Apple ha inserito una nuova figura di peso nel proprio team di design, e non è una scelta casuale. Sebastiaan de With, co-fondatore della celebre app fotografica Halide, entra ufficialmente a far parte del gruppo che disegna il futuro dei prodotti Apple. L’annuncio è arrivato direttamente da lui, con un messaggio pubblicato su Threads che non lascia spazio a dubbi sull’entusiasmo per questa nuova fase.
La notizia è passata in sordina rispetto ai grandi annunci hardware, ma il suo significato è molto più profondo. Apple sta rafforzando il proprio approccio al design partendo dal software e, in particolare, dall’esperienza fotografica e visiva su iPhone.
Chi è Sebastiaan de With e perché conta

Sebastiaan de With non è uno sviluppatore qualunque. È una delle menti dietro Halide, una delle app fotografiche più apprezzate in assoluto su iOS, spesso citata come riferimento per controllo manuale, pulizia dell’interfaccia e rispetto dell’utente esperto.
Halide è sviluppata da Lux, azienda fondata dallo stesso de With, che ha costruito un intero ecosistema di app dedicate a fotografia e video su dispositivi Apple. Tra queste troviamo Kino, Spectre e Orion, tutte accomunate da un approccio minimalista e tecnico allo stesso tempo.
Non è un caso che Apple abbia deciso di riportarlo “a casa”.
Un ritorno, non un debutto
Prima di Halide, de With aveva già lavorato con Apple. In passato ha collaborato su progetti come iCloud, MobileMe e Find My, muovendosi tra design dell’interfaccia e user experience.
Questo rende il suo ingresso nel team design meno simile a un’acquisizione esterna e più a un ritorno strategico. Apple conosce già il suo modo di lavorare, e lui conosce bene i meccanismi interni dell’azienda.
Il punto interessante è il timing.
Apple dopo Jony Ive: un vuoto ancora aperto
Per anni, il design Apple ha avuto un volto preciso: Jony Ive. Dal suo addio, avvenuto nel 2022, l’azienda ha scelto una direzione più distribuita, senza una singola figura pubblica a incarnare la filosofia progettuale.
Questa scelta ha avuto conseguenze evidenti. Alcune recenti decisioni estetiche e funzionali, come il linguaggio visivo noto come Liquid Glass, hanno spaccato pubblico e addetti ai lavori. Mancava una voce riconoscibile, una linea chiara, un riferimento.
L’arrivo di de With non significa che Apple stia cercando un nuovo “Jony Ive”. Ma segnala la volontà di rafforzare il design partendo da chi ha dimostrato di saper unire rigore tecnico e sensibilità visiva.
Cosa cambia per Halide e le app Lux

Una delle domande più immediate riguarda il futuro di Halide e delle altre app Lux. Al momento non ci sono indicazioni ufficiali su cambiamenti drastici o abbandoni. Non è chiaro se de With lascerà completamente il lavoro operativo sulle app o se manterrà un ruolo più defilato.
Storicamente, Apple consente ai propri designer di mantenere una presenza limitata in progetti esterni, ma tutto dipenderà dal ruolo specifico che ricoprirà internamente. In ogni caso, Halide ha già raggiunto una maturità tale da non dipendere da una singola persona.
Il vero punto non è cosa perderà Halide, ma cosa potrebbe guadagnare Apple.
Perché Apple guarda agli sviluppatori indipendenti
Negli ultimi anni Apple ha osservato con attenzione il lavoro degli sviluppatori indipendenti che hanno saputo spingere iOS oltre i limiti delle app di sistema. Halide è uno degli esempi più evidenti: controlli manuali avanzati, feedback visivo chiaro, interfaccia pensata per chi sa cosa sta facendo.
Integrare una mente come quella di de With significa portare questa filosofia direttamente nel cuore dei prodotti Apple. Non solo nelle app, ma nel modo in cui funzioni, gesture e strumenti vengono pensati.
È una mossa che parla di lungo periodo.
Un segnale chiaro sul futuro del design Apple
Apple non ha annunciato un nuovo capo del design. Non ha fatto keynote. Non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali altisonanti. Ma ha inserito una figura chiave nel posto giusto.
Questo tipo di scelta dice più di mille slide. Apple sta cercando di riallineare il proprio linguaggio visivo e funzionale partendo da chi ha dimostrato di saper progettare strumenti potenti senza renderli ostili.
Se nei prossimi anni vedremo un iOS più coerente, più leggibile e più rispettoso dell’utente avanzato, questo ingresso potrebbe essere stato uno dei primi passi in quella direzione.
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