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Lettura: La cometa dorata si sta disintegrando: cosa rivelano le nuove immagini ad alta risoluzione
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La cometa dorata si sta disintegrando: cosa rivelano le nuove immagini ad alta risoluzione

Tre frammenti ripresi dal Mauna Kea confermano la disintegrazione

Redazione 3 minuti fa Commenta! 5
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Sta letteralmente cadendo a pezzi davanti ai nostri occhi. La cosiddetta cometa dorata mostra ora in modo inequivocabile i segni della sua frantumazione, grazie a nuove immagini ad altissima risoluzione che raccontano una storia dinamica, violenta e affascinante del Sistema solare in azione.

Contenuti di questo articolo
Le immagini che confermano la frattura del nucleoUn quadro che si arricchisce di osservazioniCosa ha causato la disintegrazioneUna cometa nata ai confini del Sistema solarePerché queste immagini sono importantiUn evento che unisce scienza e osservazione dal basso

La protagonista è C/2025 K1 (Atlas), una cometa che dopo il passaggio ravvicinato al Sole nell’autunno 2025 ha iniziato a disgregarsi. Le immagini più dettagliate arrivano dal telescopio Gemini North, situato sulla cima del Mauna Kea, alle Hawaii, e mostrano chiaramente tre frammenti luminosi separati, osservati in due momenti distinti.

La cometa dorata si sta disintegrando cosa rivelano le nuove immagini ad alta risoluzione

sta letteralmente cadendo a pezzi davanti ai nostri occhi. La cosiddetta cometa dorata mostra ora in modo inequivocabile i segni della sua frantumazione, grazie a nuove immagini ad altissima risoluzione che raccontano una storia dinamica, violenta e affascinante del sistema solare in azione. La protagonista è c2025 k1 (atlas), una cometa che dopo il passaggio ravvicinato al sole nell’autunno 2025 ha iniziato a disgregarsi. Le immagini più dettagliate arrivano dal telescopio gemini north, situato sulla cima del mauna kea, alle hawaii, e mostrano chiaramente tre frammenti luminosi separati, osservati in due momenti distinti. Le immagini che confermano la frattura del nucleo

le riprese sono state effettuate l’11 novembre e il 6 dicembre 2025. In entrambe le sessioni, gli astronomi hanno potuto distinguere più parti del nucleo originario, segno che la struttura della cometa non ha retto allo stress termico e gravitazionale subito durante l’avvicinamento al sole. I frammenti appaiono luminosi e ben separati, una condizione che ha permesso di studiarne l’evoluzione nel tempo. Non si tratta di una semplice perdita di materiale superficiale, ma di una vera frantumazione del nucleo, uno degli eventi più spettacolari che possano interessare una cometa. Un quadro che si arricchisce di osservazioni

i dati del gemini north si aggiungono a una lunga serie di osservazioni raccolte tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, sia da astronomi professionisti sia da astrofili. Un contributo rilevante è arrivato anche dall’italia. Gianluca masi, responsabile scientifico del virtual telescope project, ha documentato la fase iniziale della frammentazione già all’inizio di novembre. Le sue immagini mostravano tre frammenti principali e lasciavano intuire la possibile presenza di un quarto elemento, non sempre distinguibile con chiarezza. Ancora prima, gli astronomi dell’osservatorio di asiago avevano osservato la cometa spezzata in due parti, separate da circa 2. 000 chilometri, una distanza che ha confermato quanto rapidamente il processo di disgregazione fosse in atto. Cosa ha causato la disintegrazione

il passaggio ravvicinato al sole rappresenta uno stress enorme per una cometa. Il calore intenso provoca la sublimazione rapida dei ghiacci, mentre le forze mareali esercitate dalla gravità solare possono superare la coesione interna del nucleo. Nel caso di c2025 k1 (atlas), tutto indica che la struttura interna fosse relativamente fragile. Una volta superato il perielio, le fratture già presenti si sono ampliate, portando alla separazione in più corpi distinti. Questi eventi non sono rari nella storia delle comete, ma raramente vengono osservati con un livello di dettaglio così elevato. Una cometa nata ai confini del sistema solare

c2025 k1 (atlas) è stata scoperta nel maggio 2025 grazie all’asteroid terrestrial-impact last alert system (atlas). È considerata una cometa del sistema solare esterno e, secondo gli astronomi, si sarebbe formata nella nube di oort. La nube di oort è una vasta regione sferica che si estende ben oltre l’orbita di nettuno ed è popolata da miliardi di corpi ghiacciati. Da lì provengono molte delle comete a lungo periodo, oggetti antichissimi che conservano materiali risalenti alla formazione del sistema solare. Quando una di queste comete viene perturbata gravitazionalmente e inviata verso l’interno, può offrire uno spettacolo straordinario, ma anche estremamente instabile. Perché queste immagini sono importanti

osservare la frammentazione di una cometa in tempo reale permette agli astronomi di studiare la struttura interna di questi corpi, la loro composizione e il modo in cui reagiscono alle sollecitazioni estreme. Ogni frammento diventa una finestra aperta sul passato del sistema solare. Capire come e perché una cometa si rompe aiuta a migliorare i modelli che descrivono l’evoluzione dei piccoli corpi e il loro contributo alla distribuzione di acqua e molecole complesse nei pianeti interni. Un evento che unisce scienza e osservazione dal basso

il caso della cometa dorata dimostra anche quanto sia diventata preziosa la collaborazione tra grandi osservatori internazionali e reti di osservatori indipendenti. Le immagini del gemini north forniscono il dettaglio, mentre quelle raccolte da terra in modo continuativo permettono di seguire l’evoluzione giorno dopo giorno. C2025 k1 (atlas) non è più un singolo oggetto, ma un sistema di frammenti in viaggio. La sua storia non è finita nei prossimi mesi potrebbe continuare a spezzarsi o dissolversi gradualmente, lasciando dietro di sé solo una scia di polveri. Per ora, resta uno degli esempi più chiari e spettacolari di come il sistema solare sia tutt’altro che statico. Seguici su instagram
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Le immagini che confermano la frattura del nucleo

Le riprese sono state effettuate l’11 novembre e il 6 dicembre 2025. In entrambe le sessioni, gli astronomi hanno potuto distinguere più parti del nucleo originario, segno che la struttura della cometa non ha retto allo stress termico e gravitazionale subito durante l’avvicinamento al Sole.

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I frammenti appaiono luminosi e ben separati, una condizione che ha permesso di studiarne l’evoluzione nel tempo. Non si tratta di una semplice perdita di materiale superficiale, ma di una vera frantumazione del nucleo, uno degli eventi più spettacolari che possano interessare una cometa.

Un quadro che si arricchisce di osservazioni

I dati del Gemini North si aggiungono a una lunga serie di osservazioni raccolte tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, sia da astronomi professionisti sia da astrofili. Un contributo rilevante è arrivato anche dall’Italia.

Gianluca Masi, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project, ha documentato la fase iniziale della frammentazione già all’inizio di novembre. Le sue immagini mostravano tre frammenti principali e lasciavano intuire la possibile presenza di un quarto elemento, non sempre distinguibile con chiarezza.

Ancora prima, gli astronomi dell’Osservatorio di Asiago avevano osservato la cometa spezzata in due parti, separate da circa 2.000 chilometri, una distanza che ha confermato quanto rapidamente il processo di disgregazione fosse in atto.

Cosa ha causato la disintegrazione

Il passaggio ravvicinato al Sole rappresenta uno stress enorme per una cometa. Il calore intenso provoca la sublimazione rapida dei ghiacci, mentre le forze mareali esercitate dalla gravità solare possono superare la coesione interna del nucleo.

Nel caso di C/2025 K1 (Atlas), tutto indica che la struttura interna fosse relativamente fragile. Una volta superato il perielio, le fratture già presenti si sono ampliate, portando alla separazione in più corpi distinti.

Questi eventi non sono rari nella storia delle comete, ma raramente vengono osservati con un livello di dettaglio così elevato.

Una cometa nata ai confini del Sistema solare

C/2025 K1 (Atlas) è stata scoperta nel maggio 2025 grazie all’Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System (ATLAS). È considerata una cometa del Sistema solare esterno e, secondo gli astronomi, si sarebbe formata nella Nube di Oort.

La Nube di Oort è una vasta regione sferica che si estende ben oltre l’orbita di Nettuno ed è popolata da miliardi di corpi ghiacciati. Da lì provengono molte delle comete a lungo periodo, oggetti antichissimi che conservano materiali risalenti alla formazione del Sistema solare.

Quando una di queste comete viene perturbata gravitazionalmente e inviata verso l’interno, può offrire uno spettacolo straordinario, ma anche estremamente instabile.

Perché queste immagini sono importanti

Osservare la frammentazione di una cometa in tempo reale permette agli astronomi di studiare la struttura interna di questi corpi, la loro composizione e il modo in cui reagiscono alle sollecitazioni estreme.

Ogni frammento diventa una finestra aperta sul passato del Sistema solare. Capire come e perché una cometa si rompe aiuta a migliorare i modelli che descrivono l’evoluzione dei piccoli corpi e il loro contributo alla distribuzione di acqua e molecole complesse nei pianeti interni.

Un evento che unisce scienza e osservazione dal basso

Il caso della cometa dorata dimostra anche quanto sia diventata preziosa la collaborazione tra grandi osservatori internazionali e reti di osservatori indipendenti. Le immagini del Gemini North forniscono il dettaglio, mentre quelle raccolte da terra in modo continuativo permettono di seguire l’evoluzione giorno dopo giorno.

C/2025 K1 (Atlas) non è più un singolo oggetto, ma un sistema di frammenti in viaggio. La sua storia non è finita: nei prossimi mesi potrebbe continuare a spezzarsi o dissolversi gradualmente, lasciando dietro di sé solo una scia di polveri.

Per ora, resta uno degli esempi più chiari e spettacolari di come il Sistema solare sia tutt’altro che statico.

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