L’idrogeno verde è considerato uno dei pilastri della transizione energetica, ma c’è un grande problema: per produrlo serve l’iridio, un metallo rarissimo e costosissimo (vale più dell’oro, circa 5.000 dollari l’oncia).
Da decenni i ricercatori cercano alternative, e ora un team della Northwestern University, in collaborazione con il Toyota Research Institute, sembra aver trovato la soluzione.
Il segreto? Una “megalibreria” di nanoparticelle
Gli scienziati hanno utilizzato una tecnologia rivoluzionaria chiamata megalibreria, una sorta di “fabbrica di dati” per nanomateriali: un chip che contiene milioni di nanoparticelle diverse, ciascuna con una composizione unica.

In pratica è come avere un esercito di ricercatori miniaturizzati che testano milioni di combinazioni chimiche contemporaneamente.
Grazie a questo approccio, il team è riuscito a scoprire in tempi record un nuovo catalizzatore basato su quattro metalli comuni (rutenio, cobalto, manganese e cromo).
Prestazioni da top player, ma a costo minimo
Il nuovo materiale ha dimostrato in laboratorio un’efficienza pari, e in alcuni casi superiore, a quella dell’iridio, con una stabilità sorprendente anche in condizioni difficili; non solo: costa circa 1/16 rispetto all’iridio.

In test a lungo termine ha funzionato per oltre 1.000 ore senza degradarsi, aprendo la strada a un possibile utilizzo su larga scala nei dispositivi per la produzione di idrogeno.
Perché è importante
Questo è importante perché:
- L’idrogeno verde diventa più accessibile: eliminare la dipendenza dall’iridio significa abbassare i costi e rendere questa tecnologia davvero competitiva.
- Un metodo rivoluzionario: la megalibreria non serve solo per l’idrogeno, ma può accelerare la scoperta di materiali in tantissimi campi: batterie, dispositivi medici, ottica avanzata.
- Verso l’IA: i dati raccolti da queste librerie potranno essere elaborati con algoritmi di intelligenza artificiale per scoprire nuovi materiali ancora più velocemente.

Il futuro dell’energia passa da qui
Come ha detto Chad Mirkin, ideatore della megalibreria: “Il mondo non usa i materiali migliori, ma quelli che ha trovato con gli strumenti disponibili all’epoca. Ora è il momento di ribaltare tutto e scoprire davvero i migliori materiali per ogni esigenza, senza compromessi.”
Insomma, la corsa all’idrogeno verde potrebbe aver appena cambiato marcia.