Febbraio regala uno dei cieli più affascinanti dell’inverno, con pianeti luminosi, allineamenti suggestivi e una Luna che accompagna l’attesa per il ritorno umano verso l’orbita lunare. Non serve essere astrofili esperti né possedere strumenti complessi: basta sapere dove e quando guardare per non perdere uno spettacolo che dura poche settimane.
Il protagonista assoluto resta Giove, ma il vero colpo d’occhio arriva nella seconda metà del mese, quando Venere e Mercurio tornano a farsi notare nel cielo serale. A completare il quadro ci pensano la Luna, alcune costellazioni iconiche e persino delle comete, anche se più timide.
Giove domina ancora il cielo serale

Dopo aver attirato l’attenzione a gennaio, Giove continua a essere il pianeta più facile da osservare anche a febbraio. È visibile a Sud nella prima parte della notte e scivola verso Sud-Ovest con il passare delle ore. La sua luminosità lo rende riconoscibile a occhio nudo anche da zone non perfette dal punto di vista dell’inquinamento luminoso.
Con un binocolo si distinguono già i quattro satelliti galileiani, mentre un piccolo telescopio permette di osservare le bande atmosferiche del pianeta. È una presenza stabile, rassicurante, che fa da punto di riferimento per orientarsi tra le altre luci del cielo.
Il ritorno serale di Venere
La vera novità del mese è il ritorno di Venere nel cielo della sera. Dopo mesi di assenza, il pianeta riappare basso sull’orizzonte occidentale subito dopo il tramonto. All’inizio può risultare difficile da individuare proprio per la sua posizione molto bassa, ma la sua luminosità lo tradisce.
Verso la fine del mese, Venere diventa sempre più evidente e si avvicina visivamente a Mercurio, formando una coppia rara e suggestiva. Anche senza strumenti, il colpo d’occhio è netto, soprattutto in presenza di un cielo limpido e di un orizzonte libero.
Mercurio nel suo momento migliore

Mercurio è notoriamente uno dei pianeti più complicati da osservare, ma febbraio offre una delle migliori occasioni dell’anno. Intorno al 19 febbraio raggiunge la massima visibilità serale, tramontando circa un’ora e mezza dopo il Sole.
Questo intervallo è sufficiente per individuarlo a occhio nudo, guardando verso Ovest poco dopo il crepuscolo. La sua luminosità non è paragonabile a quella di Venere o Giove, ma in condizioni favorevoli diventa riconoscibile come una stella brillante isolata vicino all’orizzonte.
Il triangolo planetario con la Luna
A rendere il cielo ancora più spettacolare contribuisce la Luna, soprattutto nei giorni successivi al 17 febbraio, data della Luna Nuova. In quel periodo, il sottile falcetto di Luna crescente si aggiunge visivamente al triangolo formato da Venere, Mercurio e Giove.
È uno di quei momenti in cui astronomia e bellezza coincidono: pochi oggetti, ben distanziati, facilmente visibili e capaci di attirare anche chi di solito non alza lo sguardo al cielo. L’Unione Astrofili Italiani consiglia proprio questi giorni per l’osservazione, anche con un semplice binocolo.
Saturno, una comparsa discreta

A fine mese, con un cielo limpido e subito dopo il tramonto, c’è spazio anche per Saturno. Il pianeta resta molto basso sull’orizzonte occidentale e non è semplice da individuare, ma in condizioni favorevoli può fare una breve comparsa prima di scomparire nella luce residua del crepuscolo.
Non è l’osservazione più immediata del mese, ma rappresenta un bonus per chi ha pazienza e un buon punto di osservazione.
Le costellazioni dell’inverno
Febbraio è anche il mese ideale per osservare alcune delle costellazioni più iconiche del cielo invernale. Orione domina la scena, facilmente riconoscibile dalla cintura formata da tre stelle allineate. Attorno a lui brillano Toro, Auriga e Gemelli, creando un panorama stellare ricco e ben definito.
Con un binocolo, la Nebulosa di Orione diventa una macchia lattiginosa affascinante, mentre le Pleiadi nel Toro restano uno degli ammassi stellari più apprezzati anche dai principianti.
Comete in transito, ma serve il telescopio
Il cielo di febbraio ospita anche alcune comete, anche se non sono visibili a occhio nudo. Tra quelle segnalate ci sono 24P/Schaumasse, 240P/Neat e 235P/Linear, osservabili solo con un telescopio.
Fa notizia anche il progressivo allontanamento della cometa interstellare 3I/Atlas, che sta lasciando le vicinanze della Terra dopo aver attirato l’interesse degli astronomi nei mesi precedenti. Per gli appassionati più attrezzati, resta un buon periodo per tentare qualche osservazione dedicata.
Un cielo che accompagna l’attesa di Artemis II

Sul piano simbolico, il cielo di febbraio accompagna anche l’attesa per il lancio della missione Artemis II, che punta a riportare astronauti in orbita lunare a quasi 60 anni dalle missioni Apollo. La Luna, protagonista silenziosa delle nostre notti, torna così al centro dell’attenzione non solo scientifica, ma anche culturale.
Osservarla mentre cresce nel cielo, accanto ai pianeti più luminosi, rende l’esperienza ancora più suggestiva.
Quando e come osservare al meglio
Il momento ideale per l’osservazione planetaria è subito dopo il tramonto, guardando verso Ovest e Sud-Ovest. Un orizzonte libero è fondamentale, soprattutto per Venere, Mercurio e Saturno. Un binocolo migliora l’esperienza, ma non è indispensabile per godersi lo spettacolo principale.
Febbraio non offre solo nozioni astronomiche, ma anche occasioni concrete per riscoprire il cielo notturno. Basta alzare gli occhi al momento giusto.
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