Elon Musk ha lanciato un messaggio chiaro: la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dovrebbe essere dismessa al più presto, anticipando la sua dismissione ben prima della data ufficiale del 2030. Con un post su X (ex Twitter), il fondatore di SpaceX ha dichiarato:
“È ora di iniziare i preparativi per deorbitare la Stazione Spaziale. Ha servito il suo scopo. C’è pochissima utilità incrementale. Andiamo su Marte.”
Parole che hanno sorpreso NASA e i partner internazionali (ESA, Canada e Giappone), impegnati a garantire l’operatività della ISS per altri cinque anni.
Perché Musk vuole accelerare la fine della ISS?
Il progetto della Stazione Spaziale Internazionale è costato oltre 150 miliardi di dollari ed è attivo dal 1998. Tuttavia, secondo Musk, il suo valore scientifico è ormai limitato e le risorse andrebbero destinate a missioni più ambiziose, come l’esplorazione di Marte.

Questa presa di posizione arriva in un momento particolare: nel 2024, la NASA ha affidato proprio a SpaceX il compito di sviluppare il veicolo che guiderà la ISS verso il rientro controllato nell’atmosfera terrestre. Ora, però, Musk suggerisce di anticipare il processo di almeno quattro anni.
Alla domanda di un giornalista su X riguardo alla tempistica, il miliardario ha risposto:
“La decisione spetta al Presidente, ma la mia raccomandazione è di farlo il prima possibile. Io consiglio entro due anni.”
Cosa accadrà se la ISS verrà dismessa prima del previsto?
L’ipotesi di una chiusura anticipata preoccupa la NASA e gli alleati internazionali. Il rischio principale è quello di un vuoto nell’orbita terrestre bassa, prima che le nuove stazioni spaziali commerciali siano operative. Questo scenario potrebbe favorire la Cina, che ha già costruito la propria base orbitale, Tiangong, e sta ampliando la sua presenza nello spazio.
Se la ISS venisse dismessa in anticipo, gli astronauti americani potrebbero trovarsi senza una base orbitale attiva, almeno fino al completamento di progetti privati come Axiom Space o le future stazioni sviluppate con il supporto della NASA.

Il vero obiettivo di Musk: Marte nel mirino
L’accelerazione sulla ISS si inserisce nel piano più ampio di Musk: portare l’umanità su Marte. SpaceX sta già sviluppando il razzo Starship, progettato proprio per le missioni interplanetarie. Secondo il visionario imprenditore, è il momento di concentrare tutti gli sforzi su questo obiettivo, lasciando l’orbita terrestre alle aziende private.
Cosa farà la NASA?
Al momento, la NASA non ha risposto ufficialmente alle dichiarazioni di Musk. L’agenzia spaziale dovrà valutare se accettare la proposta di una chiusura anticipata o mantenere il piano originale fino al 2030.
E tu, cosa ne pensi? La ISS ha davvero esaurito il suo scopo o dovrebbe restare operativa più a lungo? Dicci la tua nei commenti!