Iliad continua a guadagnare spazio nel mercato italiano della telefonia mobile, ma il settore resta dominato da pochi grandi operatori. A raccontarlo non è una classifica delle offerte più convenienti, bensì l’Osservatorio AGCOM relativo al primo trimestre 2026, pubblicato il 31 luglio. I dati aiutano a capire come si stanno distribuendo i clienti e perché la concorrenza non si misura soltanto dai gigabyte promessi.
Chi ha più SIM mobili in Italia
Considerando le SIM «human», cioè quelle destinate alle persone e non alle comunicazioni tra macchine, AGCOM stima a fine marzo 2026 una quota del 25,2% per Fastweb+Vodafone, del 23,6% per Wind Tre, del 22,3% per TIM e del 16,1% per Iliad. Seguono PostePay al 5,6%, Coop Voce al 3,0% e Lyca Mobile all’1,4%.
Secondo il rapporto ufficiale AGCOM n. 2/2026, Iliad guadagna un punto percentuale rispetto all’anno precedente in questo segmento. È una variazione della quota di mercato, non la prova che la rete sia più veloce o che un’offerta sia migliore di un’altra.
Perché AGCOM distingue le SIM delle persone da quelle delle macchine
Le SIM totali includono anche quelle M2M, machine-to-machine, utilizzate da dispositivi connessi, sistemi industriali e altri servizi automatici. A marzo 2026 AGCOM stima complessivamente circa 111,3 milioni di SIM, ma le quote cambiano se si considerano soltanto le utenze utilizzate dalle persone.
È una distinzione importante quando si leggono titoli sui «primi operatori in Italia»: classifiche costruite su basi diverse possono essere entrambe corrette e tuttavia raccontare mercati differenti. Per capire la scelta di una famiglia o di un consumatore, il segmento human è spesso quello più significativo.
Più dati mobili, ma questo non equivale a migliore copertura
Il consumo medio giornaliero per SIM human è stimato da AGCOM in circa 1,10 GB nel primo trimestre 2026, con una crescita annua del 19,3%. La domanda di dati aumenta, mentre gli operatori competono su prezzi, pacchetti, disponibilità del 5G e servizi.
Il consumo nazionale non rivela però se un determinato operatore prende bene in un quartiere, lungo una linea ferroviaria o dentro un edificio. Per scegliere una SIM restano decisivi copertura locale, qualità della rete nei luoghi frequentati, costi ricorrenti e condizioni dell’offerta. Anche la tecnologia conta: nella nostra guida alle eSIM per i viaggi spieghiamo perché la gestione digitale della SIM può essere comoda, senza trasformarla in un indicatore della qualità della rete.
La concorrenza si vede anche sulla fibra
Il mercato mobile non è isolato. Nella rete fissa, sempre secondo AGCOM, Iliad raggiunge il 2,8% degli accessi broadband e ultrabroadband a marzo 2026, guadagnando 0,7 punti percentuali in un anno. La convergenza tra connessione domestica e telefonia mobile rende sempre più importante confrontare i servizi complessivi e non soltanto il prezzo mensile di una SIM.
Per capire come si è sviluppata la presenza di Iliad sulla rete fissa, è utile ripercorrere l’accordo storico tra Iliad e Open Fiber. Oggi la fotografia è diversa, ma quella scelta aiuta a leggere l’evoluzione del mercato.
Che cosa ci dicono, e che cosa non ci dicono, le quote
I numeri descrivono dimensione e andamento degli operatori, non assegnano una medaglia alla rete migliore. Per una decisione concreta occorre affiancarli a misure indipendenti della copertura e a condizioni contrattuali aggiornate. Il dato editoriale interessante è un altro: anche in un mercato molto concentrato, gli equilibri continuano a muoversi.




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