Sotto oltre 500 metri di ghiaccio, in una delle aree più fragili del pianeta, è nascosto un archivio naturale capace di raccontare il clima della Terra di 23 milioni di anni fa.
È quanto emerge dai risultati preliminari del progetto internazionale Swais2C (Sensitivity of the West Antarctic Ice Sheet to 2°C), che coinvolge 29 ricercatori di dieci Paesi, tra cui l’Italia. Un’indagine che non guarda solo al passato, ma punta dritto al futuro del nostro pianeta.
228 metri di storia sotto il ghiaccio

Il team ha perforato il ghiaccio dell’Antartide occidentale, a circa 700 chilometri dalla base americana di McMurdo, estraendo 228 metri di sedimenti sepolti sotto 523 metri di ghiaccio.
Non si tratta di semplice fango e roccia.
Quei materiali sono un archivio climatico naturale. Ogni strato racconta condizioni ambientali diverse, variazioni di temperatura, avanzate e ritiri delle piattaforme glaciali.
Una perforazione analoga è stata effettuata anche nel Mare di Ross, ampliando la portata della ricerca.
Perché 23 milioni di anni fa sono così importanti
I primi dati indicano che quei sedimenti risalgono a un periodo in cui la temperatura media globale era oltre 2 gradi superiore rispetto all’epoca pre-industriale.
Quel numero non è casuale.
La soglia dei 2°C è oggi uno dei riferimenti centrali negli accordi climatici internazionali. Studiare cosa accadde quando il pianeta superò quella temperatura in passato aiuta a capire:
- Come reagirono le calotte polari
- Quanto si ritirarono le piattaforme di ghiaccio
- Quale fu l’impatto sul livello dei mari
Secondo Huw Horgan, co-responsabile scientifico del progetto, l’analisi permetterà di comprendere come le piattaforme glaciali dell’Antartide occidentale e del Mare di Ross potrebbero reagire a un futuro aumento delle temperature oltre i 2°C.
Un archivio naturale più affidabile dei soli satelliti

Fino a oggi, molte proiezioni sull’evoluzione dei ghiacci si basavano prevalentemente su dati satellitari.
I sedimenti, invece, offrono qualcosa di diverso:
una prova fisica di ciò che è già accaduto.
Se in passato la calotta antartica si è ritirata in condizioni climatiche simili a quelle previste per il futuro, significa che il sistema è più sensibile di quanto si pensasse.
Indizi dal fondo dell’oceano
Tra i materiali recuperati non c’è solo ciò che ci si aspettava.
Oltre ai sedimenti tipici delle aree sotto le piattaforme glaciali, sono stati trovati:
- Frammenti di conchiglie
- Resti di organismi marini che necessitano di luce
Questo dettaglio è cruciale.
Significa che in passato alcune aree oggi coperte da ghiaccio erano esposte alla luce solare, probabilmente perché le piattaforme glaciali si erano ritirate.
Un segnale che conferma quanto la calotta occidentale possa essere dinamica e vulnerabile.
Quanto potrebbe salire il livello del mare?

Secondo le stime degli esperti, se la calotta dell’Antartide occidentale dovesse sciogliersi completamente, il livello dei mari potrebbe aumentare tra 4 e 5 metri.
Non si parla di scenari immediati, ma di processi che si sviluppano su scale temporali lunghe.
Eppure, comprendere la sensibilità del sistema glaciale è essenziale per pianificare politiche di adattamento, infrastrutture costiere e strategie climatiche globali.
Antartide: laboratorio del futuro
L’Antartide non è solo un continente remoto.
È un termometro climatico globale.
I suoi ghiacci regolano correnti oceaniche, riflettono radiazione solare e influenzano il livello del mare in tutto il mondo.
Progetti come Swais2C non servono solo a ricostruire il passato, ma a testare la resilienza delle calotte glaciali in uno scenario di riscaldamento globale.
La scienza, in questo caso, non fa previsioni astratte: studia ciò che è già successo per capire cosa potrebbe accadere di nuovo.
Perché questa ricerca conta

Quando si parla di cambiamento climatico, spesso si resta su dati astratti.
Qui invece abbiamo:
- Campioni fisici
- Stratificazioni misurabili
- Confronti diretti con periodi caldi del passato
È un salto di qualità nella comprensione della stabilità delle piattaforme glaciali.
E se il passato è una guida, la risposta della calotta occidentale potrebbe essere più rapida di quanto immaginiamo.
Il ghiaccio conserva memoria.
E sotto centinaia di metri di gelo, l’Antartide sta raccontando una storia che riguarda il nostro futuro.
Secondo te la calotta antartica è più fragile di quanto pensiamo? Scrivicelo nei commenti.
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