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Parker Solar Probe fino al 2029: missione estesa e nuovi record

Scopri l'affascinante missione della Parker Solar Probe nello studio del Sole e delle sue misteriose dinamiche.

Sole
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Tempo di lettura6 minuti

La Parker Solar Probe continuerà a studiare il Sole fino al 2029. NASA ha confermato l’estensione della missione dopo il Senior Review 2026 e il 4 settembre la sonda ha completato il suo 29° passaggio ravvicinato, eguagliando ancora una volta i record stabiliti nel dicembre 2024: circa 3,8 milioni di miglia, cioè 6,1 milioni di chilometri, dalla superficie solare e una velocità massima di circa 430.000 miglia orarie, pari a quasi 690.000 km/h.

L’aggiornamento pubblicato dalla NASA il 10 settembre 2026 chiarisce anche lo stato della sonda: Parker ha inviato il 7 settembre un segnale che confermava il funzionamento normale dei sistemi dopo nove giorni di operazioni autonome attorno al perielio. L’incontro solare è durato dal 30 agosto al 9 settembre e gli strumenti hanno raccolto dati direttamente nella corona.

Parker solar probe studia la corona solare durante i passaggi ravvicinati

Parker Solar Probe nel 2026: cosa è successo il 4 settembre

Il 29° perielio non ha stabilito un nuovo primato assoluto, ma ha eguagliato il record di distanza e velocità raggiunto per la prima volta il 24 dicembre 2024 e poi ripetuto nei passaggi successivi. Durante l’incontro di settembre Parker ha attraversato una porzione equivalente a quasi il 40% della circonferenza solare in un solo giorno, raccogliendo misure con i suoi quattro pacchetti di strumenti scientifici.

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DatoSituazione aggiornata
Ultimo perielio completato4 settembre 2026, 29° passaggio ravvicinato
Distanza minima dalla superficie3,8 milioni di miglia, circa 6,1 milioni di km
Velocità massima430.000 mph, circa 690.000 km/h
Stato della sondaSistemi operativi normalmente, confermato dal beacon del 7 settembre
MissioneEstesa fino al 2029

Questa volta la camera di Parker è stata puntata anche verso strutture e attività vicine al polo nord del Sole. È un dettaglio importante perché la missione sta osservando la nostra stella in una fase diversa rispetto agli anni del lancio: Parker partì nell’agosto 2018, quando il ciclo solare era vicino al minimo, mentre dal 2024 il Sole è entrato nel periodo di massimo solare.

Parker solar probe e plasma della corona solare

Perché NASA ha esteso la missione fino al 2029

Il prolungamento è stato approvato nell’ambito del 2026 Heliophysics Senior Review. In pratica, Parker non termina la propria attività dopo la serie di passaggi record prevista dalla missione primaria: resterà sull’attuale orbita e continuerà a osservare il Sole mentre l’attività solare passerà gradualmente dalla fase di massimo a quella discendente.

Questo rende il dataset particolarmente utile. La stessa sonda sta campionando la corona in condizioni molto diverse lungo il ciclo undecennale del Sole, permettendo di confrontare direttamente periodi relativamente tranquilli e periodi più attivi. Per gli scienziati significa poter studiare come cambiano vento solare, campi magnetici, particelle energetiche, flare ed espulsioni di massa coronale.

Cosa misura davvero Parker Solar Probe

Parker non è stata progettata soltanto per arrivare vicino al Sole. La missione cerca risposte a tre grandi problemi dell’eliofisica: perché la corona è molto più calda della superficie visibile, come viene accelerato il vento solare e come si formano e si propagano le particelle solari ad alta energia.

La sonda dispone di strumenti per misurare campi elettrici e magnetici, plasma, particelle energetiche e immagini della corona e del vento solare. I dati raccolti negli anni hanno già permesso di osservare fenomeni impossibili da misurare con la stessa precisione dalla Terra. Un esempio è la ricerca sulla barriera di elicità nel plasma solare osservata grazie ai dati di Parker, utile per comprendere come l’energia turbolenta venga trasferita e dissipata vicino al Sole.

Quanto è vicina al Sole e perché non si scioglie

Al perielio Parker passa a circa 6,1 milioni di chilometri dalla superficie solare. È una distanza enorme su scala terrestre, ma estremamente ridotta in astronomia: nessun altro veicolo costruito dall’uomo ha operato così vicino alla nostra stella.

Il punto chiave è distinguere temperatura e quantità di calore trasferita. La corona può raggiungere temperature dell’ordine del milione di gradi, ma è un plasma molto rarefatto. Parker è inoltre protetta dal Thermal Protection System, uno scudo in composito di carbonio che rimane rivolto verso il Sole durante le fasi più estreme.

NASA ha stimato che, nei passaggi più vicini, la parte frontale dello scudo possa arrivare a circa 1.700 °F, poco più di 925 °C. Gli strumenti e i sistemi della sonda restano però nella zona protetta. I controlli condotti dopo i flyby mostrano che la protezione termica continua a funzionare senza segnali anomali di degrado.

Perché la velocità di Parker è un record

La Parker Solar Probe è anche l’oggetto costruito dall’uomo più veloce mai realizzato. Il record di circa 430.000 mph è stato ottenuto grazie a una combinazione di traiettoria orbitale, gravità solare e ripetuti flyby di Venere, usati negli anni per sottrarre energia orbitale e avvicinare progressivamente il perielio al Sole.

Non significa che la sonda mantenga sempre quella velocità: il picco viene raggiunto attorno al passaggio più vicino. Allontanandosi dal Sole la velocità diminuisce, per poi aumentare di nuovo durante l’approccio successivo.

Quando arrivano i dati del passaggio di settembre

Dopo il perielio la sonda non invia immediatamente tutto a Terra. Durante la fase più critica la geometria dell’orbita limita le comunicazioni e Parker opera in autonomia. Per l’incontro di settembre, NASA ha indicato l’inizio del ritorno della telemetria dettagliata per l’11 settembre 2026, mentre la trasmissione dei dati scientifici è prevista dal 13 al 27 settembre.

Questo significa che le immagini e le misure più interessanti del 29° passaggio verranno analizzate progressivamente. Non bisogna quindi aspettarsi che tutte le scoperte scientifiche siano disponibili il giorno successivo al flyby: la ricezione, la calibrazione e l’analisi dei dati richiedono tempo.

Cosa c’entra Parker con il meteo spaziale sulla Terra

Studiare il Sole da così vicino ha conseguenze pratiche. Il vento solare, i flare e le espulsioni di massa coronale possono influenzare satelliti, navigazione GPS, comunicazioni radio, reti elettriche e missioni con astronauti. Capire la fisica alla sorgente aiuta a costruire modelli più affidabili del meteo spaziale.

Parker non lavora da sola. Le sue misure possono essere confrontate con quelle di altre missioni, tra cui Solar Orbiter. Abbiamo approfondito anche come Solar Orbiter riesca a collegare particelle energetiche alle loro regioni di origine sul Sole. Incrociare osservazioni da distanze e prospettive differenti permette di ricostruire meglio ciò che accade tra corona, eliosfera e ambiente terrestre.

Parker Solar Probe continuerà a battere nuovi record?

Non necessariamente. L’orbita attuale porta Parker a eguagliare la distanza minima e la velocità massima già raggiunte, non a ridurle a ogni passaggio. Il valore scientifico della missione estesa non dipende quindi dal battere continuamente il record, ma dal ripetere misure nello stesso ambiente estremo mentre il Sole cambia attività.

È proprio questa continuità a rendere importante l’estensione al 2029. Dopo otto anni di missione, Parker ha già attraversato più volte la corona a distanze senza precedenti; ora potrà confrontare quelle osservazioni lungo una porzione ancora più ampia del ciclo solare.

La situazione aggiornata

Al settembre 2026 Parker Solar Probe è operativa, ha completato 29 passaggi ravvicinati e la NASA ha esteso la missione fino al 2029. Il 4 settembre ha nuovamente raggiunto circa 6,1 milioni di chilometri dalla superficie solare viaggiando a quasi 690.000 km/h. I dati del nuovo incontro serviranno a studiare soprattutto la corona, il vento solare e l’attività vicino al polo nord del Sole.

Il risultato più importante, quindi, non è soltanto il record di velocità. Parker sta costruendo una serie di osservazioni dirette dell’atmosfera solare che copre fasi differenti del ciclo del Sole e che continuerà ad ampliarsi per altri anni.

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