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Scoperto 3I/ATLAS: il terzo oggetto interstellare noto visita il nostro sistema solare

Un team di astronomi internazionali, che include una studentessa di dottorato dell’Università del Michigan, è stato il primo a pubblicare la scoperta del terzo oggetto interstellare conosciuto in visita al nostro sistema solare, avvenuta il 3 luglio.

Andrea Tasinato 7 ore fa Commenta! 5
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Un nuovo visitatore dallo spazio profondo ha fatto il suo ingresso nel nostro sistema solare. Si chiama 3I/ATLAS ed è il terzo oggetto interstellare mai osservato dall’umanità, dopo 1I/ʻOumuamua (2017) e 2I/Borisov (2019); la scoperta è stata annunciata lo scorso 3 luglio e segna un momento storico per l’astronomia moderna.

Contenuti di questo articolo
Cosa rende speciale 3I/ATLAS?Velocissimo, gigantesco e antichissimo3I/ATLAS: perché è una scoperta degna di un filmE ora cosa succede?
Scoperto 3i/atlas: il terzo oggetto interstellare noto visita il nostro sistema solare
Questo diagramma mostra la traiettoria della cometa interstellare 3i/atlas mentre attraversa il sistema solare e raggiungerà il punto più vicino al sole in ottobre.

A identificarlo per primi è stato un team internazionale di ricercatori, tra cui Aster Taylor, dottoranda all’Università del Michigan, e Darryl Seligman della Michigan State University e i due hanno già pubblicato uno studio preliminare e un editoriale divulgativo su Space.com, aprendo la strada a una nuova stagione di osservazioni astronomiche.

Cosa rende speciale 3I/ATLAS?

Gli oggetti interstellari sono corpi celesti provenienti da altri sistemi stellari, che attraversano il nostro sistema solare senza legarsi in orbita al Sole. Questi eventi sono rarissimi, ma preziosissimi: rappresentano finestre aperte su mondi lontani, formatisi in condizioni diverse da quelle del nostro sistema.

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3I/ATLAS è probabilmente una cometa interstellare, avvolta da una chioma (coma) di gas e polveri che potrebbe attivarsi ulteriormente man mano che si avvicina al Sole; al momento si trova ancora molto lontano e non si avvicinerà più di quanto sia già la Terra rispetto al Sole, ma telescopi spaziali come Hubble e JWST si stanno preparando a studiarlo nel dettaglio.

Velocissimo, gigantesco e antichissimo

Le prime analisi suggeriscono che 3I/ATLAS è più veloce, più grande e più vecchio dei suoi predecessori. Viaggia a circa 60 km/s (oltre 130.000 km/h!), il doppio rispetto a ʻOumuamua, ed è stato stimato un diametro fino a 10 km. Se confermato, sarebbe cento volte più grande di ʻOumuamua e dieci volte Borisov.

Scoperto 3i/atlas: il terzo oggetto interstellare noto visita il nostro sistema solare
Questa immagine mostra le osservazioni della cometa 3i/atlas quando è stata scoperta il 1° luglio 2025. Il telescopio di indagine atlas finanziato dalla nasa in cile ha riferito per primo che la cometa proveniva dallo spazio interstellare

Ma il dato più affascinante riguarda l’età: le prime stime parlano di un’età compresa tra 3 e 11 miliardi di anni e per farla breve, questo corpo celeste potrebbe veramente essere più antico della nostra Terra e quasi coetaneo della galassia stessa.

3I/ATLAS: perché è una scoperta degna di un film

Il primo avvistamento è arrivato dal sistema ATLAS della NASA (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), una rete di telescopi automatici che scrutano il cielo ogni notte alla ricerca di oggetti in movimento e uno di questi telescopi, situato in Cile, ha permesso il rilevamento iniziale; da lì è partita una corsa contro il tempo per confermare la natura interstellare dell’oggetto.

Scoperto 3i/atlas: il terzo oggetto interstellare noto visita il nostro sistema solare

Curiosità: Aster Taylor era in vacanza alle Fiji quando ha ricevuto la notizia. Il tempo di chiudere la valigia ed era già immersa nel lavoro di verifica e studio dell’oggetto el o stesso vale per Seligman, che ha allertato i colleghi nel cuore della notte per puntare tutti i telescopi disponibili verso il nuovo visitatore.

E ora cosa succede?

Grazie a strumenti di osservazione avanzati e alla collaborazione tra università, osservatori e agenzie spaziali di tutto il mondo (tra cui anche il Politecnico di Milano), gli scienziati sperano di ottenere dati sempre più precisi su composizione, struttura, traiettoria e origine di 3I/ATLAS.

Ma c’è di più: secondo Taylor, grazie all’entrata in funzione del Vera C. Rubin Observatory, potremmo presto passare da tre a dieci o più oggetti interstellari scoperti. E a quel punto, potremmo iniziare a tracciare un vero e proprio profilo statistico dei viaggiatori cosmici.

“È un momento straordinario per l’astronomia”, commenta Taylor. “Queste scoperte ci aiutano a capire meglio non solo cosa c’è là fuori, ma anche come si è formata la nostra galassia.”

 Università del MichiganCornell Universit
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