Non è certo un periodo facile per SpaceX e il suo ambizioso progetto Starship. Dopo l’esplosione spettacolare dello scorso gennaio, la compagnia di Elon Musk si trova nuovamente a fronteggiare problemi al lancio. L’ultimo test, l’ottavo in programma, è stato annullato pochi minuti prima del decollo, lasciando tutti con il fiato sospeso. Ma cosa è andato storto questa volta? E quali sono le modifiche apportate per evitare un altro fallimento?
Un lancio rimandato all’ultimo minuto
Doveva essere il grande ritorno di Starship, ma a pochi minuti dal lancio, lunedì sera, SpaceX ha deciso di sospendere tutto. Secondo quanto riportato da SpaceFlightNow, i tecnici hanno riscontrato diverse problematiche legate al Super Heavy booster, l’enorme razzo di 123 metri che spinge il veicolo verso l’orbita. Tra le tante criticità, è emersa una preoccupante bassa pressione all’avvio del sistema di rotazione a terra, circa 20 bar sotto il livello previsto.
Elon Musk ha spiegato la decisione con la consueta trasparenza, sottolineando come fosse meglio “smontare, ispezionare entrambe le fasi e riprovare”. Una scelta prudente, considerati i rischi associati al lancio di un veicolo così complesso.

L’esplosione di gennaio: una lezione difficile
Se guardiamo indietro, l’esplosione di gennaio è ancora fresca nella memoria degli appassionati di spazio. Durante il settimo test di volo, lo stadio superiore di Starship è esploso in aria sopra i Caraibi, sprigionando frammenti incandescenti che hanno attraversato il cielo come meteore. Non solo lo spettacolo è stato drammatico, ma anche le conseguenze: il traffico aereo è stato deviato e alcuni detriti sono atterrati su isole vicine, causando non poche polemiche.
Un’indagine successiva ha rivelato che la causa principale dell’incidente era un pericoloso accumulo di propellente nello spazio tra lo scudo termico posteriore e il serbatoio di ossigeno liquido, noto come “attic” della Starship. Le oscillazioni violente hanno provocato una perdita di propellente, innescando una serie di incendi che hanno distrutto quasi tutti i motori del razzo. A quel punto, il sistema di autodistruzione è entrato in funzione, evitando danni peggiori.
Cosa è cambiato nel nuovo test
Dopo l’incidente, SpaceX ha lavorato intensamente per apportare modifiche strutturali e miglioramenti tecnici alla Starship. Una delle principali innovazioni riguarda proprio l’attic: sono state aggiunte aperture di ventilazione per evitare un nuovo accumulo di gas e prevenire incendi.
Inoltre, sono stati fatti aggiustamenti alla linea di alimentazione del carburante e alla spinta dei motori, per garantire maggiore stabilità durante le manovre critiche. E non è tutto: SpaceX vuole anche testare il rilascio di quattro satelliti Starlink simulati durante il volo, per verificare la capacità del razzo di svolgere missioni multiuso.
Un successo parziale: il booster Super Heavy
Se l’esplosione del modulo superiore ha lasciato l’amaro in bocca, il Super Heavy booster ha dimostrato una notevole affidabilità. Dopo la separazione dallo stadio superiore, il booster ha eseguito una manovra di rientro impeccabile, riaccendendo dodici dei tredici motori e guidandosi autonomamente verso la piattaforma di atterraggio, dove è stato catturato dalle braccia robotiche “chopstick”.
Questo dimostra che, nonostante i problemi, SpaceX sta affinando le sue tecnologie con risultati sempre più promettenti.
Il prossimo tentativo di lancio
SpaceX ha annunciato che il nuovo tentativo di lancio potrebbe avvenire già giovedì, ma come spesso accade nel mondo dell’esplorazione spaziale, le tempistiche restano incerte. Una cosa però è sicura: ogni lancio fallito rappresenta una lezione imparata, e SpaceX continua a spingersi oltre i limiti della tecnologia aerospaziale.
Tu cosa ne pensi? Riusciranno questa volta a far decollare Starship senza intoppi? Raccontaci la tua opinione nei commenti e continua a seguirci su Instagram per rimanere aggiornato su tutte le novità dal mondo dello spazio!