La scelta di vivere da single, un tempo considerata un’eccezione, sta diventando sempre più comune. Tuttavia, questa scelta comporta una serie di sfide, soprattutto in età avanzata, come evidenziato da una recente ricerca condotta dall’Università di Brema.

Le ragioni alla base delle differenze
Lo studio, condotto su oltre 77.000 europei ultracinquantenni, ha messo in luce come le persone che hanno scelto di rimanere libere per tutta la vita presentino punteggi inferiori nella scala della soddisfazione di vita e differenze significative nei tratti della personalità rispetto a coloro che vivono in coppia. In particolare, i single cronici risultano meno estroversi, meno coscienziosi e meno aperti all’esperienza.
Queste differenze acquisiscono un’importanza ancora maggiore in età avanzata, quando le persone sono più soggette a problemi di salute e finanziari. Come sottolinea Julia Stern, autrice principale dello studio, “le persone anziane hanno bisogno di più aiuto, e l’aiuto di solito è il partner”.
La mancanza di una rete familiare solida, tipica di molte persone libere, può infatti comportare maggiori difficoltà nel gestire la vita quotidiana, accedere alle cure e affrontare eventuali crisi.
Le ragioni alla base di queste differenze sono molteplici e complesse. Potrebbero essere legate a fattori socio-economici, culturali, ma anche a caratteristiche individuali della personalità. È possibile che le persone meno estroverse e meno aperte all’esperienza abbiano maggiori difficoltà a costruire e mantenere relazioni durature, o che la solitudine prolungata possa influenzare negativamente lo sviluppo della personalità.

Alla luce di questi risultati, si aprono importanti riflessioni sulle politiche sociali e sulle iniziative che possono essere messe in campo per migliorare la qualità della vita delle persone single, soprattutto in età avanzata. È fondamentale creare opportunità per le persone single di entrare in contatto con altre persone, attraverso attività di volontariato, gruppi di interesse, o centri comunitari.
Offrire servizi di supporto psicologico può aiutare le persone single a gestire la solitudine, a sviluppare nuove abilità sociali e a migliorare la propria autostima. È necessario garantire l’accesso a servizi assistenziali flessibili e personalizzati, che tengano conto delle esigenze specifiche delle persone single. Si possono promuovere forme di coabitazione tra persone anziane, come le “housing cooperative” o le “case condivise”, per favorire la creazione di reti di supporto reciproco.
L’impatto della storia relazionale sulla personalità e sulla soddisfazione di vita di un single: nuove evidenze
La scelta di vivere liberi è sempre più frequente nella società contemporanea. Tuttavia, le ricerche passate hanno spesso adottato definizioni diverse di “single”, limitandosi talvolta allo stato civile attuale o alla presenza o assenza di una convivenza. Questo studio, condotto da Stern e colleghi, offre una prospettiva più sfumata, analizzando l’impatto della storia relazionale sulla personalità e sulla soddisfazione di vita.
I ricercatori hanno suddiviso un campione di oltre 77.000 europei ultracinquantenni in diverse categorie in base alla loro storia relazionale:
•Attualmente in coppia
•Mai convissuto
•Mai sposato
•Mai avuto una relazione a lungo termine
Attraverso un questionario, sono stati raccolti dati sulla soddisfazione di vita e sui cinque grandi tratti della personalità. Le persone che non hanno mai avuto una relazione seria a lungo termine presentano punteggi inferiori in termini di estroversione, apertura all’esperienza e soddisfazione di vita rispetto a coloro che, pur essendo attualmente single, hanno avuto esperienze relazionali più significative in passato.

Tutti le persone libere ottengono punteggi inferiori rispetto alle persone attualmente in coppia in termini di soddisfazione di vita e alcuni tratti della personalità. La storia relazionale ha un impatto sulla personalità e sulla soddisfazione di vita. Le persone con determinati tratti della personalità potrebbero essere più propense a iniziare e mantenere relazioni a lungo termine (effetto di selezione). I cambiamenti di personalità dovuti alle relazioni sono generalmente piccoli e temporanei.
Sebbene questo studio offra un contributo importante alla comprensione delle differenze tra single, è importante considerare alcuni limiti. Lo studio non permette di stabilire un rapporto di causa-effetto tra personalità e storia relazionale. È possibile che siano presenti altri fattori confondenti. Il campione è composto prevalentemente da europei ultracinquantenni, limitando la generalizzabilità dei risultati ad altri gruppi di età e culture. La definizione di “relazione a lungo termine” potrebbe variare da individuo a individuo.
È probabile che le persone più estroverse siano più propense a instaurare relazioni, ma è importante sottolineare che queste sono tendenze generali. Non tutti gli estroversi sono in coppia, e non tutti gli introversi sono single. Il contesto culturale gioca un ruolo significativo: nei paesi dove il matrimonio è più valorizzato, come quelli del Sud Europa, la solitudine può incidere maggiormente sulla soddisfazione di vita.

La religiosità tuttavia non sembra influenzare in modo significativo questa percezione. Interessante notare come le donne single e gli anziani single tendano a essere più soddisfatti rispetto ai loro omologhi più giovani. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che, con il passare del tempo, le aspettative sociali si allentano e si impara ad apprezzare la propria indipendenza.
Le differenze tra single e persone in coppia non si limitano alla personalità. Il contesto sociale in cui viviamo influenza profondamente la nostra percezione della solitudine e della soddisfazione. Nei paesi dove il matrimonio è ancora considerato la norma, le persone libere possono sentirsi più isolate e meno valorizzate.
Questo studio evidenzia la necessità di politiche sociali che promuovano il benessere dei single, offrendo loro opportunità di socializzazione e supporto. Programmi specifici, che tengano conto delle diverse personalità e delle esigenze degli anziani, potrebbero aiutare a prevenire la solitudine e a migliorare la qualità della vita dei single.

Nei paesi dove il matrimonio è ancora considerato l’ideale, la solitudine può essere vissuta come una mancanza. Eppure, la storia ci racconta di tanti single felici e realizzati. Le donne libere, ad esempio, sembrano affrontare meglio la solitudine rispetto agli uomini. E con l’avanzare dell’età, la soddisfazione di vita dei single tende a crescere. Questo suggerisce che è possibile costruire una vita piena e appagante anche senza un partner.
Lo studio è stato pubblicato su Psychological Science.