gli autori hanno confrontato gli andamenti osservati con simulazioni.

Secondo lo studio, per uno dei principali loci la deriva casuale da sola non spiega adeguatamente i dati: emerge quindi un ruolo della selezione. Questo non autorizza però a individuare con certezza una causa unica, per esempio il riscaldamento globale, né a dire che il piumaggio scuro sia sempre un vantaggio in qualsiasi ambiente.

Perché un cambiamento nel piumaggio interessa l’evoluzione

Il colore delle piume può essere collegato a diverse caratteristiche biologiche, ma il punto più robusto del lavoro è metodologico: seguendo gli stessi tipi di misure per molti anni e aggiungendo il DNA, i ricercatori possono verificare se l’evoluzione agisce anche su tratti visibili nell’arco di poche decine di anni.

Il risultato mostra che l’evoluzione non è confinata ai tempi della preistoria. Non significa invece che sia nata una nuova specie o che l’intera popolazione abbia improvvisamente cambiato aspetto.

Il legame con le particolarità dei barbagianni

Il barbagianni è un rapace notturno riconoscibile per il disco facciale a forma di cuore. Il suo piumaggio varia naturalmente tra individui. In un altro nostro approfondimento abbiamo raccontato perché il piumaggio chiaro del barbagianni non impedisce la caccia notturna: quella domanda riguarda il comportamento e la visibilità, mentre il nuovo studio riguarda le basi genetiche dei colori e la loro evoluzione nel tempo.

Un quadro più ampio è offerto anche dalla nostra analisi sulla migrazione degli uccelli e i cambiamenti stagionali: entrambi i temi mostrano perché servono dati raccolti per molti anni prima di attribuire un cambiamento biologico a una causa precisa.

La ricerca originale è Genomic bases of short-term evolution in wild barn owls revealed by long-term monitoring and population-scale sequencing, pubblicata su Nature Communications il 12 ottobre 2026. I risultati derivano da monitoraggio e genomica di popolazione, non da un esperimento che abbia modificato artificialmente il DNA degli animali.

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