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Salute

Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti

La recente validazione di strategie capaci di convertire la memoria immunitaria dei virus in uno strumento di contrasto al cancro segna un cambiamento di paradigma nel settore oncologico. Utilizzando il sistema immunitario come un'arma di precisione reindirizzata, i ricercatori sono riusciti a marcare le cellule tumorali con firme virali, innescando una risposta terapeutica immediata e mirata. Questa metodologia promette di superare i limiti delle attuali terapie, offrendo una soluzione più sicura, meno onerosa e ampiamente applicabile alla popolazione globale

Denise Meloni 3 minuti fa Commenta! 9
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La sovraespressione della proteina PD-L1 sulla superficie di numerose tipologie di cancro ha reso questo ligando uno dei bersagli principali nell’ambito dell’immunoterapia moderna. Nonostante la sua rilevanza, i farmaci convenzionali progettati per colpire tale proteina non riescono sempre a innescare una risposta immunitaria antitumorale sufficientemente efficace. In questo contesto, una nuova linea di ricerca ha delineato una strategia innovativa che si propone di sfruttare l’immunità antivirale già presente nell’organismo per potenziare l’attacco contro le masse neoplastiche.

Contenuti di questo articolo
Cancro: il meccanismo molecolare del presentatore di antigeni PBAPLa duplice funzione degli anticorpi preesistentiEfficienza economica nella produzione biotecnologica
Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti
Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti

Cancro: il meccanismo molecolare del presentatore di antigeni PBAP

L’innovazione risiede nella progettazione di un dispositivo molecolare denominato “presentatore di antigeni legante PD-L1”, o PBAP, concepito per agire come un ponte tra il tumore e il sistema immunitario. Questo costrutto fonde una sequenza proteica capace di legarsi specificamente al PD-L1 con un antigene virale estremamente immunogenico, identificato nella glicoproteina E del virus della varicella-zoster. Grazie a questa configurazione, il PBAP è in grado di ancorarsi saldamente alle cellule maligne, trasferendo su di esse una firma virale immediatamente riconoscibile.

Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti
Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti

Le evidenze emerse da esperimenti condotti su modelli cellulari e murini confermano che l’impiego del PBAP permette di marcare le cellule tumorali in modo tale da renderle bersagli diretti del sistema immunitario. La portata di questa scoperta è di particolare rilievo poiché la maggior parte degli individui adulti possiede già un elevato numero di anticorpi contro la glicoproteina E, derivanti da pregresse infezioni o vaccinazioni. Sfruttando questa memoria immunitaria preesistente, la strategia PBAP trasforma efficacemente il tumore in un bersaglio per una risposta immunitaria già addestrata e potente.

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La duplice funzione degli anticorpi preesistenti

Gli anticorpi già presenti nell’organismo svolgono un ruolo determinante nel riconoscere le cellule tumorali precedentemente marcate con il complesso PBAP. Una volta individuato il bersaglio, questi anticorpi attivano una risposta coordinata che prevede, da un lato, l’intervento delle cellule natural killer e, dall’altro, il legame diretto con le strutture PBAP-gE esposte sulla superficie neoplastica. Questo sofisticato processo di reindirizzamento permette di convertire la memoria immunitaria originariamente specifica per un virus in un arsenale di precisione capace di colpire selettivamente il tumore.

Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti
Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti

Uno dei principali ostacoli nel trattamento oncologico è l’eterogeneità tumorale, ovvero la presenza di cellule che non esprimono il recettore bersaglio di una specifica terapia, rendendo il farmaco inefficace su parte della massa neoplastica. La tecnologia PBAP (PD-L1-Binding Antigen Presenter) introduce una soluzione radicale a questo problema attraverso un sistema di “scambio di identità” molecolare.

Non limitandosi all’impiego di antigeni virali, questa piattaforma consente di utilizzare proteine come HER2 non più come semplici bersagli passivi, ma come esche attive caricate su un vettore capace di legarsi a un differente recettore universale, il PD-L1. In questo modo, il trattamento non dipende più esclusivamente dalla presenza del marcatore originario del tumore, ma dalla capacità del PBAP di ridefinire il profilo antigenico della cellula maligna.

L’impiego del PBAP-HER2 permette di convertire cellule tumorali HER2-negative in bersagli vulnerabili alle terapie anti-HER2 già esistenti, come gli anticorpi monoclonali o i coniugati farmaco-anticorpo. Il dispositivo agisce ancorandosi saldamente al PD-L1, proteina spesso sovraespressa proprio dai tumori più aggressivi per sfuggire al sistema immunitario, ed esponendo verso l’esterno il dominio HER2. Questo “dirottamento” terapeutico trasforma una difesa del tumore (il PD-L1) nel suo punto di massima vulnerabilità, permettendo a farmaci estremamente potenti di colpire cellule che precedentemente sarebbero risultate invisibili o resistenti al trattamento.

Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti
Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti

La flessibilità di questa strategia offre una speranza concreta per le patologie oncologiche definite “triple negative” o per quelle forme resistenti che hanno esaurito le opzioni terapeutiche standard. La capacità di progettare varianti PBAP specifiche per diversi antigeni significa che, potenzialmente, qualsiasi terapia mirata esistente potrebbe essere adattata per trattare un raggio d’azione molto più ampio di neoplasie.

Questa personalizzazione della risposta immunitaria non solo aumenta l’efficacia del trattamento, ma riduce il rischio di recidive legate alla selezione di cloni cellulari resistenti, aprendo una nuova frontiera nella medicina di precisione dove il limite non è più la biologia del tumore, ma la nostra capacità di riprogrammarne il segnale di riconoscimento.

Efficienza economica nella produzione biotecnologica

La strategia basata sui presentatori di antigeni PBAP si distingue per una potenziale sostenibilità economica superiore rispetto alle attuali terapie cellulari avanzate, come le cellule CAR-T. Mentre queste ultime richiedono processi di ingegnerizzazione complessi, personalizzati per ogni singolo paziente e quindi estremamente onerosi, la piattaforma PBAP si basa sulla produzione di proteine ricombinanti che possono essere sintetizzate su larga scala con metodologie standardizzate.

Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti
Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti

Questo approccio riduce drasticamente i costi di produzione e logistica, rendendo l’immunoterapia di alta precisione accessibile a una platea di pazienti molto più vasta e alleviando la pressione finanziaria sui sistemi sanitari nazionali. Dal punto di vista della sicurezza clinica, l’utilizzo di una “firma virale” già nota all’organismo minimizza il rischio di reazioni avverse imprevedibili o di risposte immunitarie fuori controllo, come le tempeste di citochine spesso associate ad altri trattamenti immunoterapici.

Poiché la strategia non introduce nuovi agenti sintetici potenzialmente tossici, ma si limita a “reindirizzare” anticorpi e cellule immunitarie già esistenti e ben tollerati dal corpo, il profilo di sicurezza risulta intrinsecamente più elevato. La selettività del legame con il PD-L1 garantisce inoltre che l’attivazione immunitaria sia concentrata prevalentemente nel microambiente tumorale, preservando l’integrità dei tessuti sani circostanti.

L’innovazione fondamentale risiede nel concetto di “riutilizzo” (repurposing) delle difese antivirali naturali. Invece di tentare di costruire ex novo una risposta immunitaria, la ricerca trasforma una memoria biologica preesistente — come quella derivante dalla vaccinazione contro la varicella — in uno strumento di attacco oncologico. Questo paradigma trasformativo sfrutta l’evoluzione millenaria del sistema immunitario umano, impiegando meccanismi di riconoscimento che sono già stati testati e affinati dalla natura.

Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti
Cancro: arriva la svolta terapeutica basata sul reindirizzamento degli anticorpi preesistenti

Il corpo non impara a combattere una nuova entità, ma viene semplicemente guidato a riconoscere il tumore sotto una veste familiare, quella di un’infezione virale già sconfitta in passato. La facilità di traslazione clinica è supportata dalla vasta diffusione globale dell’immunità contro il virus Varicella-Zoster, che garantisce l’applicabilità del metodo a quasi tutta la popolazione adulta senza necessità di screening immunologici preventivi complessi.

La solidità dei dati ottenuti nei modelli preclinici suggerisce che il passaggio alla sperimentazione umana possa avvenire in tempi rapidi. Questa transizione è agevolata dal fatto che molti componenti della strategia sono già noti agli enti regolatori, accelerando potenzialmente l’iter di approvazione e portando questa promessa terapeutica dal laboratorio al letto del paziente in un orizzonte temporale più breve rispetto alle biotecnologie di vecchia generazione.

Lo studio è stato pubblicato su Advanced Science.

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