Il 2025 ha regalato immagini che non sono semplici cartoline cosmiche. Sono fotografie che raccontano eventi rari, catturati da telescopi terrestri, sonde spaziali, astronauti e astrofotografi. Una classifica firmata LiveScience riunisce alcuni degli scatti più spettacolari dell’anno. Il filo conduttore è chiaro: l’Universo osservato da prospettive sempre più diverse.
La cometa interstellare che sembra un arcobaleno
Tra i protagonisti spicca la 3I/Atlas, la terza cometa interstellare osservata mentre attraversa il Sistema Solare. La sua origine esterna ha attirato l’attenzione di osservatori di tutto il pianeta. Una delle immagini più suggestive arriva dal Gemini North, alle Hawaii.
Sedici esposizioni combinate e filtri cromatici hanno trasformato la chioma della cometa in un arcobaleno cosmico, mostrando getti e strutture che raccontano l’interazione tra ghiacci, polveri e radiazione solare.
Ua ʻŌhiʻa Lani, i nuovi Pilastri della Creazione
Dallo stesso telescopio arriva anche Ua ʻŌhiʻa Lani, una struttura stellare che richiama i celebri Pilastri della Creazione immortalati dal Hubble Space Telescope e poi dal James Webb Space Telescope.
Il nome hawaiano significa “piogge celestiali” e descrive un insieme di gas e polveri scolpite dalla nascita di nuove stelle. L’immagine mostra come le regioni di formazione stellare restino laboratori naturali di forme e contrasti estremi.
La parata dei pianeti vista dalla Terra

Tra fine gennaio e inizio febbraio 2025 il cielo ha offerto una parata planetaria rara: fino a sei pianeti visibili nello stesso arco temporale. Dall’Italia, l’astrofisico Gianluca Masi ha documentato l’evento per il Virtual Telescope.
Dalla Francia, l’astrofotografo Gwenaël Blanck ha realizzato una composizione che mostra i pianeti in ordine di distanza dalla Terra. Un colpo d’occhio che rende immediata la geometria del Sistema Solare.
La caduta di Icaro davanti al Sole
Sembra una scena mitologica, invece è reale. La caduta di Icaro mostra la fase iniziale del lancio di un paracadutista, ripreso mentre attraversa il disco solare. Lo scatto è dell’astrofotografo californiano Andrew McCarthy.
La scala dell’immagine inganna l’occhio. L’uomo appare minuscolo e vulnerabile contro l’enorme superficie del Sole, in un contrasto che mescola sport estremo e astronomia.
M61 e il nuovo sguardo del Vera Rubin
La galassia a spirale Messier 61 è stata fotografata con una coda stellare sorprendente dal Vera Rubin Observatory, inaugurato nel 2025 sulle Ande cilene.
È una dimostrazione della potenza dei nuovi telescopi di survey: non solo catalogare oggetti, ma cogliere dettagli dinamici su scala galattica.
Bolle di gas, stelle farfalla e vulcani marziani

Tra le immagini più evocative c’è Anello di diamanti, una bolla di gas in espansione nella costellazione del Cigno, fotografata dal SOFIA. Ha un diametro di circa 20 anni luce e racconta una regione di formazione stellare in piena attività.
Il James Webb ha invece ritratto la Stella Farfalla, IRAS 04302+2247, a circa 525 anni luce, con ali di polveri illuminate che sembrano disegnate.
Su Marte, la sonda Mars Odyssey ha catturato la cima del vulcano Arsia Mons, alta 19 chilometri, che emerge tra le nubi.
L’Occhio di Sauron e gli sprite sopra la Terra
Tra gli scatti più inquietanti c’è l’Occhio di Sauron, il campo magnetico di un getto di energia sparato dal quasar PKS 1424+240, un buco nero supermassiccio al centro di una galassia lontana.
Chiude la selezione uno sprite, una scarica energetica generata da forti temporali, fotografata dall’astronauta Nichole Ayers dalla Stazione Spaziale Internazionale. Sembra una medusa luminosa sospesa sopra la Terra.
Quando l’astronomia diventa racconto visivo
Queste immagini non mostrano solo oggetti lontani. Raccontano come osserviamo oggi l’Universo: con strumenti sempre più sensibili e con occhi umani che cercano connessioni, forme e storie.
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