IRIDE conta 39 satelliti in orbita dopo il lancio del 1° ottobre 2026. Lo conferma l’Agenzia Spaziale Europea: gli ultimi otto Eaglet II sono partiti dalla base californiana di Vandenberg a bordo di un Falcon 9 nella missione Transporter-18 di SpaceX. Il dato aggiorna quello dei 16 satelliti riportato alla fine del 2025: non significa, però, che tutte le componenti del programma siano già pienamente operative.
Quanti satelliti IRIDE sono stati lanciati finora
IRIDE è un programma italiano di osservazione della Terra costruito come sistema di più costellazioni, con satelliti, infrastrutture di terra e servizi per elaborare i dati. Nel resoconto ESA del 2 ottobre 2026 il totale dei satelliti in orbita è 39. La cifra comprende gli otto Eaglet II lanciati il 1° ottobre e i satelliti delle precedenti missioni.
La cronologia dei lanci comunicata da ESA è questa:
- 14 gennaio 2025: satellite Pathfinder Hawk;
- 23 giugno 2025: sette satelliti Hawk for Earth Observation (HEO);
- 28 novembre 2025: otto satelliti Eaglet II;
- 30 marzo 2026: altri otto Eaglet II;
- 3 maggio 2026: sette satelliti HEO;
- 1° ottobre 2026: ultimi otto Eaglet II del lotto.
La somma di queste missioni è 39. Si tratta di satelliti portati in orbita, non di una certificazione che ciascuno stia già erogando tutti i servizi previsti. Dopo il lancio sono necessari controlli, collaudi e integrazione nel sistema operativo.
Che cosa è cambiato con il lancio di ottobre 2026
Il volo Transporter-18, decollato il 1° ottobre alle 20:32 ora italiana, ha completato il dispiegamento della costellazione Eaglet II previsto nella fase descritta da ESA. I suoi strumenti ottici servono a osservare la superficie terrestre e a integrare le informazioni delle altre costellazioni del programma.
La differenza rispetto al 2025 è quindi misurabile: l’Italia dispone di una rete orbitale più estesa per acquisire osservazioni ripetute, da integrare con le infrastrutture di controllo e trattamento dei dati. Parlare di ‘completamento totale di IRIDE’ sarebbe prematuro: ESA descrive ancora l’avanzamento verso una gamma completa di servizi.
A che cosa servono i satelliti IRIDE in Italia
Il progetto è pensato per trasformare osservazioni satellitari in informazioni utilizzabili da enti pubblici, ricerca e imprese. Secondo l’ESA, gli impieghi comprendono:
- rilevazione di movimenti del suolo e monitoraggio delle infrastrutture;
- analisi della copertura del territorio e delle risorse idrogeologiche;
- individuazione e monitoraggio degli incendi;
- protezione delle coste e valutazione delle loro trasformazioni;
- osservazioni sulla qualità dell’aria e sulle condizioni meteorologiche.
Questi utilizzi sono capacità e obiettivi del sistema, non la promessa di un allarme automatico infallibile su ogni evento. Risoluzione, frequenza di rivisitazione e copertura dipendono dal sensore e dal tipo di fenomeno da osservare.
Eaglet II e HEO: perché non sono tutti uguali
Una ‘costellazione di costellazioni’ riunisce satelliti con caratteristiche complementari. HEO impiega sensori ottici multispettrali ad alta risoluzione, capaci di osservare diverse bande della luce. Le informazioni ottenute possono aiutare a distinguere superfici, vegetazione e cambiamenti nel territorio.
Gli Eaglet II contribuiscono alla frequenza di osservazione. L’utilità maggiore emerge quando i dati sono elaborati insieme a rilevazioni di altre piattaforme e a osservazioni sul terreno, anziché trattare la singola immagine come prova esaustiva.
Cosa significa per ambiente, clima e protezione civile
Un sistema nazionale più ricco di dati può aiutare a riconoscere variazioni del paesaggio e seguire l’evoluzione di fenomeni complessi. Per esempio, le immagini satellitari consentono di osservare gli effetti dei grandi incendi, ma una valutazione del rischio richiede anche vento, condizioni meteorologiche e informazioni locali.
Su iCrewPlay Tech abbiamo spiegato come i satelliti Sentinel-2 aiutino a leggere i segnali di degradazione del suolo e come il monitoraggio ambientale sia rilevante per la laguna di Venezia. IRIDE si inserisce in questo quadro di strumenti, ma ha una propria architettura e finalità operative specifiche.
I dati di IRIDE sono già accessibili a tutti?
La presenza dei satelliti in orbita non basta per dedurre che ogni immagine sia immediatamente disponibile gratuitamente al pubblico. Politiche di accesso, cataloghi, tipologie di prodotto e stato dei servizi vanno verificati nei canali ufficiali del programma e degli enti che distribuiscono i dati. Non è corretto descrivere automaticamente IRIDE come equivalente a un servizio commerciale di mappe in tempo reale.
Cosa aspettarsi adesso
Le priorità successive sono l’integrazione delle capacità orbitali con la componente di terra, la messa a regime dei servizi e il consolidamento dei dati per applicazioni concrete. Il numero 39 racconta lo stato della flotta al 2 ottobre 2026; eventuali lanci futuri o cambiamenti operativi richiederanno aggiornamenti documentati.
In sintesi: il nuovo traguardo è importante per lo spazio italiano, ma il vero risultato da misurare non sarà soltanto quanti satelliti sono stati lanciati. Sarà la qualità dei dati che IRIDE riuscirà a rendere disponibili per ambiente, ricerca e gestione del territorio.
Riferimento primario: ESA, L’italiana IRIDE completa la costellazione Eaglet II, 2 ottobre 2026.




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