Il nucleo interno della Terra è una delle componenti più enigmatiche del nostro pianeta, situato a oltre 5.000 chilometri sotto la superficie, questo nucleo solido, composto principalmente da ferro e nichel, ha un diametro di circa 2.440 chilometri, paragonabile alle dimensioni di Plutone. Nonostante la sua distanza e inaccessibilità, gli scienziati hanno sviluppato metodi innovativi per studiarne le caratteristiche e il comportamento, rivelando dinamiche sorprendenti che influenzano vari processi terrestri.
Recentemente, uno studio condotto dal geofisico John Vidale dell’Università della California del Sud ha portato alla luce nuove informazioni sul comportamento del nucleo interno, ciò utilizzando dati sismici provenienti da 168 coppie di terremoti ripetuti, grazie alle quali il team ha osservato variazioni nelle onde sismiche che attraversano il nucleo.

Queste variazioni suggeriscono non solo un cambiamento nella velocità di rotazione del nucleo interno, ma anche una possibile alterazione nella sua forma, una scoperta che apre nuove prospettive nella comprensione delle dinamiche interne della Terra e delle loro implicazioni sui fenomeni geofisici osservabili in superficie.
La rotazione del nucleo interno è un fenomeno già noto, con evidenze che indicano una super-rotazione rispetto al resto del pianeta, tuttavia le recenti osservazioni indicano che questa rotazione potrebbe aver rallentato negli ultimi anni.
Le variazioni nelle onde sismiche, analizzate attraverso coppie di terremoti quasi identici, hanno permesso di escludere che tali differenze siano dovute solo a cambiamenti nella velocità di rotazione, al più i dati suggeriscono modifiche nella forma del nucleo interno, evidenziando una complessità strutturale finora non completamente compresa.
Queste scoperte sono fondamentali per approfondire la nostra conoscenza sulla struttura interna della Terra e sui processi che influenzano il campo magnetico terrestre, la durata del giorno e altri fenomeni geofisici, comprendere le dinamiche del nucleo interno non solo arricchisce la geofisica teorica, ma ha anche potenziali implicazioni pratiche nella previsione e mitigazione di eventi sismici e nella comprensione dei cambiamenti climatici a lungo termine.
Le implicazioni della scoperta sul nucleo interno
Le variazioni nella forma del nucleo interno della Terra suggeriscono che le dinamiche profonde del nostro pianeta siano molto più complesse di quanto si pensasse: se fino ad ora la ricerca si era concentrata soprattutto sulla sua rotazione e sulla sua struttura stratificata, questo nuovo studio introduce un ulteriore livello di complessità: il nucleo potrebbe essere soggetto a deformazioni interne, causate da forze ancora poco comprese.

Queste alterazioni potrebbero avere un impatto su diversi fenomeni geofisici:
- il campo magnetico terrestre –> il nucleo interno svolge un ruolo fondamentale nella generazione del campo magnetico della Terra, le correnti di convezione nel nucleo esterno fluido, che circonda quello solido, sono responsabili della creazione della dinamo terrestre.
Se il nucleo interno sta effettivamente cambiando forma, potrebbe significare che le interazioni tra i due strati stanno variando nel tempo, con possibili effetti sulla stabilità del campo magnetico; - la lunghezza del giorno –> le oscillazioni nella rotazione del nucleo sono già state collegate a piccole variazioni nella durata del giorno terrestre, se il nucleo sta modificando la sua struttura interna, questo potrebbe influenzare il modo in cui l’energia viene trasferita tra le profondità del pianeta e la crosta, con effetti sulla rotazione terrestre;
- i terremoti e le attività geologiche –> anche se il nucleo interno non è direttamente collegato alle placche tettoniche, le sue dinamiche potrebbero influenzare i moti convettivi nel mantello, che a loro volta giocano un ruolo chiave nella tettonica delle placche, una variazione nella forma del nucleo potrebbe dunque avere ripercussioni indirette sui fenomeni sismici.
Come studiamo il nucleo interno?
A oltre 5.000 chilometri di profondità, il nucleo della Terra è completamente inaccessibile per qualsiasi tipo di esplorazione diretta, pertanto gli scienziati devono affidarsi a metodi indiretti per studiarlo, e l’approccio più efficace è l’analisi delle onde sismiche generate dai terremoti.
Ogni volta che un terremoto di grande intensità si verifica, produce onde sismiche che si propagano in tutto il pianeta, ed alcune di queste onde attraversano il nucleo e subiscono delle deviazioni, rallentamenti o accelerazioni a seconda della densità e delle caratteristiche dei materiali incontrati.
Lo studio in questione ha utilizzato terremoti ripetuti, cioè eventi sismici quasi identici che si verificano nella stessa posizione in momenti diversi, confrontando le onde sismiche generate da questi eventi, gli scienziati hanno potuto rilevare variazioni nelle loro traiettorie, indicando possibili cambiamenti nel nucleo interno.

Un aspetto interessante della ricerca è che le differenze osservate non possono essere spiegate unicamente da un cambio nella velocità di rotazione del nucleo, questo suggerisce che la sua forma potrebbe essere in evoluzione, probabilmente a causa di forze interne ancora poco conosciute.
In sintesi, le recenti ricerche sul nucleo interno della Terra stanno rivelando una complessità dinamica sorprendente, con cambiamenti sia nella velocità di rotazione che nella forma, queste scoperte rappresentano un passo significativo verso una comprensione più approfondita del cuore del nostro pianeta e delle forze che modellano la sua evoluzione e il suo comportamento.
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