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La stella che si è trasformata in un buco nero: osservata una supernova fallita

Redazione 5 minuti fa Commenta! 5
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Non tutte le stelle esplodono con un finale spettacolare. Alcune muoiono in silenzio. Per la prima volta gli astronomi hanno osservato in modo completo una “supernova fallita”: una stella massiccia che non è esplosa, ma è collassata direttamente su sé stessa formando un buco nero.

Contenuti di questo articolo
Una morte diversa dal previstoCos’è una supernova fallitaPerché questa scoperta è importanteUn laboratorio cosmico a 2,5 milioni di anni luceLa morte silenziosa delle stelle massicce

Lo studio, pubblicato su Science e guidato dal Flatiron Institute e dalla Columbia University, rappresenta una delle osservazioni più dettagliate mai realizzate su questo tipo di fenomeno. Un evento raro, che offre una finestra concreta su come nascono i buchi neri stellari.

Una morte diversa dal previsto

Buchi neri o stelle congelate

Quando una stella molto massiccia termina il combustibile nucleare, in genere esplode in una supernova. L’esplosione disperde nello spazio gli strati esterni, lasciando dietro di sé una stella di neutroni o un buco nero.

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Ma in questo caso non c’è stata alcuna esplosione visibile.

La stella, identificata con la sigla M31-2014-DS1, si trova nella galassia di Andromeda, a circa 2,5 milioni di anni luce dalla Terra. Gli astronomi hanno analizzato dati raccolti tra il 2005 e il 2023 da telescopi terrestri e spaziali.

Nel 2014 la stella ha iniziato a brillare più intensamente nell’infrarosso. Poi, nel giro di due anni, la sua luminosità è crollata drasticamente, scendendo al di sotto dei livelli originali.

Infine, tra il 2022 e il 2023, la stella è praticamente scomparsa. Oggi è visibile solo nel medio infrarosso e con una luminosità pari a circa un decimo di quella iniziale.

Non è esplosa. È collassata.

Cos’è una supernova fallita

Una supernova fallita avviene quando il nucleo di una stella massiccia collassa sotto il proprio peso, ma l’energia generata non è sufficiente a espellere gli strati esterni.

Invece di un’esplosione brillante, si verifica un collasso diretto in buco nero.

Questo tipo di evento era stato previsto dai modelli teorici, ma mancavano osservazioni così complete. Il comportamento osservato nella stella di Andromeda coincide con le simulazioni: aumento temporaneo di luminosità, produzione di polveri, rapido affievolimento e sparizione ottica.

È come se la stella si fosse spenta lentamente, lasciando dietro di sé solo un segnale infrarosso residuo proveniente dal materiale circostante.

Perché questa scoperta è importante

I buchi neri sono noti da oltre mezzo secolo, ma capire quali stelle si trasformino in buchi neri e con quali meccanismi è ancora una sfida.

Come ha spiegato Kishalay De, autore principale dello studio, la comprensione dei processi che portano alla formazione dei buchi neri è ancora parziale.

L’osservazione della luce proveniente dai detriti attorno al buco nero appena nato potrebbe restare visibile per decenni, specialmente con strumenti avanzati come il James Webb Space Telescope.

Questo significa che gli astronomi potranno continuare a studiare il fenomeno nel tempo, trasformandolo in un caso di riferimento per la formazione dei buchi neri stellari.

Un laboratorio cosmico a 2,5 milioni di anni luce

Il cielo stellato

La galassia di Andromeda è la nostra vicina più prossima su scala cosmica. La distanza di 2,5 milioni di anni luce può sembrare enorme, ma in termini astronomici è relativamente vicina.

Questo ha permesso di raccogliere dati dettagliati lungo quasi due decenni.

L’aumento della luminosità infrarossa nel 2014 suggerisce che la stella stesse perdendo materiale prima del collasso. Poi, il rapido declino indica che il nucleo ha ceduto.

Oggi ciò che rimane è un buco nero appena formato, invisibile direttamente, ma rilevabile attraverso l’interazione con il materiale circostante.

La morte silenziosa delle stelle massicce

Le supernove spettacolari catturano l’attenzione perché sono tra gli eventi più energetici dell’universo. Ma questa osservazione mostra che esiste un altro percorso.

Una stella può collassare senza un’esplosione luminosa evidente.

Se questi eventi sono più comuni di quanto pensiamo, potrebbero spiegare perché alcune stelle massicce “scompaiono” senza lasciare tracce evidenti.

Questo studio non chiude il mistero. Lo amplia.

Ogni nuova osservazione aggiunge un tassello alla comprensione dell’evoluzione stellare. E in questo caso il tassello è prezioso: la registrazione più completa finora di una stella che si spegne e diventa un buco nero.

L’universo non sempre annuncia i suoi eventi più estremi con fuochi d’artificio cosmici.

A volte, si limita a spegnere la luce.

Ti affascinano i misteri dell’universo e dei buchi neri? Scrivici cosa ne pensi nei commenti e seguici su Instagram per altre notizie di spazio e astronomia.

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