L’idrogeno verde è considerato uno degli assi portanti della transizione energetica globale. Ma tra teoria e pratica c’è ancora un divario importante: produrlo su larga scala costa troppo e comporta criticità ambientali non trascurabili.

Uno dei metodi più avanzati per ottenerlo è l’elettrolisi PEM (Proton Exchange Membrane), una tecnologia particolarmente adatta a lavorare con fonti rinnovabili intermittenti come eolico e solare. Il problema? I costi restano superiori rispetto alla produzione di idrogeno da fonti fossili. Inoltre, gli attuali sistemi PEM utilizzano PFAS, i cosiddetti “forever chemicals”, sostanze persistenti nell’ambiente che l’Unione Europea intende eliminare gradualmente per i rischi legati a salute ed ecosistemi.
SUPREME: l’idrogeno del futuro senza PFAS
Per rispondere a queste sfide nasce SUPREME, progetto finanziato dall’UE che nei prossimi tre anni svilupperà un sistema di elettrolisi privo di PFAS, più efficiente e meno dipendente da materie prime critiche come l’iridio.
Il consorzio è guidato dall’Università della Danimarca Meridionale e coinvolge diversi partner europei. L’obiettivo è ambizioso: rendere l’idrogeno verde più competitivo sul piano economico e realmente sostenibile dal punto di vista ambientale.
Perché è così importante?
L’idrogeno è già oggi utilizzato in grandi quantità nell’industria, ad esempio per la produzione di ammoniaca, metanolo e acciaio. E la domanda è destinata ad aumentare. Se si riuscirà a produrlo a costi comparabili a quelli dell’idrogeno fossile – eliminando al contempo sostanze problematiche – potrebbe diventare un pilastro ancora più centrale nella decarbonizzazione industriale.

Non solo: l’idrogeno verde rappresenta anche una possibile soluzione per lo stoccaggio dell’energia rinnovabile in eccesso, un tema cruciale in un sistema elettrico sempre più basato su fonti intermittenti.
Nuove membrane e meno metalli rari
Uno dei punti chiave del progetto riguarda lo sviluppo di membrane alternative prive di PFAS, capaci di garantire le stesse prestazioni in termini di efficienza e durabilità richieste dall’industria.
Parallelamente, i ricercatori stanno lavorando per ridurre drasticamente l’uso di iridio, metallo raro e costoso impiegato nei catalizzatori PEM. L’obiettivo è tagliarne l’utilizzo fino al 75%, affiancando sistemi di riciclo in grado di recuperare fino al 90% del materiale ancora necessario.
Tecnologia e collaborazione europea
Il progetto coinvolge diversi centri di eccellenza: dalla produzione delle unità elettrodo-membrana allo sviluppo di un innovativo elettrolizzatore rotante pensato per migliorare le prestazioni complessive del sistema.

Finanziato attraverso la Clean Energy Transition Partnership (CETPartnership) nell’ambito del bando congiunto 2024 e cofinanziato dalla Commissione Europea, SUPREME rappresenta un tentativo concreto di superare uno dei principali ostacoli dell’economia dell’idrogeno: renderlo davvero verde, non solo nel nome.
Se la sfida verrà vinta, l’idrogeno potrebbe passare da promessa tecnologica a infrastruttura chiave della transizione energetica europea.