Un fossile di coccodrillo lungo-muso conservato da circa un secolo ha rivelato una nuova specie vissuta in Egitto circa 45 milioni di anni fa. Si chiama Herugavialis cairensis e proviene dalla Formazione del Mokattam, le stesse rocce calcaree associate anche alla Grande Sfinge di Giza.
Il cranio era stato descritto negli anni Venti e classificato come appartenente a Tomistoma, il gruppo del falso gaviale. Una nuova analisi anatomica e filogenetica mostra invece che rappresenta un ramo distinto dei gaviali fossili del Mediterraneo.
Perché Herugavialis è una nuova specie importante
I ricercatori guidati da Paul Burke hanno confrontato più di 300 caratteristiche del cranio con quelle di gaviali viventi e fossili. La combinazione di proporzioni del muso, ossa craniche e dettagli interni non coincide con i generi già conosciuti.
Il nuovo nome richiama Heru, o Horus, divinità egizia collegata alla tradizione della Sfinge. C’è anche una coincidenza curiosa: come la Sfinge, il fossile è privo della parte terminale del naso.

Com’era l’Egitto 45 milioni di anni fa
Durante l’Eocene medio gran parte dell’Egitto settentrionale era coperta da mari poco profondi collegati all’antico oceano Tetide. Herugavialis non viveva quindi nel paesaggio desertico che conosciamo oggi, ma in un ambiente costiero caldo ricco di pesci e altri vertebrati marini.
I gaviali moderni sono oggi limitati soprattutto agli ambienti d’acqua dolce dell’Asia meridionale e sudorientale. Il record fossile racconta però una storia molto più ampia: i loro parenti erano distribuiti quasi in tutto il mondo e alcune specie erano perfettamente adattate alle coste marine.
Un Mediterraneo un tempo pieno di coccodrilli
Lo studio indica che nella regione mediterranea la diversità dei gaviali è cambiata più volte negli ultimi 50 milioni di anni. Temperature globali e livello del mare avrebbero influenzato la disponibilità di habitat costieri adatti a questi animali.
Il quadro si collega bene ad altre scoperte egiziane. Tech aveva già raccontato una nuova specie di coccodrillo marino rinvenuta nel Deserto Occidentale egiziano, appartenente però a un gruppo diverso. Il confronto mostra quanto fosse ricca la fauna di rettili acquatici del Nord Africa.
Un altro esempio di quanto l’immagine moderna dei coccodrilli sia limitante arriva dal Galahadosuchus, un antico parente terrestre dalle zampe lunghe: nel passato evolutivo questi rettili occupavano nicchie molto più varie di quelle delle specie attuali.
Cosa cambia per l’evoluzione dei gaviali
Herugavialis non sembra essere un semplice antenato diretto dei gaviali moderni. La sua posizione nell’albero evolutivo suggerisce che nel Mediterraneo esistessero più linee indipendenti, alcune delle quali si separarono molto presto.
Questo complica il cosiddetto “problema dei gaviali”: specie con musi molto simili possono aver sviluppato caratteristiche analoghe senza essere strettamente imparentate. Solo combinando morfologia, scansioni del cranio e grandi matrici filogenetiche è possibile separare convergenza evolutiva e parentela reale.

Perché sono scomparsi dal Mediterraneo
Secondo gli autori, la presenza dei gaviali mediterranei ha seguito le grandi trasformazioni climatiche e marine della regione. Il colpo finale potrebbe essere arrivato con la crisi di salinità del Messiniano, circa 6 milioni di anni fa, quando il Mediterraneo subì una drastica riduzione degli scambi con l’Atlantico.
La nuova descrizione è stata pubblicata su Royal Society Open Science. Il valore della scoperta non è soltanto dare un nome a un fossile dimenticato: significa ricostruire meglio quanto fosse complessa la storia dei coccodrilli nel Mediterraneo.




Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.