Tech iCrewPlay.comTech iCrewPlay.com
  • Scienza
  • Spazio
  • Natura
    • Cambiamenti climatici
  • Curiosità
  • Salute
  • Recensioni
  • Tecnologia
    • App e software
    • Prodotti Audio
    • Domotica e IoT
    • Elettrodomestici
    • Guide
    • Hardware e periferiche
    • Notebook e PC
    • Smartphone e tablet
    • Visione Digitale
    • Wearable
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Cerca
  • Anime
  • Arte
  • Cinema
  • Cosechevalgono
  • gamecast
  • Libri
  • Videogiochi
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
Lettura: Terremoti in Italia 2025: oltre 15.000 eventi registrati
Share
Notifica
Ridimensionamento dei caratteriAa
Tech iCrewPlay.comTech iCrewPlay.com
Ridimensionamento dei caratteriAa
  • Anime
  • Arte
  • Cinema
  • Cosechevalgono
  • gamecast
  • Libri
  • Videogiochi
Cerca
  • Scienza
  • Spazio
  • Natura
    • Cambiamenti climatici
  • Curiosità
  • Salute
  • Recensioni
  • Tecnologia
    • App e software
    • Prodotti Audio
    • Domotica e IoT
    • Elettrodomestici
    • Guide
    • Hardware e periferiche
    • Notebook e PC
    • Smartphone e tablet
    • Visione Digitale
    • Wearable
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Seguici
  • Contatto
  • Media Kit
  • Chi siamo
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
NotiziaVetrina

Terremoti in Italia 2025: oltre 15.000 eventi registrati

I numeri della sismicità italiana spiegati

Redazione 3 minuti fa Commenta! 6
SHARE

I numeri impressionano, ma raccontano una realtà più stabile di quanto sembri. Nel 2025 in Italia sono stati localizzati oltre quindicimila terremoti, una media che mantiene il Paese tra le aree sismicamente più attive d’Europa, senza segnali di accelerazioni fuori controllo.

Contenuti di questo articolo
Una tendenza che non cambia dal 2019Magnitudo: tanti eventi, pochi fortiIl terremoto più forte del 2025Campi Flegrei e altre sequenze attiveIl ruolo del Mar Tirreno e delle isoleLa Rete Sismica Nazionale come infrastruttura chiaveTanti terremoti non significano più pericolo

Secondo i dati ufficiali pubblicati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, nel corso del 2025 le sale operative di Roma, Napoli e Catania hanno localizzato 15.759 eventi sismici, pari a poco più di 43 terremoti al giorno. Tradotto in un altro modo: uno ogni 33 minuti. Un valore leggermente inferiore rispetto al 2024, ma in linea con l’andamento degli ultimi anni.

Una tendenza che non cambia dal 2019

Terremoti

Il dato più rilevante non è tanto il numero assoluto, quanto la sua stabilità. Dal 2019 in poi, la sismicità localizzata in Italia oscilla tra i 16.000 e i 17.000 eventi annui. Una fascia che rappresenta il nuovo livello “di fondo” del Paese.

Leggi Altro

Nicolas Cage avverte i giovani attori sull’IA
Scienziati propongono di sparare 200 trilioni di diamanti polverizzati nell’atmosfera
Perché oggi i Campi Flegrei non sarebbero in grado di generare un’eruzione?
Postare recensioni false generate dall’AI è ora illegale

Il confronto con il passato recente è inevitabile. Nel biennio 2016-2017 l’Italia centrale fu interessata dalla lunga sequenza iniziata il 24 agosto 2016 con il terremoto di Accumoli. Quell’episodio fece impennare il numero di eventi localizzati. Ancora oggi quella sequenza contribuisce in modo significativo alla sismicità nazionale, anche se con un numero più contenuto di terremoti e magnitudo mediamente basse.

Magnitudo: tanti eventi, pochi forti

Un altro aspetto chiave riguarda la distribuzione delle magnitudo. Poco più del 10 per cento dei terremoti registrati nel 2025 ha raggiunto o superato magnitudo 2.0. La grande maggioranza degli eventi è rimasta su valori molto bassi, spesso avvertibili solo dagli strumenti.

Gli eventi con magnitudo compresa tra 4.0 e 4.9 sono stati 21. Di questi, 16 hanno interessato il territorio italiano o i mari circostanti, mentre i restanti cinque sono stati localizzati tra Croazia e Albania. Un dato che conferma il carattere regionale della sismicità dell’area adriatica.

A differenza di altri anni, nel 2025 non si sono verificati terremoti con magnitudo pari o superiore a 5.0. Un elemento che pesa nella valutazione complessiva del rischio percepito.

Il terremoto più forte del 2025

L’evento di magnitudo più elevata dell’anno, Mw 4.8, è stato registrato il 14 marzo al largo della provincia di Foggia. Il sisma rientra nella sequenza attiva a nord del promontorio del Gargano, in particolare nell’area del Lago di Lesina.

Si tratta di una zona nota per la sua attività sismica, dove i terremoti, pur non frequenti, raggiungono talvolta magnitudo capaci di farsi sentire chiaramente dalla popolazione.

Campi Flegrei e altre sequenze attive

Nel corso del 2025 si sono sviluppate anche diverse sequenze sismiche caratterizzate da magnitudo contenute, alcune già attive negli anni precedenti. Tra queste spicca quella dei Campi Flegrei, dove il 13 marzo e il 30 giugno sono stati registrati i due eventi con la maggiore magnitudo durata della crisi bradisismica in corso, entrambi pari a Md 4.6.

Questi terremoti, pur non elevati in termini di energia rilasciata, hanno avuto un forte impatto mediatico e sociale, per via della loro localizzazione in un’area densamente popolata.

Il ruolo del Mar Tirreno e delle isole

Terremoti

Un numero significativo di terremoti è stato localizzato anche nel Mar Tirreno meridionale. I più forti, di magnitudo locale 4.7, sono stati registrati il 7 febbraio nei pressi delle Isole Eolie e il 26 agosto al largo delle Isole Egadi.

In ottobre, una piccola sequenza ha interessato anche la provincia di Avellino, con un risentimento molto ampio da parte della popolazione, a conferma che anche eventi moderati possono avere un forte impatto percettivo se superficiali o vicini ai centri abitati.

La Rete Sismica Nazionale come infrastruttura chiave

Alla base di questi numeri c’è il lavoro quotidiano della Rete Sismica Nazionale, che consente alle sale operative dell’INGV di garantire la sorveglianza continua del territorio.

Salvatore Stramondo, direttore del Dipartimento Terremoti dell’INGV, sottolinea come i dati acquisiti rappresentino un patrimonio scientifico condiviso con l’intera comunità internazionale. Ogni evento localizzato non è solo una voce in un elenco, ma un tassello che contribuisce a migliorare la comprensione dei processi sismici e a raffinare i modelli di rischio.

Tanti terremoti non significano più pericolo

Il messaggio che emerge dal bilancio del 2025 è chiaro: l’Italia resta un Paese sismicamente attivo, ma la frequenza elevata di terremoti non indica automaticamente un aumento del pericolo immediato. Al contrario, riflette la capacità di rilevare anche eventi molto piccoli, grazie a una rete di monitoraggio capillare e avanzata.

Capire questi numeri è fondamentale per distinguere tra attività naturale e scenari di emergenza. La sismicità fa parte della geologia italiana. La differenza, oggi, sta nella qualità dei dati e nella possibilità di leggerli senza filtri allarmistici.

Seguici su Instagram per restare aggiornato

Condividi questo articolo
Facebook Twitter Copia il link
Share
Cosa ne pensi?
-0
-0
-0
-0
-0
-0
lascia un commento lascia un commento

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Contatto
  • Media Kit
  • Chi siamo
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer

Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​

  • Anime
  • Arte
  • Cinema
  • Cosechevalgono
  • gamecast
  • Libri
  • Videogiochi
Bentornato in iCrewPlay!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?