Un’oscillazione minuscola, ma ostinata. Un segnale che non torna. È da questi dettagli che nasce una delle ipotesi più intriganti degli ultimi anni nell’astronomia: l’esistenza di una luna gigante attorno a un pianeta extrasolare. Se confermata, sarebbe la prima esoluna mai individuata fuori dal Sistema solare. E non una qualunque.
Un pianeta che non si comporta come dovrebbe
Il protagonista è HD 206893 B, un pianeta massiccio che orbita attorno a una stella situata a circa 133 anni luce dalla Terra. Non è piccolo. Parliamo di un gigante gassoso con una massa 28 volte quella di Giove. Oggetti così grandi dovrebbero seguire orbite prevedibili, lisce, quasi noiose.
Invece no.
Gli astronomi hanno notato che HD 206893 B mostra una oscillazione avanti e indietro, una sorta di “dondolio” che non si spiega con la sola interazione con la sua stella. Un comportamento che fa pensare a un compagno invisibile che lo tira gravitazionalmente.
Lo strumento che ha fatto emergere il segnale
A rilevare l’anomalia è stato GRAVITY, uno degli strumenti più avanzati installati sul Very Large Telescope, nel deserto di Atacama.
GRAVITY è specializzato in misure di astrometria estremamente precise, capaci di individuare spostamenti minuscoli nella posizione apparente di un oggetto celeste. Proprio questo livello di precisione ha permesso di notare che il pianeta non segue un’orbita perfettamente regolare.
Secondo i dati, l’oscillazione ha un periodo di circa nove mesi e un’ampiezza paragonabile alla distanza tra la Terra e la Luna. Un valore che, per gli astronomi, suona come un campanello d’allarme.
Perché si parla di una possibile esoluna

Il segnale osservato è coerente con la presenza di una luna estremamente massiccia che orbita attorno al pianeta. A spiegarlo è Quentin Kral, che ha sottolineato come questo tipo di oscillazione sia esattamente ciò che ci si aspetta quando un pianeta è accompagnato da un compagno orbitale.
La luna ipotizzata avrebbe caratteristiche fuori scala:
– periodo orbitale di circa nove mesi
– distanza dal pianeta pari a un quinto della distanza Terra-Sole
– orbita inclinata di circa 60 gradi rispetto al piano orbitale del pianeta
Un’inclinazione così marcata suggerisce che il sistema abbia vissuto interazioni violente in passato, forse incontri ravvicinati con altri corpi o instabilità dinamiche.
Una massa che mette in crisi la definizione di “luna”
Qui arriva il punto più destabilizzante. Se i calcoli sono corretti, questa possibile esoluna avrebbe una massa pari a circa il 40% di quella di Giove. In pratica, nove volte la massa di Nettuno.
A questo livello, la distinzione tra luna e pianeta secondario diventa sfumata. Un oggetto così grande non assomiglia a nulla che conosciamo nel Sistema solare. Sarebbe migliaia di volte più massiccio di qualsiasi luna che orbita attorno ai nostri pianeti.
Se confermata, questa scoperta costringerebbe gli astronomi a rivedere la definizione stessa di luna, aprendo scenari nuovi sulla formazione dei sistemi planetari.
Uno studio ancora in attesa di conferma
I risultati sono stati condivisi sulla piattaforma arXiv e sono in fase di pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics. Questo significa una cosa chiara: l’ipotesi è solida, ma non definitiva.
Serviranno ulteriori osservazioni, probabilmente con strumenti ancora più sensibili, per escludere spiegazioni alternative come interazioni gravitazionali più complesse o effetti sistematici nei dati.
Perché questa possibile scoperta è così importante

Le esolune sono considerate uno degli ultimi grandi “buchi” nell’esplorazione degli esopianeti. Ne sono state proposte diverse negli anni, ma nessuna ha mai superato il vaglio definitivo della comunità scientifica.
Trovare una luna attorno a un pianeta extrasolare non è solo una curiosità. Significa capire meglio come si formano i sistemi planetari, come evolvono e quali configurazioni sono davvero possibili nell’universo.
In alcuni scenari, le esolune potrebbero persino offrire ambienti favorevoli alla vita. Questa, però, è un’altra storia.
Per ora, resta un segnale enigmatico. Piccolo. Preciso. E sufficiente a far vacillare le certezze.
Dicci cosa ne pensi nei commenti: stiamo davvero osservando la prima esoluna o è solo un’illusione gravitazionale?
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