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Lettura: Un interruttore genetico può bloccare la formazione delle cellule adipose: cosa ha scoperto la ricerca
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NotiziaSalute

Un interruttore genetico può bloccare la formazione delle cellule adipose: cosa ha scoperto la ricerca

Uno studio rivela un interruttore genetico che impedisce la formazione delle cellule adipose, con possibili implicazioni per obesità e diabete.

Redazione 52 secondi fa Commenta! 5
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Bloccare il grasso prima che si formi. Non bruciarlo dopo, non eliminarlo a posteriori, ma impedire alle cellule di diventare adipose. È questo il risultato sorprendente di un nuovo studio che ha individuato un vero e proprio interruttore genetico capace di arrestare la produzione di cellule adipose alla radice.

Contenuti di questo articolo
Due proteine che decidono il destino delle celluleIl ruolo chiave di Ppar-γUn interruttore epigenetico che spegne Ppar-γCosa succede togliendo il frenoImplicazioni per obesità e diabetePerché serve cautelaUna scoperta che cambia il modo di guardare al grasso

La scoperta arriva dalla ricerca di base, ma apre scenari rilevanti per lo studio delle malattie metaboliche. Lo studio è stato condotto nei topi e pubblicato sulla rivista Science Advances, con risultati che stanno attirando molta attenzione nel mondo della biologia cellulare.

Due proteine che decidono il destino delle cellule

Al centro del meccanismo ci sono due proteine chiamate Yap e Taz. Il loro ruolo è quello di spegnere i geni che permettono alle cellule immature di trasformarsi in cellule adipose. In pratica, agiscono come un interruttore biologico che dice alle cellule: “non diventerai grasso”.

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Queste proteine non sono una novità assoluta per la scienza. Sono note da tempo perché fanno parte della via Hippo, un sistema di controllo che regola la crescita degli organi e decide se una cellula debba dividersi, specializzarsi o andare incontro alla morte cellulare. La novità è aver capito che possono anche fermare la formazione del tessuto adiposo.

Il ruolo chiave di Ppar-γ

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I ricercatori sono partiti da una proteina già molto studiata: Ppar-γ, considerata il regolatore principale della formazione delle cellule adipose. Quando Ppar-γ è attiva, accende una cascata di geni che spinge le cellule a diventare adipociti e a mantenere quella funzione nel tempo.

Nei topi in cui Ppar-γ non funziona, il tessuto adiposo non si forma nemmeno con una dieta ricca di grassi. Questo aveva già mostrato quanto fosse centrale nel metabolismo del grasso.

Il nuovo studio ha però mostrato che Ppar-γ non è l’ultimo anello della catena.

Un interruttore epigenetico che spegne Ppar-γ

Il team di ricerca ha scoperto l’esistenza di un interruttore epigenetico, cioè un meccanismo che regola l’attività dei geni senza modificare il Dna. Questo interruttore è in grado di bloccare direttamente l’azione di Ppar-γ.

Quando entrano in gioco Yap e Taz, i comandi di Ppar-γ vengono ignorati. Le cellule non ricevono più il segnale che le spinge a trasformarsi in adipociti.

In condizioni normali, però, Yap e Taz sono tenute sotto controllo dalla via Hippo. È un sistema di sicurezza che evita un’attività eccessiva.

Cosa succede togliendo il freno

Cellule

I ricercatori hanno rimosso questo freno nei topi. Il risultato è stato netto: Yap e Taz sono diventate iperattive.

Non solo hanno impedito la formazione di nuove cellule adipose, ma hanno anche fatto qualcosa di ancora più sorprendente. Le cellule adipose già esistenti hanno iniziato a regredire, tornando a uno stadio precedente, meno specializzato.

In pratica, il tessuto adiposo non solo smetteva di crescere, ma perdeva parte della sua identità.

Implicazioni per obesità e diabete

Questa scoperta apre una strada nuova nello studio delle malattie metaboliche come obesità e diabete di tipo 2. La maggior parte delle terapie attuali cerca di ridurre l’assorbimento dei grassi, aumentare il consumo energetico o migliorare la risposta all’insulina.

Qui l’approccio è diverso: intervenire prima, bloccando la nascita delle cellule adipose.

È una prospettiva potente, ma ancora lontana dall’applicazione clinica.

Perché serve cautela

Gli stessi autori dello studio sottolineano che i risultati sono stati ottenuti nei topi. Prima di qualsiasi applicazione sull’uomo sarà necessario capire se lo stesso interruttore genetico esiste anche nelle cellule umane e se può essere attivato senza effetti collaterali.

La via Hippo, infatti, controlla processi fondamentali come la crescita degli organi. Alterarla senza precisione potrebbe avere conseguenze serie.

Una scoperta che cambia il modo di guardare al grasso

Il valore dello studio non sta solo nelle possibili terapie future, ma anche nel cambio di prospettiva. Il tessuto adiposo non è più visto solo come qualcosa da eliminare, ma come il risultato di decisioni cellulari precise, regolabili e reversibili.

Capire questi meccanismi significa avere strumenti migliori per affrontare le malattie metaboliche alla radice, non solo nei loro effetti finali.

La strada è ancora lunga, ma questo interruttore genetico rappresenta un passo importante verso una comprensione più profonda di come il nostro corpo decide quando e come accumulare grasso.

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