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Lettura: Perché il Sargasso sta invadendo i Caraibi? Una nuova ricerca svela cosa sta davvero accadendo nell’Atlantico
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NaturaScienza

Perché il Sargasso sta invadendo i Caraibi? Una nuova ricerca svela cosa sta davvero accadendo nell’Atlantico

Il sargasso sta invadendo i caraibi: ecco le motivazioni

Andrea Tasinato 2 mesi fa Commenta! 5
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All’inizio di giugno 2024 i ricercatori hanno registrato un nuovo record: 38 milioni di tonnellate di sargasso sono state avvistate mentre si dirigevano verso i litorali dei Caraibi, del Golfo del Messico e del Nord del Sud America e non è solo un dato impressionante: è un fenomeno che ha ripercussioni reali sul turismo, sugli ecosistemi costieri e sull’economia locale.

Contenuti di questo articolo
Un gigantesco nastro di alghe: il Great Atlantic Sargassum BeltLa svolta: l’upwelling equatoriale e i cianobatteri “alleati” delle algheCoralli come archivi naturali: 120 anni di dati climaticiDal 2011 biomassa e fissazione dell’azoto salgono in paralleloPrevedere il futuro: come il clima influenzerà le prossime fioriturePerché dovrebbe interessare anche chi si occupa di tecnologia?
Perché il sargasso sta invadendo i caraibi? Una nuova ricerca svela cosa sta davvero accadendo nell'atlantico

Durante l’estate queste alghe brune galleggianti si accumulano sulle spiagge, si decompongono e rilasciano un odore acre, rendendo inagibili tratti di costa. Eppure, lontano dalle spiagge, il Sargasso è un habitat importante: offre riparo e nutrimento a molti organismi marini.

Ma allora perché le fioriture stanno aumentando così tanto?

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Una nuova ricerca pubblicata su Nature Geoscience e guidata dal Max Planck Institute for Chemistry fornisce finalmente una risposta convincente.

Un gigantesco nastro di alghe: il Great Atlantic Sargassum Belt

Dal 2011 gli scienziati monitorano un’enorme fascia di Sargasso che attraversa l’Atlantico: il Great Atlantic Sargassum Belt. Si forma nell’area del Mar dei Sargassi e viene spinto verso ovest dai venti tropicali.

Perché il sargasso sta invadendo i caraibi? Una nuova ricerca svela cosa sta davvero accadendo nell'atlantico

Finora c’erano due ipotesi principali sui nutrienti che alimentano questa crescita:

  • deflusso agricolo dall’Amazzonia
  • nutrienti rilasciati dalla deforestazione tropicale

Entrambe però non spiegavano l’aumento costante degli ultimi anni.

La svolta: l’upwelling equatoriale e i cianobatteri “alleati” delle alghe

Il nuovo studio identifica un meccanismo molto più coerente:

  1. Vicino all’equatore, forti venti sollevano acque profonde ricche di fosforo.
  2. Queste acque vengono trasportate verso i Caraibi.
  3. Il fosforo in eccesso favorisce i cianobatteri che vivono sulla superficie del Sargasso.
  4. I cianobatteri fissano l’azoto atmosferico e lo trasformano in una forma utilizzabile dalle alghe.
Perché il sargasso sta invadendo i caraibi? Una nuova ricerca svela cosa sta davvero accadendo nell'atlantico

Risultato:

  • le alghe ricevono fosforo dal mare
  • e azoto dai loro batteri simbionti

Un “turbo biologico” che spiega la rapida crescita degli ultimi anni.

Coralli come archivi naturali: 120 anni di dati climatici

Una parte interessante del lavoro è il metodo. Il team ha utilizzato carote di corallo raccolte in tutto il Mar dei Caraibi, sfruttandole come veri e propri registratori naturali dei cambiamenti del mare.

I coralli incorporano ogni anno isotopi chimici dalle acque circostanti. In questo caso, gli scienziati hanno analizzato il rapporto tra gli isotopi dell’azoto (¹⁵N e ¹⁴N), che cambia quando i batteri fissano più azoto.

  • Rapporto ¹⁵N/¹⁴N basso – molta fissazione dell’azoto – forte crescita del Sargasso.

Grazie anche a campioni moderni raccolti dalla nave Eugen Seibold, gli isotopi dei coralli sono stati calibrati correttamente, ottenendo un archivio affidabile degli ultimi 120 anni.

Dal 2011 biomassa e fissazione dell’azoto salgono in parallelo

Un dato chiave: dal 2011 in poi, l’aumento della fissazione dell’azoto e la crescita della biomassa del Sargasso procedono di pari passo. Questo coincide con il trasporto massiccio di alghe dal Mar dei Sargassi all’Atlantico tropicale nel 2010.

Perché il sargasso sta invadendo i caraibi? Una nuova ricerca svela cosa sta davvero accadendo nell'atlantico
Olympus digital camera

Una volta escluse altre ipotesi (polvere sahariana, nutrienti dai grandi fiumi sudamericani) resta un unico fattore credibile: fosforo in eccesso sollevato dalle acque profonde equatoriali.

Prevedere il futuro: come il clima influenzerà le prossime fioriture

Lo studio evidenzia che l’arrivo di queste acque ricche di fosforo dipende da specifici pattern climatici:

  • Temperature più basse nel Nord Atlantico tropicale
  • Temperature più alte nell’emisfero sud
  • Differenze che modificano i venti e favoriscono il sollevamento delle acque profonde

Monitorando:

  • vento
  • temperatura superficiale del mare
  • intensità dell’upwelling

si potranno ottenere previsioni migliori, utili sia alle autorità costiere sia ai centri turistici.

Il gruppo del Max Planck Institute sottolinea però un punto fondamentale: “Il futuro del Sargasso dipenderà da come il riscaldamento globale influenzerà i processi che determinano la risalita di acque ricche di fosforo.”

Perché dovrebbe interessare anche chi si occupa di tecnologia?

Perché questo studio unisce:

  • modelli climatici
  • analisi isotopiche
  • ricostruzioni storiche tramite biomineralizzazione
  • sensori oceanografici e dataset satellitari

È un esempio perfetto di come geochimica, climatologia e dati ambientali convergano in una ricerca che ha effetti concreti su turismo, ecosistemi e gestione costiera.

Ed è anche un caso emblematico di come l’accesso a dati di lunga durata (in questo caso, i coralli) possa migliorare drasticamente le capacità predittive in campo ambientale.

 Max Planck InstituteNature
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