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Lettura: Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l’immunità precoce del neonato
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Salute

Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l’immunità precoce del neonato

Una recente indagine di respiro internazionale ha fornito prove determinanti sull'efficacia della vaccinazione materna contro la pertosse, evidenziando come tale intervento non si limiti alla protezione della gestante, ma potenzi attivamente il sistema immunitario neonatale. Attraverso il trasferimento transplacentare di anticorpi, i nascituri acquisiscono una difesa immunitaria precoce, fondamentale per contrastare l'infezione nelle prime settimane di vita

Denise Meloni 5 minuti fa Commenta! 11
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Una ricerca di rilevanza internazionale, coordinata dal Radboud University Medical Center, ha gettato nuova luce sull’efficacia della vaccinazione prenatale come strumento di protezione neonatale. Lo studio conferma che la somministrazione del vaccino della pertosse alle donne in gravidanza innesca un processo fondamentale di trasferimento di anticorpi attraverso la placenta, garantendo al nascituro una difesa immunitaria immediata.

Contenuti di questo articolo
L’importanza strategica della vaccinazione per la pertosse alla ventiduesima settimanaDifferenze strutturali tra vaccini a cellule intere e acellulariImpatto umanitario e salvaguardia della vita nei paesi a basso reddito
Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l'immunità precoce del neonato
Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l’immunità precoce del neonato

L’importanza strategica della vaccinazione per la pertosse alla ventiduesima settimana

La scoperta più significativa riguarda la localizzazione di tali anticorpi, i quali sono stati rilevati non solo nel sistema circolatorio del neonato, ma anche nella mucosa nasale. Quest’ultimo dettaglio è di cruciale importanza scientifica, poiché il naso rappresenta la principale via d’accesso nell’organismo per il batterio della pertosse. La dimostrazione che la protezione materna raggiunga effettivamente le superfici mucosali del bambino rafforza drasticamente le basi biologiche a sostegno di questa strategia vaccinale.

A partire dal 2019, il sistema sanitario dei Paesi Bassi ha introdotto attivamente l’offerta vaccinale contro la pertosse per le donne in stato di gravidanza, pratica nota come l’iniezione della ventiduesima settimana. L’immunologo Dimitri Diavatopoulos del Radboudumc spiega che l’obiettivo primario di questo intervento è colmare una pericolosa finestra di vulnerabilità.

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Nelle prime settimane di vita, infatti, i neonati presentano un sistema immunitario estremamente fragile e non sono ancora idonei a ricevere cicli vaccinali diretti. Pertanto, l’immunizzazione della madre durante la gestazione funge da scudo biologico temporaneo, permettendo al bambino di nascere con un corredo difensivo già pronto a contrastare potenziali infezioni batteriche letali.

Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l'immunità precoce del neonato
Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l’immunità precoce del neonato

Sebbene la pertosse sia considerata una patologia sotto controllo nel contesto europeo, essa continua a rappresentare una minaccia mortale in diverse aree del mondo, specialmente nei paesi a basso e medio reddito dove l’accesso ai vaccini è limitato. Le statistiche globali indicano una mortalità annua che oscilla tra i 200.000 e i 300.000 decessi, colpendo in modo sproporzionato i neonati.

Lo studio clinico condotto dal Radboudumc in collaborazione con la Medical Research Council Unit in Gambia ha coinvolto un campione di 343 madri e i rispettivi figli. Attraverso l’analisi comparativa tra donne vaccinate e non vaccinate, i ricercatori hanno potuto constatare con precisione come gli anticorpi trasmessi per via placentare fossero sistematicamente presenti nella mucosa nasale dei neonati del gruppo vaccinato, convalidando l’efficacia del trasferimento immunitario su scala globale.

I risultati di questa ricerca sottolineano come la medicina preventiva possa intervenire efficacemente già prima della nascita per ridurre drasticamente l’incidenza di malattie respiratorie gravi. La presenza documentata di anticorpi nel sito di ingresso dell’infezione suggerisce che il vaccino materno non solo mitighi i sintomi della malattia, ma possa agire come una vera e propria barriera protettiva superficiale.

Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l'immunità precoce del neonato
Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l’immunità precoce del neonato

Questa lezione di economia immunitaria dimostra che la protezione del neonato dipende in larga misura dalle politiche di salute pubblica che promuovono la vaccinazione durante la gravidanza, offrendo una soluzione concreta e scientificamente provata per abbattere i tassi di mortalità infantile legati alla pertosse in tutto il mondo.

Differenze strutturali tra vaccini a cellule intere e acellulari

Le recenti evidenze emerse dallo studio evidenziano una disparità significativa nella forza della risposta immunitaria neonatale in base alla tipologia di vaccino somministrato. I neonati sottoposti a un ciclo vaccinale a cellule intere nelle settimane otto, dodici e sedici hanno mostrato, in media, una reattività anticorpale superiore rispetto ai soggetti che hanno ricevuto il vaccino acellulare. Questa discrepanza suggerisce che l’esposizione al patogeno in una forma più completa, sebbene inattivata, possa stimolare il sistema immunitario in modo più profondo e articolato, influenzando la qualità della protezione nelle prime fasi cruciali della vita.

La distinzione fondamentale tra queste due formulazioni risiede nella complessità della loro composizione antigenica. Come illustrato dall’immunologo Dimitri Diavatopoulos, il vaccino a cellule intere è costituito dal batterio della pertosse nella sua interezza, reso inoffensivo tramite processi di inattivazione ma capace di presentare al sistema immunitario l’intero spettro delle proteine batteriche.

Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l'immunità precoce del neonato
Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l’immunità precoce del neonato

Al contrario, il vaccino acellulare è il risultato di un processo di purificazione che seleziona solo alcuni componenti specifici del batterio. Sebbene quest’ultima tecnologia sia stata progettata per ridurre l’incidenza di effetti collaterali, essa limita necessariamente la varietà di segnali biologici che il sistema immunitario può riconoscere e memorizzare.

Un aspetto centrale della ricerca riguarda la persistenza della difesa immunitaria nel tempo. La ricercatrice Janeri Fröberg sottolinea come i vaccini acellulari, pur essendo generalmente meglio tollerati dal punto di vista delle reazioni avverse immediate, tendano a offrire una protezione di durata inferiore. Al contrario, i risultati suggeriscono che l’approccio a cellule intere possa favorire lo sviluppo di una memoria immunologica più robusta e duratura.

Questa osservazione è di particolare rilievo se si considera che, dal 2005, l’Europa ha adottato quasi esclusivamente la versione acellulare, mentre la maggior parte dei paesi a basso e medio reddito ha mantenuto l’uso della formulazione a cellule intere, creando involontariamente uno scenario globale diversificato per l’analisi della longevità immunitaria.

Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l'immunità precoce del neonato
Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l’immunità precoce del neonato

I risultati ottenuti aprono un dibattito complesso sulla necessità di rivalutare le strategie di immunizzazione a seconda del contesto epidemiologico e delle risorse disponibili. Sebbene la maggiore tollerabilità dei vaccini acellulari rimanga un valore fondamentale per i sistemi sanitari avanzati, l’efficacia superiore riscontrata nei modelli a cellule intere pone interrogativi sulla gestione della protezione a lungo termine.

I ricercatori del Radboudumc evidenziano che sono indispensabili ulteriori indagini per tradurre questi dati immunologici in evidenze cliniche dirette, al fine di determinare se e come le politiche vaccinali debbano evolversi per garantire il massimo equilibrio tra sicurezza del paziente e stabilità della copertura immunitaria globale.

Impatto umanitario e salvaguardia della vita nei paesi a basso reddito

Nel panorama della sanità pubblica dei Paesi Bassi, le evidenze emerse da questa ricerca consolidano l’importanza cruciale della vaccinazione somministrata alla ventiduesima settimana di gestazione. Questo specifico intervento clinico è progettato per garantire che il neonato entri nel mondo con una protezione immunitaria già attiva, coprendo quel periodo di estrema vulnerabilità che intercorre tra la nascita e la possibilità di ricevere le prime dosi vaccinali dirette. La capacità degli anticorpi materni di migrare non solo nel sangue ma anche nelle mucose nasali del bambino assicura una difesa immediata proprio nel sito di ingresso del batterio, riducendo drasticamente il rischio di complicazioni gravi nei primi mesi di vita.

Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l'immunità precoce del neonato
Pertosse: la vaccinazione materna come pilastro per l’immunità precoce del neonato

L’estensione dei risultati dello studio ai paesi a basso e medio reddito assume una rilevanza umanitaria ancora più profonda, considerando che queste regioni registrano la stragrande maggioranza dei decessi legati alla pertosse a livello globale. L’implementazione sistematica della vaccinazione materna in queste aree potrebbe rappresentare una svolta decisiva nella riduzione della mortalità infantile. Laddove le infrastrutture sanitarie e l’accesso tempestivo alle cure neonatali sono limitati, fornire ai neonati uno scudo immunitario prenatale attraverso la placenta costituisce una strategia preventiva altamente efficace e sostenibile, capace di salvare centinaia di migliaia di vite umane ogni anno.

Un aspetto fondamentale emerso dall’analisi riguarda la validazione scientifica delle attuali raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per i paesi che utilizzano ancora il vaccino a cellule intere. I risultati indicano che questa formulazione, pur essendo tecnologicamente precedente a quella acellulare utilizzata in Europa, potrebbe effettivamente garantire un’immunità più robusta e una memoria immunologica di maggiore durata. Questo dato fornisce un solido supporto razionale al mantenimento del vaccino a cellule intere in molti programmi di immunizzazione nazionali, poiché la protezione a lungo termine che esso offre risulta essenziale in contesti epidemiologici dove la circolazione del batterio è ancora elevata.

In ultima analisi, lo studio sottolinea la necessità di una convergenza tra la ricerca clinica avanzata 21e le politiche sanitarie globali, evidenziando come non esista una soluzione unica applicabile universalmente a ogni contesto. Mentre le nazioni con sistemi sanitari avanzati come i Paesi Bassi ottimizzano la protezione neonatale attraverso tempistiche precise durante la gravidanza, le nazioni in via di sviluppo beneficiano della superiore persistenza immunitaria garantita dalle formulazioni a cellule intere.

Questa visione diversificata permette di calibrare gli interventi di salute pubblica in modo che ogni neonato, indipendentemente dal luogo di nascita, possa beneficiare dei più elevati standard di protezione possibili contro una malattia ancora insidiosa come la pertosse.

Lo studio è stato pubblicato su The Lancet Microbe.

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