Il futuro dei viaggi spaziali potrebbe essere più ecologico grazie al nuovo motore sviluppato da Avio, il Multi Purpose Green Engine (MPGE), che ha superato con successo i primi test di accensione. Questo innovativo sistema di propulsione utilizza una combinazione di acqua ossigenata e kerosene, riducendo l’impatto ambientale rispetto ai combustibili tradizionali.
Il progetto, finanziato con 55 milioni di euro nell’ambito del PNRR, è realizzato in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e mira a rivoluzionare il settore della propulsione per missioni di servizio in orbita.
Come funziona il motore MPGE?

A differenza dei motori convenzionali, il MPGE sfrutta un sistema bipropellente che combina acqua ossigenata (un forte ossidante) e kerosene, garantendo un’accensione più sicura e sostenibile. I test condotti nei laboratori Avio hanno dimostrato che il motore può accendersi e spegnersi in modo stabile, raggiungendo i livelli di temperatura e pressione previsti, con un’efficienza di combustione superiore alle aspettative.
Quali saranno le applicazioni di questa tecnologia?
Il MPGE non è solo un esperimento, ma un passo concreto verso il futuro della manutenzione in orbita. Il motore potrà essere utilizzato per operazioni di spostamento e riposizionamento dei satelliti, allungandone la vita operativa, ma anche per missioni più avanzate come il Space Rider, la navetta spaziale riutilizzabile dell’ESA, e per le future evoluzioni dei razzi Vega.
Un successo per l’industria spaziale italiana
L’ottima riuscita di questi test conferma il ruolo di Avio come punto di riferimento nella propulsione spaziale europea. La tecnologia green del MPGE potrebbe aprire nuove possibilità per il settore aerospaziale, combinando prestazioni elevate con un ridotto impatto ambientale.
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